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LITURGIA

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Mercoledì 18 Marzo 2009

Giovedì 19 Marzo 2009

  Giovedì della II settimana di Quaresima

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

EQ024 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo >
“Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24). Perciò è necessario, dice Gesù, un cambiamento radicale del nostro atteggiamento. È necessario liberarci di tutte le ricchezze che appesantiscono il nostro cuore, è necessario staccarsene, perché esse ci impediscono di vedere il povero che “giace alla nostra porta”. Chi tra noi oserebbe dire che non tiene a nessuna ricchezza? Siamo tutti assai preoccupati di noi stessi, del nostro agio, dei nostri interessi... La vera privazione, la più importante agli occhi di Dio, è quella che libera il nostro cuore dal suo egoismo e che lo apre agli altri.
Il Vangelo ci dà modo di conquistare veri tesori che nulla può intaccare: mettendo al servizio dei poveri, con umiltà, tutto ciò che abbiamo in beni materiali, talento, potere, qualità. Allora, coloro che avremo soccorso verranno da questa terra in nostro aiuto: non solamente faranno scaturire ciò che vi è di migliore in noi, la gioia del dare, ma ci faranno ottenere per noi un posto nel regno di Dio, che non appartiene che ai poveri.

Antifona d'ingresso
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di menzogna,
e guidami sulla via della vita. (Sal 139,23-24)


Colletta
O Dio, che ami l’innocenza,
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
e donaci il fervore del tuo Spirito,
perché possiamo esser saldi nella fede
e operosi nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ger 17,5-10
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamerisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.
Niente è più infido del cuore
e difficilmente guarisce!
Chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente
e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 1

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

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Vangelo

Lc 16,19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parabola evangelica ascoltata, rivela il tragico inganno di chi confida solo in se stesso e nei suoi beni. Al Signore, che scruta il cuore e lo converte con la sua Parola, rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo insieme:
Converti i nostri cuori all'amore, Signore.

Perchè la Chiesa, che vede in ogni uomo l'immagine di Cristo, non cessi di denunciare il peccato personale e sociale dell'egoismo, e di proporre l'ideale evangelico della fraternità e solidarietà. Preghiamo:
Perchè la cooperazione allo sviluppo del terzomondo, sia condivisa da un numero crescente di professionisti, tecnici e lavoratori. Preghiamo:
Perchè nessuno dimentichi la maledizione che incombe sull'uomo che confida in se stesso, e chiude il proprio cuore alle persone indifese e abbandonate. Preghiamo:
Perchè il risveglio religioso nelle comunità ecclesiali alimenti la tensione dei cristiani verso la carità e la giustizia in un impegno morale rigoroso e coerente. Preghiamo:
Perchè l'esempio di Gesù, che spezza il pane per tutti, sia imitato non solo in questa eucaristia, ma anche nella vita quotidiana. Preghiamo:
Per le famiglie in difficoltà a causa dell'inadeguatezza del loro reddito.
Per la conversione delle persone, che sprecano ricchezze per cose superflue.

O Dio, padre dei poveri, rendici sensibili alla tua Parola e alle necessità dei fratelli, perchè l'attesa di occasioni o segni straordinari non ritardi la nostra conversione a quell'amore che viene da te, e ci fa condividere tutto con chi non ha niente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio, o Signore,
santifica il nostro impegno di conversione
e fa’ che alla pratica esteriore della Quaresima
corrisponda una vera trasformazione dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo...


Antifona di comunione
Beati i perfetti nella loro condotta,
che camminano nella legge del Signore. (Sal 119,1)

Oppure:
“Se non ascoltano Mosè e i Profeti,
neanche se uno risuscitasse dai morti
sarebbero persuasi”. (Lc 16,31)


Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento continui ad agire in noi, Signore,
e la sua efficacia cresca di giorno in giorno
per la nostra attiva collaborazione.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 04-03-2010)
Un abisso separatore
La parabola fa intravedere la mappa del Regno di Dio sulla terra, ponendo l'abisso separatore tra due mondi: quello del Regno di Dio e del regno della terra. Nell'ascolto e poi nel mettere in pratica la Parola ci poniamo ora qua ora là, sconfinando in uno o nell'altro dei Regni. Ma sia in un cas ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 04-03-2010)
Neanche la risurrezione dai morti ci convince!
Se la pagina del vangelo di oggi si fosse limitata a descriverci soltanto la situazione iniziale dell'uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e che ogni giorno banchettava lautamente, ignaro del povero mendicante Lazzaro, coperto di piaghe, fuori della sua porta, bramoso di sfamarsi delle bric ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-03-2010)

Dalla Parola del giorno "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa; quando viene il bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può v ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 04-03-2010)

Questo brano illustra in forma negativa Lc 16,9: "Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne". E' un ammonimento a usare giustamente l'ingiusta ricchezza. La vita terrena è un ponte gettato sull'abisso tra l ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-03-2009)
Beato chi confida nel Signore
La liturgia odierna ci presenta un episodio drammatico del ricco epulone e Lazzaro, il povero. Un incontro che tocca la nostra coscienza, soprattutto nella nostra vita o esperienza quotidiana e, quindi, ci proietta nel nostro domani. In questo episodio troviamo il ricco epulone che ha trascurato com ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-03-2009)
Commento su Ger 17,7-8
Dalla Parola del giorno Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produr ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 12-03-2009)
Commento Luca 16,19-31
1) Preghiera O Dio, che ami l'innocenza, e la ridoni a chi l'ha perduta, volgi verso di te i nostri cuori e donaci il fervore del tuo Spirito, perché possiamo esser saldi nella fede e operosi nella carità. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-02-2008)

Dalla Parola del giorno Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni. Come vivere questa Parola? La parola 'cuore', nella Bibbia, in ebraico, si dice 'leb' . Così si definisce la sede dei sentimenti, è il lu ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 21-02-2008)

Oggi il Vangelo ci presenta una pagina molto plastica, una piccola scena in cui è descritta in poche battute la biografia di due personaggi ben diversi tra loro. Come in ogni "film" che si rispetti c'è una trama, una situazione ben precisa; per capirne il senso è necessario conoscere i personaggi. ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-02-2008)
I beni eterni
La liturgia odierna la propone di nuovo ai nostri cuori la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro. La Parola di Dio è una Parola feconda, capace sempre di generare buoni frutti. In questo tempo quaresimale possiamo leggere questa parabola interrogandoci sui beni veri della nostra vita. La p ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 21-02-2008)
Fiamma che tortura
Lettura Il vangelo di oggi ci propone la figura di un ricco – che non ha nome, così che tutti possiamo ritrovarci in lui – e di un povero che, invece, ha un nome, Lazzaro: Dio, infatti, non "perde" nessuno dei suoi poveri. La loro sorte parla di noi, del nostro cuore chiamato a vivere nella generos ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 08-03-2007)

È antichissima tradizione della Chiesa di Roma compiere durante il tempo quaresimale un pellegrinaggio dentro la città verso la Pasqua, "fermandosi" (di qui il termine "stazione", ossia luogo di fermata) ogni giorno attorno ad un luogo che custodisce la memoria di un martire. Oggi la "stazione" è a ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-03-2007)
Perchè hanno già ricevuto il loro salario...
In antitesi, Geremia descrive l'empio (che trova ogni appoggio su valori terreni) e il credente (che confida nel Signore). Il primo cresce in un terreno arido, mentre il secondo gode della vicinanza dell'acqua. Geremia prosegue il suo ragionamento dimostrando l'importanza del "cuore", considerato nu ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-03-2007)

Dalla Parola del giorno Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. Egli è come l'albero piantato lungo l'acqua, verso la corrente stende le radici. Come vivere questa Parola? Questo è il secondo quadro. Il primo, del dittico che ritrae natura viva, presenta la situa ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-03-2006)

Dalla Parola del giorno Maledetto l'uomo che confida nell'uomo [...] e dal Signore allontana il suo cuore[...]. Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Come vivere questa Parola? Il profeta Geremia ovviamente non vuole formarci alla reciproca diffidenza. Tutt'altro ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-03-2006)
Hai ricevuto i tuoi beni nella tua vita e Lazzaro la sua parte di mali
Il Vangelo di oggi riporta la notissima parabola del mendicante di nome Lazzaro e di Epulone, l'uomo ricco che "tutti i giorni banchettava lautamente", mentre alla sua porta giaceva Lazzaro pieno di ulcere e bisognoso di tutto. Ecco il tema ben noto del capovolgimento delle sorti nell'aldilà. C'è un ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 16-03-2006)

La pagina evangelica di Luca descrive una delle situazioni più comuni nella vita di oggi. L'uomo ricco che banchetta lautamente non è relegato al passato, e anche Lazzaro non è una figura scomparsa. Due persone, due situazioni. Lazzaro con gli occhi attento al ricco in attesa di qualche briciola, e ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-03-2004)

Dalla Parola del giorno C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-03-2003)
Commento Luca 16,19-31
Dio conosce per nome il povero Lazzaro (il nome in Israele è manifestazione dell'intimo: Dio conosce la sofferenza di questo mendicante!) mentre non ha nome il ricco epulone che – peraltro – non viene descritto come particolarmente malvagio. Il senso della parabola, la parola chiave, a me pare, è: " ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 20-03-2003)
Commento su Luca 16,19-31
Questo brano illustra in forma negativa Lc 16,9: "Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne". E' un ammonimento a usare giustamente l'ingiusta ricchezza. La vita terrena è un ponte gettato sull'abisso tra ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 28-02-2002)

Dalla Parola del giorno Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa; quando viene il bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-03-2000)

Dalla Parola del giorno Chi confida nel Signore è come un albero piantato lungo l'acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi. Come vivere questa Parola? La vita umana e cristiana è riuscita non in ordine ad un frenetico fare autosuff ...
(continua)

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