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VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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BO060 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde
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Il profeta Isaia proclamava che il Messia sarebbe venuto per annunciare la buona novella ai poveri. Gesù, commentando
questo testo nella sinagoga di Nazaret, dice solennemente: “Questa parola della Scrittura... si adempie oggi” (Lc 4,18-19).
Ma Gesù è venuto per guarire le malattie dei poveri, spesso in modo straordinario o prodigioso? Certo Gesù dà spesso prova della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane. Ma, in ogni caso, questi sono segni del potere che il Figlio dell’uomo ha ricevuto da colui che lo ha mandato per liberare da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberare dal peccato.
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? “Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati disse al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua” (Mt 9,6).
Cos’ha Gesù, che cosa irradia il Maestro per provocare nel lebbroso questa supplica colma di fiducia: “Se vuoi, puoi guarirmi”? Gesù si avvicina al lebbroso: “Lo toccò”; il lebbroso manifesta la sua fiducia, la sua gioia, la sua testimonianza, non può tacere.
E noi? Noi siamo la Chiesa di Gesù che prolunga la sua presenza e la sua opera nel mondo. In tutti i settori dove è in gioco il dolore di un qualsiasi uomo, dove la sua dignità di figlio di Dio è in pericolo, dove c’è emarginazione, qualunque essa sia, là si gioca la nostra credibilità in quanto Chiesa che porta la salvezza di Gesù.
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Antifona d'ingresso
Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)
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Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
Risanaci, o Padre, dal peccato che ci divide,
e dalle discriminazioni che ci avviliscono;
aiutaci a scorgere anche nel volto del lebbroso
l’immagine del Cristo sanguinante sulla croce,
per collaborare all’opera della redenzione
e narrare ai fratelli la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Lv 13,1-2.45-46
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
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Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 31
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Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
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Seconda lettura
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1Cor 10,31-11,1
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
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Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!
1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, gli handicappati, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.
Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
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Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)
Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)
Oppure:
“Signore, se vuoi puoi guarirmi!”.
Gesù disse: “Lo voglio, guarisci”. (Mc 1,40.41)
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Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.
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| padre Sergio Tellan, OFM cap. (Omelia del 15-02-2009)
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Video commento a Mc 1,40-45
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(continua)
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| don Valentino Porcile (Omelia del 15-02-2009)
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Video commento a Mc 1,40-45
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(continua)
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| don Ezio Stermieri (Omelia del 15-02-2009)
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Chiamati
È ancora una volta la “chiamata” la parola guida della Parola che abbiamo ascoltato. Chiamata che si fa attrattiva dalla situazione che l'uomo, e, dunque, ognuno di noi sperimenta: “Venne da Gesù un lebbroso che lo supplicava”... Ad andare verso Gesù: “Se vuoi, puoi purificarmi!” Il libro del Leviti ...
(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 15-02-2009)
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Paolo imitatore di Cristo
Nell’anno paolino mettiamo ancora una volta al centro dell’attenzione la figura dell’Apostolo Paolo e stavolta lo vediamo sotto il profilo di imitatore di Cristo.
“Io mi sforzo di piacere a tutti in tutto” abbiamo sentito nel brano ai Corinti. Conosciamo il carattere forte di Paolo e possiamo immag ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 15-02-2009)
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Potenza e debolezza
Concludiamo, con questa domenica, l’ascolto del primo capitolo del vangelo di Marco e può essere questa l’occasione per dare uno sguardo d’insieme, fare un po’ di sintesi e cogliere alcuni aspetti che possono dare sostanza al nostro rapporto con Dio.
Un primo aspetto è quello della apertura, dell ...
(continua)
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| don Marco Pedron (Omelia del 15-02-2009)
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La sorgente pura
Il vangelo di oggi riporta lo stupendo incontro tra Gesù e un lebbroso. Per noi è difficile da capire perché non comprendiamo cosa volesse dire essere lebbrosi a quel tempo. Sostanzialmente si era dei morti viventi. Nessuno di noi è lebbroso (anche se in varie parti del mondo continuano ad esserci l ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 15-02-2009)
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Dolore e scogliere
Il sole squarcia le nubi e dipinge di mille colori le onde del mare in burrasca che si infrangono sulla costa frastagliata di Levante. All’orizzonte si staglia il promontorio di Portofino.
La temperatura è mite e lungamente poso il mio sguardo sulle mimose in fiore.
Socchiudo gli occhi e mi assapo ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 15-02-2009)
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Il malato autodenunciato
Clicca qui per la vignetta della settimana.
C’è uno strano gioco di coincidenze incrociate tra questa pagina domenicale del vangelo e l’attualità.
In questi giorni è passata una legge che toglie il divieto ai medici di denunciare gli extracomunitari irregolari che si presentano per esser curati. ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 15-02-2009)
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Il lebbroso... dalla morte alla vita
L'episodio del lebbroso raccontato da Marco contiene alcuni elementi essenziali utili alla nostra riflessione e necessari alla preghiera.
Il testo ci presenta un uomo che "viene" a -o- verso Gesù… il verbo esprime in sé l'atteggiamento di colui che si avvicina perché ha fiducia piena ed incondizion ...
(continua)
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| Totustuus (Omelia del 15-02-2009)
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SCHEMA RIASSUNTIVO
Tema: Il peccato è la vera lebbra dell’anima
Obiettivo: Far sì che i miei parrocchiani comprendano che il peccato è la lebbra dell’anima
1. Se vuoi puoi guarirmi
a) Il lebbroso era cosciente dell'incurabilità della malattia. Aveva sentito del potere taumaturgico di Gesù. Egl ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 15-02-2009)
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Il nostro è il Dio della compassione
Non ha nome né volto il lebbroso, perché è ogni uomo, voce di ogni creatura. Con tutta la discrezione di cui è capace dice solo: se vuoi, puoi guarirmi. Il suo futuro è appeso ad un 'sé seminato nel cuore di Dio.
A nome nostro il lebbroso chiede: che cosa vuole Dio per me? Cosa vuole da questa ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 15-02-2009)
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Noi diventiamo motivo di scandalo per la nostra pochezza morale e spirituale
Celebriamo oggi la sesta domenica del tempo ordinario e la parola di Dio ci riporta nuovamente a incentrarci su Cristo che guarisce. Nel Vangelo di oggi, infatti, viene riportata la guarigione di un lebbroso. Il racconto di questo evento di grazia e misericordia di Gesù nei confronti di una persona ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 15-02-2009)
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Per la terza domenica consecutiva contempliamo dei vangeli in cui Gesù guarisce. Oggi si tratta di un lebbroso. Erano considerati come dei morti ambulanti. Non potevano avvicinarsi alla gente e chi si fosse avvicinato a loro sarebbe stato considerato uno di loro.
L'unico modo che avevano trovato ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 15-02-2009)
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Ma chi è veramente Gesù?
Vorrei ricordare ai miei cari lettori, che oggi è la Giornata dei lebbrosi, malattia ancora diffusa tra la povera gente, che ha sempre subito la segregazione dalla comunità, per la paura del contagio, condannandoli così ad un vero isolamento 'fuori dal nostro mondo', come i tanti malati di AIDS: sol ...
(continua)
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| don Roberto Seregni (Omelia del 15-02-2009)
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Il nostro Dio è differente...
Le parole del Levitico lo dicono chiaramente: per tutti il lebbroso è un morto che cammina, è l’emarginato per eccellenza. E in aggiunta, come se non bastasse, è pure colpevole della propria ripugnanza: la malattia è un castigo per i propri peccati. Per tutti il lebbroso è uno da evitare e lui stess ...
(continua)
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| padre Mimmo Castiglione (Omelia del 15-02-2009)
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Obiezione di coscienza al dermatologico!
Viene Gesù. S’incarna il Figlio.
Insegna il Maestro. il Messia appare,
per riammettere alla comunione gli esclusi,
riavvicinare i lontani, reintrodurre gli emarginati:
separati dal Divisore, criminalizzati dall’Accusatore.
Prima l’indemoniato, poi la suocera di Pietro ch’era malata,
ora il l ...
(continua)
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| mons. Roberto Brunelli (Omelia del 15-02-2009)
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Fuori dell’accampamento
“Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ‘Impuro! Impuro!’ Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento”.
Queste parole angoscianti, comprese nella prima lettura di oggi (Leviti ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 15-02-2009)
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Dalla Parola del giorno
Venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!»
Come vivere questa Parola?
Con pochi, incisivi tratti, Marco delinea una scena che va molto oltre que ...
(continua)
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| padre Romeo Ballan (Omelia del 15-02-2009)
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“Farsi lebbrosi”, come Gesù, per sanare e salvare i fratelli
Riflessioni
Un morto in vita! Tale era il lebbroso nell’Antico Testamento e nelle culture antiche: un malato incurabile, considerato un maledetto da Dio, escluso dalla famiglia e dalla convivenza sociale. La legge ebraica (I lettura) gli imponeva di vivere da solo, emarginato, con l’obbligo di grid ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 15-02-2009)
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COMMENTO ALLE LETTURE
a cura di don Nazzareno Marconi
Stese la mano
Gli si accosta un lebbroso… un appestato, un malato di AIDS. Parole che sembrano un rintocco funebre, che appaiono contagiose al solo pronunciarle. La lebbra, ogni tipo di lebbra… è "morte che cammina". Ed ecco che questa mort ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 15-02-2009)
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Continuiamo anche in questa domenica a seguire il racconto dell’evangelista Marco, riguardo ai primi tempi della missione di Gesù. La scorsa domenica il Vangelo si concludeva con il Maestro di Nazareth che si allontanava da Cafarnao, malgrado tanta folla lo cercasse, per ascoltarlo e soprattutto per ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 15-02-2009)
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La tua salvezza, Signore, mi colma di gioia
PREGHIERA DI COLLETTA
Risanaci, o Padre, dal peccato che ci divide, e dalle discriminazioni che ci avviliscono; aiutaci a scorgere anche nel volto del lebbroso l'immagine del Cristo sanguinante sulla croce, per collaborare all'opera della redenzione e narrare ai fratelli la tua misericordia. Per Cr ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 15-02-2009)
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Lo toccò e disse...
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 15-02-2009)
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Solidarietà nel dolore
Gesù solidarizza con gli ammalati e viene loro incontro, risollevandoli dal loro gravame di infermità fisica e anche spirituale, poiché nell’Antico Testamento ogni malattia era considerata una conseguenza del peccato, questo commesso dall’ammalato stesso o da qualcuno dei suoi progenitori. Gesù non ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 15-02-2009)
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Impurità
Le categorie puro/impuro sono piuttosto estranee alla mentalità moderna, ma importanti nella letteratura veterotestamentaria, soprattutto nei documenti di origine sacerdotale, come il Levitico. Esse sono relative a quella di santità: per accostarsi a ciò che è santo occorre essere puri. "Santo" è qu ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 15-02-2009)
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Commento su Marco 1,40-45
Da sempre e ovunque il lebbroso è l'emarginato per eccellenza. Perfino il libro del Levitico, contenente le leggi di Mosé e le prescrizioni per il popolo d'Israele, al capitolo "lebbrosi" stabiliva che costoro dovessero gridare "Impuro! Impuro!" per impedire a chiunque di accostarsi. La lebbra: una ...
(continua)
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| Il pane della domenica (Omelia del 15-02-2009)
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La lebbra e la rabbia
La lebbra scomparve ed egli guarì
Sono già varie domeniche che s. Marco ci sta raccontando la guerra senza quartiere di Gesù contro il male, contro ogni specie di male; a favore dei malati, di ogni malato. Due domeniche fa', nel quadro della giornata di Cafarnao, abbiamo riletto la pagina della p ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 15-02-2009)
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La lebbra
Nelle letture di questa settimana si accampa, terrificante, l’incubo di una malattia che, ancor oggi, sentendola nominare, incute paura: la lebbra.
Il Levitico ne dà una descrizione minuziosa. Ai primi sintomi occorreva presentarsi alle autorità religiose che ne certificavano l’esistenza ...
(continua)
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| don Bruno Maggioni (Omelia del 12-02-2006)
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L’amore che non esclude nessuno
Il Vangelo di Marco è un racconto di miracolo e le sue sottolineature sono almeno tre. La prima è che il miracolo è legato alla fede: suppone la fede, suppone che l'uomo prenda coscienza della sua situazione (dalla quale non può uscire) e si affidi alla potenza di Gesù («Lo supplicava in ginocchio e ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 12-02-2006)
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Se vuoi, puoi guarirmi
La Parola di Dio di questa sesta domenica del tempo ordinario ci presenta ancora una volta Gesù alle prese della sofferenza e del dolore umano, nei confronti dei quali si mostra sensibile ed interviene con le sue uniche e straordinarie possibilità per eliminarli. In questa domenica il Vangelo di Mar ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 12-02-2006)
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Stese la mano
Il lebbroso viveva lontano dai centri abitati. Guarito, torna in città e divulga la sua guarigione. Gesù, sanato il lebbroso, non può più entrare pubblicamente in città e se ne sta fuori, in luoghi deserti.... è Lui ora il lebbroso. Un lebbroso cui arrivano genti da ogni parte. Quelle mani che hanno ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 12-02-2006)
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Dalla Parola del giorno
Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento.
Come vivere questa Parola?
Con il termin ...
(continua)
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| don Mario Campisi (Omelia del 12-02-2006)
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Il tocco di Dio
Gli insegnamenti del brano evangelico di questa domenica si sviluppano in tre direzioni pastorali. Guarendo il lebbroso Dio mostra di essere vicino all'uomo: dunque il cristianesimo deve annunciare sempre e soltanto un Dio misericordia e di amore. Dalla guarigione risulta anche che Dio non fa distin ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 12-02-2006)
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Carissimi bambini,
domenica scorsa abbiamo visto che Gesù vuole che diciamo a tutti che Lui ci ama,
e vuole che accompagnamo queste parole con i nostri gesti di amore verso gli altri.
Oggi Gesù compie un gesto di amore verso un uomo malato di lebbra.
Sapete che cosa è la lebbra? Chi me lo sa d ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 12-02-2006)
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A quei tempi, il lebbroso doveva vivere in luoghi deserti e il colmo è che, oltre a stare male e a dovere stare lontano da tutti per paura del contagio, doveva anche fare penitenza pubblica portando vesti strappate e stando a capo scoperto perché, per difendere la bontà e la giustizia di Dio, i sace ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 12-02-2006)
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Se vuoi, puoi guarirmi
Quando ero giovane mi appassionavo nel leggere la vita di quel grande missionario, Padre Damiano, che aveva fatto la scelta di vivere appartato dal mondo, in un'isola dove erano confinati i lebbrosi.
Era poca la conoscenza, allora, di questo male, che si riteneva contagioso, e quindi questi malati ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 12-02-2006)
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Và, presentati dal sacerdote
San Marco continua a presentarci la persona di Gesù di Nazareth, in lui dobbiamo saper vedere o meglio scoprire non solo l'Uomo potente in parole e opere, ma soprattutto il Dio che si è fatto uomo per risanarlo dalle ferite del peccato. Il tema della sofferenza e della malattia anche questa domenica ...
(continua)
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| padre Romeo Ballan (Omelia del 12-02-2006)
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La missione va oltre le restrizioni legali, ambientali e culturali
Riflessioni
Nell'Antico Testamento e nelle culture antiche, il lebbroso era un morto in vita: malato incurabile, considerato un maledetto da Dio, escluso dalla famiglia e dalla convivenza sociale. La legge ebraica (I lettura) gli imponeva di vivere da solo, emarginato e di gridare a tutti i passant ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 12-02-2006)
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Lo voglio, guarisci
Il brano evangelico si apre con una notazione asciutta e assolutamente singolare per quel tempo: "Venne a Gesù un lebbroso". Era davvero strano che un lebbroso osasse avvicinarsi a qualcuno, visto che avevano l'obbligo di stare lontani dalla gente. Il libro del Levitico era categorico: "Il lebbroso ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 12-02-2006)
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Baricentro verso l'altro
Al tempo di Gesù la legislazione relativa alla purità-impurità era molto complicata e tendeva a investire tutti i momenti e gli ambiti della vita privata e pubbica. Tutto ciò che riguardava il sangue, il contatto con la morte, con i cadaveri, rendeva impuri; avvicinarsi a un lebbroso rendeva impuri, ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 12-02-2006)
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Se vuoi, puoi guarirmi
Le letture di oggi ci parlano di lebbrosi. La prima riporta la legislazione mosaica molto dura e molto emarginante per i lebbrosi. Certamente erano norme e precauzioni perché la malattia non si estendesse. Il vangelo riporta l'incontro di Gesù con un lebbroso (ne incontrerà altri)
che lo supplica. ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 12-02-2006)
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Il dolore
Gesù esce dalla sinagoga e inizia a guarire la suocera di Pietro, poi evangelizza, scaccia i demoni e conclude la sua giornata pregando.
Noi, spesso, usciamo dalla sinagoga e chiudiamo il cassetto del proprio ego religioso: se ne riparlerà tra una settimana, Dio ha avuto la sua razione di devozione ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 12-02-2006)
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Sono sempre esistite delle persone che, per vari motivi, sono escluse dalla società. Sono emarginati e respinti talvolta per le condizioni di salute, l'anzianità o anche per motivi politici o religiosi, a causa delle loro idee non condivise o della loro fede.
Stese la mano – Ai tempi di Gesù, una ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 12-02-2006)
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Lo voglio, guarisci!
I miracoli di Gesù hanno sempre una loro caratteristica; un loro modo particolare di manifestarsi. Tutti indicano in Gesù un mIstero più grande dell'intelletto umano. Ogni miracolo indica allora proprio a Gesù, al Gesù chi volge verso la Croce e la Resurrezione. In ogni miracolo abbiamo questa rappr ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 12-02-2006)
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* Mi è capitato più di qualche volta di avere a Messa fra i fedeli della domenica mattina un barbone che inaspettatamente si siede in uno dei primi banchi della chiesa e segue con attenzione tutta la celebrazione. Arrivato al momento della Comunione si mette in fila con gli altri e la riceve. Il sen ...
(continua)
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| mons. Ilvo Corniglia (Omelia del 12-02-2006)
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Chi era colpito dalla lebbra (sotto questa denominazione figuravano varie specie di affezione cutanea) era considerato "impuro". Il lebbroso cioè non era in grado di accostarsi a Dio nel culto e "contaminava", come un cadavere, quelli che entravano in contatto con lui. Per questo i lebbrosi portavan ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 12-02-2006)
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La lebbra è una malattia che miete vitime anche ai nostri giorni ed è ancora temuta, e chi né è affetto evitato. I lebbrosi attuali sono gli emarginati, le persone sole, gli zingari e, anche se non sempre, quelli che la pensano in maniera diversa dalla nostra. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 12-02-2006)
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La lebbra sparisce
Il Vangelo ci racconta la guarigione di un lebbroso. Il lebbroso era l'uomo isolato per eccellenza, escluso dalla famiglia, dalla società, dalla sinagoga, da tutto. Questo nasceva dal fatto che non c'era alcun'altra possibilità di difendersi dalla malattia, se non quella di evitare ogni contatto con ...
(continua)
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 12-02-2006)
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Commento a Mc 1, 40-45
Il brano del Vangelo di questa domenica, nella essenzialità del racconto, riceve grande luce dalle parole:
"mosso a compassione", le quali, mentre svelano il mistero di Gesù, il Cristo, offrono alla nostra contemplazione un tratto commovente della sua umanità, quell'umanità, attraverso la quale egl ...
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 12-02-2006)
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La tua salvezza, Signore, mi colma di gioia (234)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (Lv 13,1-2.45-46) è presa dal Levitico, il libro che contiene una serie di regole che i leviti dovevano osservare e insegnare per il bene della comunità degli ebrei. Nel brano di oggi si parla della lebbra: una malattia conside ...
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 12-02-2006)
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Quel che significa "Lo voglio, sii guarito"
Anche oggi siamo invitati a riflettere sulle malattie fisiche conformemente a quanto ci veniva proposto la scorsa settimana.
Se Gesù rende esplicito l'amore del Padre nei confronti di tutti gli ammalati affermando la sollecitudine e la misericordia divina verso coloro che soffrono nel fisico, in tu ...
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 12-02-2006)
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Del come dietro 'carità' si celi 'orgoglio'
Del come dietro l'opera della carità si celi il grande nostro orgoglio.
Se ci capitasse di far opere di carità, stiamo bene guardinghi affinché non succeda anche a noi d'esser contagiati da ciò che benefichiamo a titolo e modo nostro.
Se incontrando un poverello che ci chiedesse l'elemosina, n ...
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 16-02-2003)
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Gesu' cura un lebbroso. Inserire di nuovo gli esclusi nella convivenza umana
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti ...
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 16-02-2003)
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Lo voglio, guarisci
Il vangelo di Marco continua ad accompagnarci di domenica in domenica per renderci partecipi della vita stessa di Gesù.
I Vangeli ci mostrano il clima nuovo che nasceva al passaggio di Gesù tra gli uomini. Era visibile una straordinaria corrente di misericordia che percorreva le strade di quella lo ...
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 16-02-2003)
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"Lo voglio, sii guarito!"
Triste situazione quella che i lebbrosi erano costretti a subire nei tempi precedenti alla vanuta di Gesù Cristo! Il lro malessere li rendeva oggetto di ripudio e dI allontanamento da parte del contesto contesto della soietà in cui vivevano; non soltanto il lebbroso, ma chiunque recasse sulla sua pe ...
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| don Fulvio Bertellini (Omelia del 16-02-2003)
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Commento
Noi non possiamo immaginare il ribrezzo che suscitava il lebbroso nell'antichità, e che suscita ancor oggi nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo. Se non recuperiamo almeno nella nostra immaginazione l'orrore suscitato da una simile malattia, difficilmente potremo entrare nella logica di ques ...
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| Paolo Curtaz (Omelia del 16-02-2003)
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Guariti dentro
Gesù e il lebbroso si trovano di fronte; un incontro drammatico, specialmente per ciò che il lebbroso rappresentava nell'immaginario collettivo di Israele. La lebbra era sì una terribile malattia della povertà, era invalidante, recideva dalla comunità, creava una separazione insanabile ma era soprat ...
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| Totustuus (Omelia del 16-02-2003)
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Sesta Domenica del Tempo Ordinario
Nesso tra le letture
L'Antico Testamento non conosceva rimedio per quel terribile flagello che è la lebbra; nel tentare di arrestare la sua diffusione tra quelli che erano sani, condannava il lebbroso a un'esistenza di solitudine che era un inferno in terra (prima lettura). Per contrasto, nel Nuovo ...
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| don Romeo Maggioni (Omelia del 16-02-2003)
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Mosso da compassione, disse: Lo voglio, guarisci!
Niente quanto un malato di lebbra esprime il simbolo della nostra precarietà e miseria, da quella materiale - quella di un corpo che si disfa è preannuncio di morte; a quella spirituale interiore - allora, al tempo di Gesù, il lebbroso era considerato un impuro e segregato dalla società (cfr. I lett ...
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| don Roberto Rossi (Omelia del 16-02-2003)
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Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi!
In questo testo il vangelo di Marco parla per la prima volta, ma già all'inizio (siamo al cap. I°) della guarigione di un lebbroso. La lebbra era una malattia spaventosa, perché escludeva dalla comunione con il popolo, cioè separava l'uomo dalle sue relazioni con il popolo di Dio. Il lebbroso era es ...
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 16-02-2003)
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La difficile prova dell'amore
Mentre sto scrivendo questa riflessione, cerco una risposta al momento difficile che stiamo attraversando. Mai come in questi tempi si è visto l'uomo della strada, noi, che troppo spesso veniamo considerati un numero che fa popolo, e non una persona, che fa famiglia, manifestare la sua natura vera, ...
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 16-02-2003)
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Quel 'se vuoi' che spinge Dio a guarirci
Di quel lebbroso non conosciamo né il volto né il nome, perché è l'uomo, ogni uomo, sbalzato a terra dalla carovana troppo rapida e troppo indifferente del mondo. Il rifiutato è stanco di fuggire e di gridare, si avvicina, va' contro la legge, attorno a lui si crea il vuoto, ma Gesù rimane. E riaffe ...
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| LaParrocchia.it (Omelia del 16-02-2003)
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Omelia della VI Domenica del T.O.
La lebbra, tra tutte le malattie, è quella che fa più ribrezzo e che ispira perfino terrore. Ma c'è di peggio, ed è la lebbra del peccato. Perché? E come guarirla? E come diffonderne il rimedio?
- La lebbra del peccato. La lebbra materiale tocca solo il corpo, il peccato insudicia l'anima, penetra ...
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| padre Paul Devreux (Omelia del 16-02-2003)
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Mc 1,40-45
Dal Vangelo secondo Marco
Noi, leggendo questo vangelo, ci stupiamo del fatto che Gesù è in grado di guarire un lebbroso, ma ci rendiamo conto di quanto gli costa? Gesù non si limita a guarirlo; Gesù, cogliendo il bisogno di condivisione di quest'uomo, lo tocca. Cosi facendo rischia il contagio, e ...
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| don Elio Dotto (Omelia del 16-02-2003)
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Parole e silenzi davanti alla malattia
"La potenza di questo sacramento, o Padre, ci pervada corpo e anima, perché non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l'azione del tuo Santo Spirito" (Messale Romano, Orazione dopo la Comunione della XXIV Domenica del Tempo Ordinario).
Così abbiamo pregato qualche settimana fa nella liturgia: e ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 13-02-2000)
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Dalla Parola del giorno
"Fratelli, sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio".
Come vivere questa Parola?
Paolo ha appena esortato alla carità come criterio fondamentale di scelta tra il decidersi a fare o no una determinata azione ...
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| padre Paul Devreux (Omelia del 13-02-2000)
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Mc 1, 40-45
Marco ci parla di un lebbroso, uno che vive la decomposizione da vivo.
Venivano isolati per evitare il contagio.
Possiamo immaginare che quest'uomo interpella Gesù per strada, mantenendo la debita distanza.
Dice: "se vuoi, puoi guarirmi".
Non dice: "perché non mi guarisci", oppure "Signore, guar ...
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 13-02-2000)
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Ma chi è costui?
C'è continuamente negli atteggiamenti di Gesù, così come ce lo presenta l'evangelista san Marco, qualcosa che seguita a stupirci; e avrà stupito chi Lo avvicinava. Non si sottrae dall'amare l'uomo che è nella necessità, ma poi impone il silenzio: davanti all'esaltazione della gente che fermava peric ...
(continua)
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