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LITURGIA

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Mercoledì 11 Febbraio 2009

Giovedì 12 Febbraio 2009

Venerdì 13 Febbraio 2009

Sabato 14 Febbraio 2009

Domenica 15 Febbraio 2009

Lunedì 16 Febbraio 2009

Martedì 17 Febbraio 2009

Mercoledì 18 Febbraio 2009

  Mercoledì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO053 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Gesù spesso parlava per enigmi, come lui stesso dice alla fine del Vangelo di Giovanni: "Vi ho sempre parlato in parabole". Enigmi ce ne sono molti nel Vangelo; per esempio, quando Gesù dice: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo ricostruirò" è un enigma, così come lo sono le parole: "Ancora un poco e non mi vedrete, un altro poco e mi vedrete". Anche nel Vangelo di oggi troviamo un enigma, e precisamente le parole: "Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo". Un enigma non è facile da capire; per questo all'inizio Gesù diceva: "Ascoltatemi tutti e intendete bene".
Queste parole si potrebbero capire in senso fisico, perché nella legge mosaica c'erano molte impurità rituali, concernenti gli alimenti ("le cose che entrano nell'uomo"). E anche quando qualcuno mangiava senza essersi lavate le mani commetteva una impurità rituale. E il caso che vediamo ora nel Vangelo, infatti la discussione era incominciata perché gli Apostoli mangiavano senza essersi prima lavate le mani. Ma c'erano altre impurità, dovute a "cose che escono dall'uomo", per esempio perdite di sangue e così via. Secondo la legge di Mosè esse contaminano l'uomo. La donna del Vangelo che soffriva perdite di sangue si nascondeva perché non aveva il diritto di toccare le altre persone, per non rendere anch'esse impure. Chi era toccato, prima di partecipare al culto doveva lavarsi e aspettare qualche tempo.
L'enigma di Gesù avrebbe perciò potuto essere capito nel senso che egli dava più importanza alle cose che uscivano dall'uomo che a quelle che si mangiavano o bevevano. Chiaramente Gesù non intendeva questo: egli distingueva l'esterno e l'interno nel senso del fisico e del morale o spirituale. Voleva dire cioè che le cose materiali hanno meno importanza per la purità religiosa.
Fu una vera e propria rivoluzione. Noi siamo talmente abituati che non ci badiamo più, ma fu una rivoluzione, una desacralizzazione. Gesù ci dà l'esempio della cosiddetta secolarizzazione, come si dice oggi, con una parola che a me non piace troppo, perché sembra che le cose non abbiano più rapporto con Dio. Ma nel pensiero di Gesù tutte le cose hanno rapporto con Dio e dovevano tutte essere santificate, ma senza sacralizzarle, cioè senza dare una importanza religiosa sproporzionata a una cosa esteriore, come un cibo, come il lavarsi le mani. Bisognava distinguere l'igiene dalla purità religiosa, una distinzione che per gli antichi non era evidente. Un rapporto tra la pulizia del corpo e il rispetto dovuto a Dio esiste, ma bisogna lasciarlo al livello che gli spetta e non considerarlo così importante da dimenticare altri aspetti, ben più importanti e non così facili da ottenere. Purificare il cuore èpiù difficile che lavarsi le mani!...
Gesù qui inaugura davvero la rivoluzione religiosa che egli vuol attuare, proclamando che la purezza religiosa non è esterna ma interiore, che si tratta di purificare il cuore, nel significato biblico della parola. E sappiamo che per la Bibbia il cuore comprende non solo gli affetti, ma tutto l'interno dell'uomo: le intenzioni, i desideri, gli atti di volontà e di intelligenza. Gesù dice: "Dal cuore degli uomini escono fornicazioni, furti, adulteri, cupidigie, malvagità... Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo".
Ringraziamo il Signore di aver dato questa luce ai suoi discepoli e di aver portato agli uomini la libertà dall'oppressione di pratiche religiose vane, donando ad essi il suo Spirito. "Mandi il tuo Spirito e tutto è creato" dice il salmo. Queste parole, che già descrivono la prima creazione, si applicano alla nuova creazione, la creazione dell'uomo nuovo fatto a immagine di Dio.

Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)


Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

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Prima lettura

Gen 2,4b-9.15-17
Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden.

Dal libro della Gènesi

Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 103

Benedici il Signore, anima mia!

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Canto al Vangelo (Gv 17,17)
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità:
consacraci nella verità.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 7,14-23
Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù indica la vera via della libertà che nasce dal cuore purificato e docile allo Spirito Santo. Per questo, preghiamo insieme e diciamo:
Purifica il nostro cuore, Signore.

Perché i pastori della Chiesa abbiano un atteggiamento paterno per stimolare i fedeli all'impegno e insieme li sostengano nella loro debolezza. Preghiamo:
Perché coloro che ancora non conoscono Cristo, siano indotti dalla gioiosa testimonianza dei credenti ad abbracciare la fede cristiana, che sola può dare la salvezza. Preghiamo:
Perché i cristiani imparino a cogliere gli aspetti positivi propri di ogni religione e cerchino con esse un dialogo fondato sul rispetto e la carità. Preghiamo:
Perché chi vive in una posizione sociale più elevata, non si lasci prendere dal lusso e dai piaceri della vita, ma conservi il santo timor di Dio che apre il cuore agli altri. Preghiamo:
Perché, prima di giudicare gli altri, guardiamo dentro noi stessi e chiediamo a Dio che ci insegni la conversione e la purificazione del nostro cuore. Preghiamo:
Per gli educatori chiedano il dono della saggezza.
Perché sempre più spesso interroghiamo la nostra coscienza.

O Signore, che ami il tuo popolo e lo liberi da ogni giogo di oppressione, guarda alla preghiera dei tuoi figli, affinché, liberati da ogni pesantezza del male, ti servano con cuore libero e sereno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e
ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)

Oppure:
“Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 10-02-2010)
Contaminazioni
E' inutile che diamo colpa al mondo attorno... Il male è dentro di noi, parte dal nostro intimo; tutto quello che sta fuori, passa ma non resta; quello che è dentro di noi, invece, è fonte del male o del bene. Possiamo lasciarci contaminare, ma sopratutto possiamo noi contaminare, nel bene o nel ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-02-2010)

Dalla Parola del giorno "Dal di dentro infatti, cioè del cuore degli uomini, escono i propositi cattivi ". Come vivere questa Parola? Nel Vangelo odierno, Gesù continua il discorso intorno alle tradizioni, prendendo in considerazione le regole circa la purità o impurità di certi cibi. Egli fa c ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 10-02-2010)
La vera purezza
Niente di ciò che è al di fuori di noi può garantirci la purezza interiore. Possiamo abbellirci con gli abiti migliori, nutrirci dei cibi più succulenti o fingere nei nostri comportamenti, ma il nostro animo, quello che veramente ci qualifica ed è chiaro agli occhi di Dio, rimane nella sua realtà. G ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 10-02-2010)

Il far comprendere le cose ai discepoli è uno dei punti fissi che incontriamo nell'insegnamento di Gesù e costituisce un costante avvertimento a riflettere sulle sue parole e sulle sue azioni con una fede più profonda. Gesù spiega ai suoi discepoli che alla base della parabola si trova l'immagine d ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 11-02-2009)
Dentro di noi
ll bene e il male sono dentro di noi, non solo fuori di noi. _________________________________ Il bene e il male provengono da dentro di noi, non da fuori. _________________________________ Dobbiamo imparare a vedere l'universo che sta dentro di noi e che è una potenza viva e scatenante d ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-02-2009)
Siamo chiamati alla conversione
I nostri pensieri sono sconvolti dalle parole che Gesù oggi ci rivolge. Comunemente crediamo che sono le cose e le persone intorno a noi che ci fanno peccare, di conseguenza il male non è in noi ma nelle cose e nelle persone. Ma questo modo di pensare è sconvolto da Gesù che dice: “non è nel fuori d ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-02-2009)

Dalla Parola del giorno Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Come vivere questa Parola? Con un linguaggio marcatamente antropomorfico, l’autore sacro ci descrive la creazione dell’uomo. Dio vi appare ne ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-02-2009)

Dalla Parola del giorno “Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.” Come vivere questa Parola? Con un linguaggio marcatamente antropomorfico, l’autore sacro ci descrive la creazione dell’uomo. Dio vi appare ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-02-2007)

Dalla Parola del giorno Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Come vivere questa Parola? Dopo il peccato originale, la terra non è più l'Eden: il giardino meraviglioso. Il primo "no" a Dio dell'uomo ha in qualche modo sciupato l'armon ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-02-2007)
La vera purezza
Niente di ciò che è al di fuori di noi può garantirci la purezza interiore. Possiamo abbellirci con gli abiti migliori, nutrirci dei cibi più succulenti o fingere nei nostri comportamenti, ma il nostro animo, quello che veramente ci qualifica ed è chiaro agli occhi di Dio, rimane nella sua realtà. G ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 07-02-2007)

Questo lungo brano evangelico riporta una discussione tra Gesù e i farisei sull'osservanza di alcune prescrizioni riguardanti la purificazione. I discepoli di Gesù si sentivano "liberi" da queste norme rituali che, per altro, non erano dedotte dalla Scrittura ma, appunto, aggiunte dalla "tradizione ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-02-2006)

Dalla Parola del giorno Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive. Come vivere questa Parola? Qui Gesù sfida non solo una certa mentalità e modo d'essere del suo tempo, ma di tutti i tempi. E queste sue ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-02-2006)
Dichiarava mondi tutti gli alimenti
Il sacerdote, durante la Santa Eucaristia, alla presentazione delle offerte benedice il Signore, Dio dell'universo, riconoscendo che dalla sua bontà proviene il pane ed il vino. Il lavoro dell'uomo è santificato nell'opera della creazione e santifica l'uomo posto nel disegno d'amore di Dio. Tutta l' ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 08-02-2006)

Questo lungo brano evangelico riporta una discussione tra Gesù e i farisei sull'osservanza di alcune prescrizioni riguardanti la purificazione. I discepoli di Gesù si sentivano "liberi" da queste norme rituali che, per altro, non erano dedotte dalla Scrittura ma, appunto, aggiunte dalla "tradizione ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-02-2004)

Dalla Parola del giorno Gesù disse: "Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive". Come vivere questa parola? Nella pratica religiosa del mondo ebraico assumeva un ruolo importante la disciplina della puri ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-02-2003)

Dalla Parola del giorno Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo [...]. Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive. Come vivere questa Parola? Qui si rivela l'aspetto rivoluzi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-02-2003)
Commento Marco 7,14-23
Il discorso di ieri sulla tradizione ha stimolato parecchi ascoltatori; fortunatamente la Parola di Dio oggi ci dà la possibilità di approfondire questo tema; Gesù contrappone la tradizione degli uomini che falsifica e sostituisce il comandamento di Dio. Sappiamo che, nella Scrittura, il comandament ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 12-02-2003)
Commento su Marco 7,14-23
Il far comprendere le cose ai discepoli è uno dei punti fissi che incontriamo nell'insegnamento di Gesù e costituisce un costante avvertimento a riflettere sulle sue parole e sulle sue azioni con una fede più profonda. Gesù spiega ai suoi discepoli che alla base della parabola si trova l'immagine ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-02-2001)

Dalla Parola del giorno Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo.[...] Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive. Come vivere questa Parola? Nella religione ebraica, ai ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-02-2000)

Dalla Parola del giorno "Non c'è niente fuori dell'uomo che, entrando in lui possa contaminarlo, sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo (...) dal cuore dell'uomo escono le intenzioni cattive (...) e contaminano l'uomo" Come vivere questa Parola? Istintivamente il mio cuore, ma ...
(continua)

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