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Sabato della II settimana di Quaresima
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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EQ026 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Viola
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Oggi Gesù dice una parabola per ciascuno di noi: noi tutti siamo quel figlio che il peccato ha allontanato dal Padre, e che deve ritrovare, ogni giorno più direttamente, il cammino della sua casa, il cammino del suo cuore. La conversione è esattamente questo: questo viaggio, questo percorso che consiste nell’abbandonare il nostro peccato e la miseria nella quale esso ci ha gettati per andare verso il Padre.
Ciò che ci sconvolge in questa parabola, e la realtà la sorpassa di molto, è il vedere che di fatto il nostro Padre ci attende da sempre. Siamo noi ad averlo lasciato, ma lui, lui non ci lascia mai. Egli è “commosso” non appena ci vede tornare a lui. Talvolta saremmo tentati di dubitare del suo perdono, pensando che la nostra colpa sia troppo grande. Ma il padre continua sempre ad amarci. Egli è infinitamente fedele. Non sono i nostri peccati ad impedirgli di darci il suo amore, ma il nostro orgoglio. Non appena ci riconosciamo peccatori, subito egli si dona di nuovo a noi, con un amore ancora più grande, un amore che può riparare a tutto, un amore in grado in ogni momento di trarre dal male un bene più grande. Il suo perdono non è una semplice amnistia, è un’effusione di misericordia, nella quale la tenerezza è più forte del peccato.
Gesù vuole che noi abbiamo la stessa fiducia anche nei confronti degli altri. Nel cuore di ogni uomo vi è sempre una possibilità di ritorno al Padre, e noi dobbiamo sperarlo senza sosta. Quando vediamo fratelli e sorelle convertiti di recente che ricevono grazie di intimità con Dio, spesso davvero straordinarie, esultiamo senza ripensamenti, e partecipiamo alla gioia del Padre.
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Antifona d'ingresso
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore per tutti,
e la sua misericordia
si estende a tutte le sue creature. (Sal 145,8-9)
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Colletta
O Dio, che per mezzo dei sacramenti
ci rendi partecipi del tuo mistero di gloria,
guidaci attraverso le esperienze della vita,
perché possiamo giungere alla splendida luce
in cui è la tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Mi 7,14-15.18-20
Il nostro Dio viene a salvarci.
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Dal libro del profeta Michèa
Pasci il tuo popolo con la tua verga,
il gregge della tua eredità,
che sta solitario nella foresta
tra fertili campagne;
pascolino in Basan e in Gàlaad
come nei tempi antichi.
Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose.
Quale dio è come te,
che toglie l’iniquità e perdona il peccato
al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira,
ma si compiace di manifestare il suo amore.
Egli tornerà ad avere pietà di noi,
calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
ad Abramo il tuo amore,
come hai giurato ai nostri padri
fin dai tempi antichi.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 102
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Misericordioso e pietoso è il Signore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
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Canto al Vangelo (Lc 15,18)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.
Lode e onore a te, Signore Gesù.
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Vangelo
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Lc 15,1-3.11-32
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il Signore, padre buono e misericordioso, perdona tutti i nostri peccati. Convertiti dal suo abbraccio amoroso, rivolgiamogli la nostra supplica, dicendo:
Signore, pietà.
Per la Chiesa che ha la missione di riconciliare con Dio la comunità degli uomini: sperimenti in se stessa la riconciliazione evangelica e si presenti al mondo lacerato dal peccato, segno credibile di conversione e di unità. Preghiamo:
Per coloro che non comprendono la tenerezza di Dio verso i peccatori o ritengono impossibile il perdono: i cristiani siano per essi una concreta attuazione della parabola evangelica. Preghiamo:
Per la famiglia, che è irradiazione della paternità e maternità di Dio: educhi i figli al perdono e alla comunione nella gioia. Preghiamo:
Per le persone disorientate dalle proposte negative della società: trovino nel progetto di Dio sull'uomo il riferimento sicuro per la propria vita. Preghiamo:
Per noi che abbiamo ascoltato il vangelo della misericordia: esso ci dia la forza di alzarci e di incamminarci verso la riconciliazione pasquale. Preghiamo:
Perchè accogliamo l'invito a perdonare per essere perdonati.
Per i giovani che anche oggi si allontanano da casa.
O Padre che ci converti, non minacciando castighi ma rivelandoci la tua bontà e misericordia, fa’ che, rifiutato il cibo immondo del peccato, ci alimentiamo al banchetto dell'eucaristia quaresimale per esser trasformati in Cristo, che è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Da questo sacrificio che ti offriamo,
Signore,
venga per noi una forza di redenzione,
che ci salvi dai cedimenti umani
e ci prepari a ricevere i doni della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
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PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito
È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo...
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Antifona di comunione
“Rallegrati, figlio mio,
perché tuo fratello era morto
ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato”. (Lc 15,32)
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Preghiera dopo la comunione
La comunione al pane di vita eterna, o Dio,
agisca profondamente nel nostro spirito,
e ci renda partecipi
della forza di così grande sacramento.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 06-03-2010)
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"Tu sei sempre con me..."
"Tu sei sempre con me...".
Il Padre lo dice al figlio maggiore della parabola, richiamando la sua piena comunione di se stesso e dei suoi beni con questo figlio; ma lui, questo figlio, come mai non se ne è ancora accorto, di tale comunione?
"Tu sei sempre con me...".
Anche noi siamo sempre co ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-03-2010)
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Dalla Parola del giorno
"Qual Dio è come te, Signore, che togli l'iniquità e perdoni il peccato…che non serbi per sempre l'ira, ma ti compiaci di usar misericordia."
Come vivere questa Parola?
Ecco un'autentica professione di fede per bocca del profeta Michea: in ogni tempo Dio si compiace d'us ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 06-03-2010)
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La festa del perdono
È bello in questo tempo di quaresima, in cui siamo particolarmente sollecitati alla conversione e al ritorno a Dio, ascoltare ancora una volta una delle più affascinanti parabole che Gesù ci ha lasciato. Sulla scia del figlio pentito, che torna tra le braccia del Padre, si muove ancora la nostra pov ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 06-03-2010)
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Questa parabola rivela il centro del vangelo: Dio come Padre di tenerezza e di misericordia. Egli prova una gioia infinita quando vede tornare a casa il figlio da lontano, e invita tutti a gioire con lui.
Gesù fin dall'inizio mangia con i peccatori (cfr Lc 5,27-32). Ora invita anche i giusti. Attac ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 14-03-2009)
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Il figlio e... il suo Padre
Con spregiudicatezza e superficialità il figlio parte dalla casa paterna perché vuol sentirsi figlio libero e non servo. Si sente ormai grande, autonomo, “posso fare quello che mi pare”, crede. Brama percorrere la sua strada di indipendenza, vuole vivere in piena libertà la sua vita, come ogni figli ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 14-03-2009)
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Dalla Parola del giorno
Egli tornerà ad aver pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo la tua benevolenza, come hai giurato ai nostri padri.
Come vivere questa Parola?
Per Israele, al tempo in ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 14-03-2009)
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Commento Luca 15,1-3.11-32
1) Preghiera
O Dio, che per mezzo dei sacramenti
ci rendi partecipi del tuo mistero di gloria,
guidaci attraverso le esperienze della vita,
perché possiamo giungere alla splendida luce
in cui è la tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secon ...
(continua)
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| don Nazareno Galullo (giovani) (Omelia del 23-02-2008)
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La tua melma...può diventare oro!
Un figlio giovane ed un padre. È un rapporto che credo interessi molti di voi. E quindi Gesù c'ha azzeccato con questo esempio.
Insomma, un giovane che vuole farsi la vita sua. Mi sembra di sentire tanti di voi (noi) che vogliono fare di testa propria: "papà dammi tutto quello che mi spetta perché ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 23-02-2008)
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Dalla Parola del giorno
Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Come vivere questa Parola?
La scena del padre che "quando era ancora lontano, lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò", è una luce ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 23-02-2008)
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Tuo fratello era morto ed è tornato in vita
Oggi la liturgia ci presenta la parabola del Padre Misericordioso. È la parabola conclusiva, è la più ricca delle cosiddette tre parabole della gioia che formano la bellissima collana del capitolo quindicesimo del Vangelo di san Luca. La parabola della pecora smarrita e della dracma perduta invitano ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 23-02-2008)
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Padre di misericordia
Lettura
Abbiamo ascoltato e meditato tante volte la parabola del Padre misericordioso. Ma non è un prodotto di mercato che, dopo qualche giorno, si deteriora. Ogni volta che la si legge è "nuova di zecca". Le parole sono sempre le stesse, il messaggio e la sua risonanza nell'animo dell'uomo sono se ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 10-03-2007)
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Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te!
Michea invita il Signore a prendere in mano il destino del Popolo, come già avvenuto in passato con l'uscita dall'Egitto. Perdonando i peccati, Dio si impegna a conservare l'antica sua benevolenza, iniziata con Abramo e con i padri, fin dai tempi antichi. Il presente testo illustra la sostanza di un ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 10-03-2007)
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Dalla Parola del giorno
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Come vivere questa Parola?
Questa affermazione fa parte di un testo liturgico che fu aggiunto allo scritto del profeta Michea, contemporaneo del grande Isaia. La situazione del popolo è oscurata dal fatto che, sebbene ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 18-03-2006)
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Dalla Parola del giorno
Bisogna far festa perché tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.
Come vivere questa Parola?
All'interno della bellissima, preziosa parabola del figlio prodigo, questa parola che Gesù mette in bocca al padre, è la chiave interpretat ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 18-03-2006)
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Questo tuo fratello era morto ed e' tornato in vita
La parabola del figliol prodigo è certo la storia di tutti. E' molto facile ritrovarci nei pensieri, nelle scelte, nell'esperienza di questo giovane. Ci sono i passi che lo allontanano dalla casa paterna, metaforicamente da Dio, senza rimpianti, perché ha un forte desiderio di libertà, di essere ver ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 18-03-2006)
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Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa. Gesù mostra che tale rapporto non è casuale; anzi, fa parte della sua ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 13-03-2004)
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Dalla Parola del giorno
Gesù disse loro questa parabola:"Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al Padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze".
Come vivere questa Parola?
Già al tempo di Gesù la stragrande maggioranza di Ebrei viveva ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 22-03-2003)
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Commento Luca 15,1-3.11-32
Il Padre è una maschera, un concorrente ("devo andarmene di casa per realizzarmi" pensa il primo), un despota ("mi tocca lavorare tutta la vita facendo il bravo ragazzo senza una piccola soddisfazione" pensa il secondo), un fantoccio. Come quel Dio in cui crediamo o non crediamo (fa ridere ma è così ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 22-03-2003)
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Commento su Luca 15,1-3.11-32
Questa parabola rivela il centro del vangelo: Dio come Padre di tenerezza e di misericordia. Egli prova una gioia infinita quando vede tornare a casa il figlio da lontano, e invita tutti a gioire con lui.
Gesù fin dall'inizio mangia con i peccatori (cfr Lc 5,27-32). Ora invita anche i giusti. Att ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 02-03-2002)
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Dalla Parola del giorno
Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.
Come vivere questa Parola?
Cogliamo questa espressione sulle labbra del padre nella parabola detta del "Figlio prodigo" ma che molto meglio pot ...
(continua)
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