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LITURGIA

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Sabato 21 Febbraio 2009

Domenica 22 Febbraio 2009

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Martedì 24 Febbraio 2009

Mercoledì 25 Febbraio 2009

  Mercoledì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO063 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Nel Vangelo di oggi vediamo la semplicità del Signore Gesù e anche la sua umiltà. Per compiere il miracolo si nasconde, conducendo il cieco fuori del villaggio per non essere visto. Questa semplicità ci meraviglia: Gesù qui sembra un operaio che fa una cosa e non vuole che sia vista finché non è completata. il Signore mette della saliva sugli occhi del cieco gli impone le mani e gli domanda: "Vedi qualcosa?". Si direbbe che il miracolo è compiuto a metà: "Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano". Di nuovo Gesù gli impone le mani e il miracolo è completo: "Vedeva a distanza ogni cosa".
Questa semplicità divina, che può destare il nostro stupore, la troviamo anche nel racconto della Genesi, dove Dio cambia la sua decisione: "Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto". Eppure in un altro passo della Scrittura è detto che Dio non si pente, che egli non è un uomo, per cambiare opinione. I filosofi insistono molto su questa immutabilità di Dio, dicono che Dio, essendo la perfezione assoluta, non può cambiare. C'è qui qualche contraddizione, ma è una contraddizione che deriva dalla nostra limitatezza, che non può comprendere Dio. Dice sant'Agostino che è una grande felicità poter comprendere qualche cosa di Dio, ma che non è possibile all'uomo comprendere Dio; se l'uomo lo comprendesse, non sarebbe più Dio. infatti noi abbiamo bisogno di mettere insieme cose contraddittorie per farci un 'idea meno imperfetta di Dio. Se vogliamo fare come i filosofi, e insistere sulla immutabilità di Dio, avremo un'idea di Dio molto molto povera. Dio sarebbe per noi come un mucchio di pietre, che non si muove, non cambia, non ha sentimenti, non vive. Se invece leggiamo con semplicità la Bibbia, vediamo che Dio pensa, ha dei sentimenti, ama profondamente, va in collera per i peccati del suo popolo, cambia le sue decisioni... E abbiamo l'idea di un essere vivente, pieno di movimento, di ricchezza, e questo è più vero dell'idea dei filosofi. Nella Bibbia si parla di Dio piuttosto come di un uomo, che è vivo, che riflette, prova delle emozioni, cambia parere, fa dei progetti... Questo è il modo più usato nella Bibbia. Talvolta anche la Bibbia fa delle osservazioni nella direzione dei filosofi, dicendo che Dio è perfetto, non muta, non si pente; generalmente però mostra Dio a nostra immagine, perché questo è più utile. Dobbiamo sapere che la perfezione divina è una perfezione di pienezza, non una perfezione di immobilità; che questa immutabilità contiene in sé tutti i movimenti; che Dio non ha emozioni umane, ma è al di sopra delle nostre emozioni. E vero che Dio non ama come noi, ma egli ama più di noi, in un modo che noi non possiamo comprendere.
La rivelazione di Dio è avvenuta in modo pieno nella umanità di Gesù. Gesù vero uomo, che ha sofferto, ha amato, ha riflettuto, ha fatto dei progetti nella sua vita, che è stato ingannato, tradito, è la rivelazione del modo di essere di Dio.
Domandiamo al Signore Gesù di aprire i nostri occhi perché possiamo avere di Dio non una idea povera, ma vera, ricca, che metta in noi un senso di adorazione, di ammirazione, di gratitudine.
Comprendere qualcosa di Dio è una grande felicità. E anche capire che non possiamo comprenderlo è felicità, perché ci mette nella fede davanti al profondo mistero di Dio.

Antifona d'ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)


Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Gen 8,6-13.20-22
Ecco, la superficie del suolo era asciutta.

Dal libro della Gènesi

Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell’arca e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra.
Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca.
Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco, la superficie del suolo era asciutta. Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò il profumo gradito e disse in cuor suo:
«Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché ogni intento del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.
Finché durerà la terra,
seme e mèsse,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 115

A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 8,22-26
Il cieco fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore dimentica il peccato dell'uomo e lo riconcilia a sè perché viva sempre nel suo perdono. Rinnovati dal suo amore, diciamo:
Salva il tuo popolo, Signore.

Nel tuo disegno di amore sai trasformare in bene anche il dolore e la colpa: fà sorgere nuovi cieli e nuova terra dove ogni creatura sia rigenerata. Preghiamo:
Hai dato la vista al cieco: apri gli occhi degli uomini perché vedano te, pastore che li guida al vero bene. Preghiamo:
Ti inserisci con gesti umani nella realtà di ogni giorno: aiuta i predicatori ad annunciare la tua parola per la concreta situazione di ogni uomo. Preghiamo:
Hai assunto in tutto la sofferenza dell'uomo: dimostrati padre e madre ai ragazzi che sono vittime del disaccordo e della separazione della famiglia. Preghiamo:
Sei morto per un'ingiusta sentenza: liberaci dal pronunciare giudizi e condanne con la bocca e col cuore. Preghiamo:
Per chi non ha ancora accolto completamente la verità di Cristo.
Per gli operatori di pace.

O Signore misericordioso, che per i meriti di un uomo giusto hai preservato l'umanità dalla distruzione: guarda ora al tuo cristo che viene tra noi. Per i suoi meriti, liberaci da ogni male e donaci la vita eterna. Lui è Dio e vive con te per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 18-02-2009)
Alberi che camminano
"Alberi che camminano..." Sono gli uomini visti nella confusione della vista morale. Alberi che camminano, ma riconosciuti dall'intuizione come uomini. Alberi... Spesso, nella vista normale, gli uomini stanno saldi e non camminano. Pare anche una cosa bella, avere radici solide. Ma il no ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-02-2009)
Beati i vostri occhi perchè vedono
Gesù compie un miracolo, ma è l’unica volta che lo compie per gradi. Ci possiamo chiedere il perché. La risposta sta nel fatto che Gesù non volle risanare il cieco tutto ad un tratto, sia per dimostrare che egli dispone a piacere dei propri doni, sia perché la sua potenza andò agendo nella misura in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-02-2009)

Dalla Parola del giorno Preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 18-02-2009)

1) Preghiera O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 8,22-26 In quel tempo, G ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 15-02-2006)
"Alberi che camminano"
L'incontro con Gesù permette al cieco di rivedere piano piano l'apparire della persona umana: prima come "alberi che camminano", poi come uomini chiari e distinti. OGGI INCONTRARE GESU' CI PERMETTE DI RIVEDERE L'UMANITA' Quante volte anche noi non sappiamo distinguere l'uomo! Quante volte le ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-02-2006)
Una guarigione diversa dalle altre
Dovunque Gesù vada, gli si chiede una opera prodigiosa; subito si presenta qualcuno da guarire. Anche a Betsaida succede la stessa cosa: a Gesù è portato un cieco. Stavolta, però nel miracolo troviamo un diverso atteggiamento di Gesù. A Gesù è richiesta una dimostrazione pubblica. Gli è chiesto un m ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 15-02-2006)

Ancora una volta Gesù prende con sé il malato che gli conducono e lo porta in disparte fuori del villaggio. Questa volta è un cieco di Betsàida. Il rapporto con Gesù è sempre personale; non basta incontrarlo fugacemente o in modo rituale. Il brano di Marco sottolinea la necessità di una compagnia am ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-02-2004)

Dalla Parola del giorno Gesù prese il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: "Vedi qualcosa?". Quegli, alzando gli occhi, disse: "Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano". Come vivere ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-02-2003)

Dalla Parola del giorno Gesù, dopo aver messo la saliva sugli occhi [a un cieco], gli impose le mani e gli chiese: "Vedi qualcosa?" Quegli...disse:"vedo gli uomini; infatti vedo come gli alberi che camminano". Allora gli impose di nuovo le mani ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a dis ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-02-2003)
Commento Marco 8,22-26
Non sempre la conversione avviene in maniera immediata; talora, sembra suggerirci il cieco di oggi, le cose avvengono progressivamente, come per il cieco della parabola. E' il Signore a condurlo fuori dal villaggio, per mano, per stare insieme, loro due soli, fuori dalla confusione della folla. La g ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 19-02-2003)
Commento su Marco 8,22-26
Gesù vuole aiutare i suoi discepoli ad aprirsi all'ascolto della verità, a vederci chiaro nella propria vita, a rendersi abili, a parlare correttamente della propria fede. Finché non si vede distintamente, come il cieco guarito, finché non si vede Gesù nella vera luce della sua identità non si è anc ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-02-2000)

Dalla Parola del giorno Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la Parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena si è osservato, se ne va, e subito dime ...
(continua)

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