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Mercoledì della V settimana di Pasqua
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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EP053 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Bianco
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In molte regioni, nel mondo attuale, il cristiano è ormai una figura d’eccezione. Anche nei paesi tradizionalmente cattolici il credente si trova immerso nel materialismo e nel laicismo che minacciano l’annientamento della vita dello Spirito.
Abbandonati a noi stessi, ci perdiamo, intimoriti da forze che sembrano sempre più grandi e imperiose.
La situazione della Chiesa delle origini non era però diversa. Eppure i primi cristiani, al seguito di un gruppo di pescatori della Galilea, privi di potere in quanto alle cose del mondo, ma riempiti della forza dello Spirito, “vennero, videro e vinsero” l’Impero Romano. Contando solo sui propri mezzi, non potevano far nulla, ma uniti a Cristo, come i tralci alla vite, produssero frutti in abbondanza.
Ogni credente è chiamato a fare lo stesso: a sentirsi pronto ad essere sfrondato dal vignaiolo, cioè dal Padre. In altre parole, per dare frutti dobbiamo essere disposti a soffrire, per esempio andando contro le mode imperanti, rispettando i nostri principi cristiani negli affari, restando fedeli nel matrimonio, sopportando ogni tipo di discriminazione derivante dal professare pubblicamente la nostra fede.
Una tale sofferenza purifica il cuore del credente e rafforza la vita di Cristo in noi.
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Antifona d'ingresso
Della tua lode sia piena la mia bocca,
perché io possa cantare;
esulteranno, a te cantando,
le mie labbra. Alleluia.
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Colletta
O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te,
luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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At 15,1-6
Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
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Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 121
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Andremo con gioia alla casa del Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano.
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Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.
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Vangelo
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Gv 15,1-8
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
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Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore
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Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Accogli, o Padre, questo sacrificio di lode,
e fa’ che sperimentiamo la forza liberatrice
della risurrezione del Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
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PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...
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Antifona di comunione
Il Signore è risorto
e ha fatto splendere su di noi la sua luce;
ci ha redenti col suo sangue. Alleluia.
Oppure:
“In questo è glorificato il Padre mio:
che diventiate miei discepoli
e portiate molto frutto”. Alleluia. (Gv 15,8)
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Preghiera dopo la comunione
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l’aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Signore Dio nostro,
che ci hai donato come cibo spirituale
il sacrificio a te offerto in rendimento di grazie,
trasformaci con la potenza del tuo Spirito,
perché possiamo servirti con rinnovato entusiasmo,
e sperimentare ancora i tuoi benefici.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-05-2010)
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La linfa vitale
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto». Già nelle antiche profezie, il Messia veniva preannunciato come un germoglio nuovo e un virgulto fecondo, turgido di vita. La s ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-05-2010)
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Dalla Parola del giorno
Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore, … voi i tralci.
Come vivere questa Parola?
La Parola di oggi è molto chiara: Dio è l'agricoltore che ha piantato una vite vera: Gesù. I discepoli, quelli di allora e anche noi di oggi, siamo i tralci. I tralci sani rim ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 05-05-2010)
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Vite e Tralci
L'immagine della vite e dei tralci esprime:
- l'unità non come fatto statico ma come unione progressiva
LA VITE CRESCE E PROGREDISCE IN EVOLUZIONE SPIRITUALE
- il portare frutto proprio in questa unione vitale
IL FRUTTO DELLA GIOIA E DELLA VITA PIENA E SERENA
- la cura del vignaiolo per la vi ...
(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 13-05-2009)
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San Paolo e Maria
Quello che è stato proclamato come prima lettura è l’unico brano in san Paolo in cui si parla di Maria santissima. Le tredici lettere di san Paolo contano 2029 versetti, di essi solo uno è dedicato alla persona della Madre di Gesù, questo, il numero 4 del capitolo quarto della lettera ai Galati: “Qu ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 13-05-2009)
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Io sono la vite, voi i tralci
L’immagine allegorica della vite e della vigna è frequente nella parola di Dio del Vecchio Testamento, in funzione didattica, di ammonimento, di rimprovero. Gesù si serve di tale immagine. Egli aveva raccomandato di credere in lui, ora ci dice di rimanere in lui, come condizione di comunione e di ci ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 13-05-2009)
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Commento su Giovanni 15,5
Dalla Parola del giorno
“Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.”
Come vivere questa Parola?
L’immagine eloquentissima che Gesù propone è quella della vite: una pinta piena di bellezza e di e forza.
È Gesù la vite vera che il Padre ha piantato ne ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 13-05-2009)
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Commento Giovanni 15,1-8
1) Preghiera
O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te,
luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
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(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 23-04-2008)
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Chi rimane in me ed io in lui, porta molto frutto
Gesù ha parlato della comunione di vita con i suoi, realizzata con la sua presenza in chi lo ama e ne osserva i comandamenti, e attraverso la presenza dello Spirito, ora accentua nuovamente questi legami con un'altra similitudine: la vite a i tralci. "Come il traccio non può far frutto da se stesso ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 23-04-2008)
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Dalla Parola del giorno
Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Come vivere questa Parola?
Si tratta di 'frutto' perché questa pericope è inserita nell'allegoria di Gesù circa la vite e i tralci.
È Lui la vite in cui scorre la linfa' che comunica ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 23-04-2008)
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La vita nella vite
Lettura
Il testo parla, in modo figurato, di Gesù-vera vite, del Padre vignaiolo e della fecondità dei tralci che dimorano in lui. L'attività del Padre è descritta nel versetto successivo: si prende cura della vite, togliendo i rami infecondi e sfrondando gli altri, perché siano più fruttiferi. Il ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 09-05-2007)
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Rimanete in me e io in voi
C'è un modo nuovo, più intimo, più intenso, di realizzare la nostra unione con Cristo per essere suoi veri discepoli; non può essere più soltanto questione di circoncisione, di riti o di sterili pratiche esteriori. Gesù, usando l'immagine della vite e dei tralci, rileva un legame indissolubile che d ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 09-05-2007)
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Dalla Parola del giorno
IO SONO la vite, quella vera.
Come vivere questa Parola?
Più volte Gesù, nel definire se stesso, è ricorso a delle immagini plastiche: "Io sono il Pane", "Io sono il Pastore", "Io sono la Luce", "Io sono la Via la Verità la Vita"... Sfaccettature di un'unica realtà che r ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 17-05-2006)
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Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto
Gesù usa spesso il termine "rimanere". È una condizione che diventa preziosa perché vuole intima unione; vuol dire condivisione e partecipazione. Gesù rimanendo in noi non annulla la sua divinità. La sua natura divina non diminuisce per questo gesto di accoglienza e di apertura. Gesù che rimane in n ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 17-05-2006)
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Gesù, dicendo ai discepoli: "Io sono la vite, voi i tralci", vuole che comprendano bene il tipo di legame che c'è tra lui e i suoi. Un tralcio vive e dà frutto unicamente se resta attaccato alla vite; se venisse tagliato si seccherebbe e morirebbe. Restare legati alla vite è pertanto essenziale per ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 12-05-2004)
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Dalla Parola del giorno
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Come vivere questa parola?
L'immagine eloquentissima che Gesù propone è quella della vite: un albero pieno di bellezza e di e di forza. E' Lui la vite vera che il Padre (il vignaiolo ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 21-05-2003)
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Dalla Parola del giorno
"Rimanete in me e io in voi [...]. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla".
Come vivere questa Parola?
Dentro l'immagine semplice, bella ed efficace della vite e dei tralci, Gesù evidenzia per noi un segreto (forse il più i ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 21-05-2003)
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Commento Giovanni 15,1-8
Cos'è la Chiesa? Gesù non ha dubbi: i tralci innestati alla vite. Già: così banale da essere dimenticata. La Chiesa non è anzitutto organizzazione, gerarchia, dottrina. La Chiesa è la compagnia, il clan, il raduno di coloro che hanno incontrato Cristo e ne sono rimasti affascinati e coinvolti e inne ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 21-05-2003)
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Commento su Giovanni 15, 1-8
In questo brano Gesù scongiura i suoi amici di rimanere in lui, nel suo amore, per portare molto frutto e per godere la gioia in pienezza. L'espressione dominante di questo testo è "rimanere in", che ricorre sette volte.
Gesù si presenta come la vite della verità: in questo modo afferma di essere ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 24-05-2000)
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Dalla Parola del giorno
Io sono la vite, voi i tralci. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi, se non rimanete in me.
Come vivere questa Parola?
Per un tralcio il punto più importante è quello in cui sta unito al ceppo della vite.
Ed è anche il ...
(continua)
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