LA
CHIESA

      

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LITURGIA

> 2 Giugno 2009 <

Domenica 31 Maggio 2009

Lunedì 1 Giugno 2009

Martedì 2 Giugno 2009

Mercoledì 3 Giugno 2009

Giovedì 4 Giugno 2009

Venerdì 5 Giugno 2009

Sabato 6 Giugno 2009

Domenica 7 Giugno 2009

Lunedì 8 Giugno 2009

Martedì 9 Giugno 2009

  Martedì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO092 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Nella prima lettura una frase mi sembra degna di attenzione: nella "disgrazia della cecità che lo aveva colpito Tobi rese grazie al Signore per tutti i giorni della sua vita". E impressionante: un uomo colpito da un grave male rende grazie a Dio! Eppure è questo sempre l'atteggiamento giusto, anche nella prova, non certo per la prova in se stessa, ma per i doni del Signore che continuano anche nella prova. Tobia che rende grazie è figura di Gesù che nell'Ultima Cena, prima della passione, ringrazia il Padre prendendo il pane che doveva diventare il suo corpo, dato per noi. Gesù ha riconosciuto nella Passione un dono del Padre. Dopo di lui e in lui ogni prova è una possibilità, un'occasione di amore in unione a tutti quelli che soffrono e quindi è giusto che ci sia rendimento di grazie per l'amore che Dio vuol comunicarci.
Nel Vangelo odierno Gesù, alla domanda insidiosa dei farisei, dà una risposta semplice e complessa insieme, che si può spiegare in molti modi. Oggi mi sembra utile sottolineare il senso di coerenza che egli insegna ai suoi avversari. "E lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?". Gesù sa che cercano un pretesto per accusarlo, ma non si sottrae: "Portatemi un denaro". Glielo portano e così dimostrano che loro stessi usano questo denaro, che approfittano dell'organizzazione romana, che esercitano il loro commercio, che guadagnano, che sono quindi inseriti per il loro interesse nella struttura creata dal potere pagano. Perché dunque non pagare le imposte? U loro vuol essere un rifiuto per motivi religiosi, o con pretesti religiosi, o semplicemente per desiderio di indipendenza. Ma Gesù mette in evidenza la loro incoerenza, dicendo loro: "Se accettate l'immagine di Cesare per la vostra vita, per coerenza dovete rendere a Cesare quel che è di Cesare". E aggiunge subito: "E a Dio quel che è di Dio", che è la cosa fondamentale, ma non esclude l'altra.
In realtà nella vita ci sono situazioni non del tutto logiche, ma anche in esse i cristiani devono contribuire al bene dello stato in modo disinteressato, anche quando sono perseguitati, per partecipare alla bontà di Dio. San Pietro scrive nella sua prima lettera: "State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore", e aggiunge: "Comportatevi come uomini liberi,... come servitori di Dio". La coerenza della Chiesa non consiste nell'accettare tutto, ma solo a ciò che contribuisce al bene. Certo, questa è una vita travagliata, che si accetta con spirito evangelico per contribuire positivamente alla vita del paese, con il coraggio di aderire o di rifiutare le situazioni a seconda che rispondano o no al vero bene dell'uomo.

Antifona d'ingresso
Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia,
perché sono triste e angosciato;
vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati. (Sal 25,16.18)


Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Tb 2,9-14
Rimasi cieco.

Dal libro di Tobìa

Io, Tobi, in quella notte di Pentecoste, dopo aver seppellito il morto, mi lavai, entrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c’era tenevo la faccia scoperta, ignorando che sopra di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi, a causa delle macchie bianche, finché divenni cieco del tutto.
Per quattro anni rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli. Achikàr, nei due anni che precedettero la sua partenza per l’Elimàide, provvide al mio sostentamento.
In quel tempo mia moglie Anna lavorava a domicilio, tessendo la lana che rimandava poi ai padroni, ricevendone la paga. Ora nel settimo giorno del mese di Distro, quando tagliò il pezzo che aveva tessuto e lo mandò ai padroni, essi, oltre la mercede completa, le fecero dono di un capretto da mangiare.
Quando il capretto entrò in casa mia, si mise a belare. Chiamai allora mia moglie e le dissi: «Da dove viene questo capretto? Non sarà stato rubato? Restituiscilo ai padroni, poiché non abbiamo nessun diritto di mangiare una cosa rubata». Ella mi disse: «Mi è stato dato in più del salario». Ma io non le credevo e le ripetevo di restituirlo ai padroni e per questo mi vergognavo di lei. Allora per tutta risposta mi disse: «Dove sono le tue elemosine? Dove sono le tue buone opere? Ecco, lo si vede bene da come sei ridotto!».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 111

Saldo è il cuore del giusto che confida nel Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.

Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché non vedrà la rovina dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 12,13-17
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Al Padre della misericordia e della bontà, rivolgiamo con fede la nostra invocazione perché ci aiuti ad essere coerenti al suo insegnamento. Diciamo insieme:
Aiutaci, o Signore.

Per la Chiesa di Dio, perché senza ambiguità e compromessi, educhi i fedeli ad una responsabile azione sociale. Preghiamo:
Per i governanti, perché svolgano il loro impegno con onestà, spirito di servizio e lontani dall'interesse personale. Preghiamo:
Per chi soffre nello spirito e nel corpo, perché sia sempre sostenuto dalla solidarietà degli uomini e servito da adeguate strutture umanitarie. Preghiamo:
Per tutti gli uomini, perché la loro vita sociale non sia regolata da alleanze e poteri, ma dal rispetto e amore reciproci. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perché sappia promuovere, al di dentro della convivenza umana, una sensibilità sociale attenta ai più bisognosi. Preghiamo:
Per gli evasori fiscali.
Per la libertà delle fedi e delle religioni.

O Signore, che ci hai chiesto di dare a Dio e a Cesare secondo rettitudine, aiutaci a vivere la nostra appartenenza a questo mondo come figli dello stesso Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Fiduciosi nella tua misericordia, Signore,
ci accostiamo con doni al tuo santo altare,
perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Innalzo a te il mio grido e tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole. (Sal 17,6)

Oppure:
Dice il Signore: “In verità vi dico:
tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti
con il corpo e il sangue del tuo Figlio,
guidaci con il tuo Spirito,
perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita
possiamo renderti testimonianza
e così entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 28-03-2010)
Ridare identità
RIDARE L'IDENTITA' DI OGNI REALTA' NELLA PROPRIA ORIGINE Ritornare all'origine di tutte le cose non è tornare indietro, ma recuperare l'originario luogo dove ogni realtà ritrova la propria identità. Questo vale per tutte le cose, e vale altresì per la persona umana. Vedere di che pasta siamo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 02-06-2009)
Commento su Tb 2,14
Dalla Parola del giorno “Tobi rimase saldo nel timore di Dio e rese grazie al Signore tutti i giorni della sua vita.” Come vivere questa Parola? Tobi, nonostante il severo divieto del re, continua a dar sepoltura ai suoi connazionali, vittime della violenza. Gli stessi parenti e vicini lo irrid ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 03-06-2008)
Voler cogliere in fallo la Verità
Le parole di Cristo, anche quelle velate nelle parabole, spesso arrivavano come dardi infuocati sugli scribi e sui farisei; non riuscivano ad ignorare le pesanti accuse che Gesù rivolgeva loro e, cosa ancora peggiore, si sentivano screditati nel loro ruolo agli occhi della gente. Cresceva invece la ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 03-06-2008)
Commento su 2Pt 3,12.14
Dalla Parola del giorno Fratelli, attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio... Nell'attesa di questi eventi, cercate d'essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. Come vivere questa Parola? La prima comunità cristiana attendeva e invocava con insistenza il ritorno di ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 05-06-2007)
Giusti tributi
A Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Il mondo lo si vive bene con tutte le sue realtà annesse e connesse proprio quando lo viviamo tributandogli la giusta misura, non evadendo la tassa dell'essere nel mondo, non esager ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-06-2007)
E' lecito o no pagare il tributo?
Oggi ci lasciamo guidare nella celebrazione da un grande martire: S. Bonifacio nato in Inghilterra nel 673. Fu monaco a Exeter. Creato Vescovo, fu inviato dal papa Gregorio II in Germania dove riorganizzò la vita ecclesiastica, celebrò sinodi, codificò gli adattamenti del diritto ecclesiastico roman ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 05-06-2007)

La giornata di Gesù continua ancora. Questa volta sono i farisei e gli erodiani che gli si avvicinano. E gli pongono la questione del tributo a Cesare. Fin dall'inizio si nota la loro doppiezza. Essi adulano Gesù per poi tendergli un tranello. Ma non è con la furbizia che ci si accosta al Vangelo. L ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-06-2007)

Dalla Parola del giorno Tobi, che fin dalla fanciullezza aveva temuto Dio e osservato i suoi comandamenti, non si lamentò contro il Signore per la disgrazia della cecità che lo aveva colpito. Anzi, rimase saldo nel timor di Dio e rese grazie al Signore tutti i giorni della sua vita. Come vivere ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-06-2006)
A Cesare cio' che e' di Cesare, e a Dio cio' che e' di Dio
Troviamo in questo passo del Vangelo una delle frasi più celebri di Gesù: "Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio". Sappiamo quale fu l'occasione di questa frase: volevano solo farlo parlare per metterlo alla prova. Meschinità umana! La risposta di Gesù, vero maestro, amante d ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-06-2006)

Dalla Parola del giorno Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Come vivere questa Parola? Un giorno Gesù aveva detto: "Non potete servire due padroni". Ora sembra contraddirsi e quasi autorizzare una dicotomia a livello pratico. È un po' quanto si verifica ancora oggi: ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 06-06-2006)

La giornata di Gesù continua ancora. Questa volta sono i farisei e gli erodiani che gli si avvicinano. E gli pongono la questione del tributo a Cesare. Fin dall'inizio si nota la loro doppiezza. Essi adulano Gesù per poi tendergli un tranello. Ma non è con la furbizia che ci si accosta al Vangelo. L ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-06-2004)

Dalla Parola del giorno Alcuni farisei ed erodiani dissero a Gesù: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?". Come vivere quest ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-06-2002)
Commento su 2Pt 3,14
Dalla Parola del giorno Nell'attesa di questi eventi, cercate d'essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. Come vivere questa Parola? L'attesa riguarda le realtà ultime, quando questa nostra storia finirà, come il fiume che si getta nelle onde di un oceano infinito. E in ques ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-03-2000)

Dalla Parola del giorno Secondo la promessa di Dio noi attendiamo nuovi cieli e una terra nuova nei quali avrà stabile dimora la giustizia. Come vivere questa Parola? Sempre la speranza teologale è stata una dimensione caratteristica del cristiano. Ma in questa nostra società, ansiosamente prot ...
(continua)

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