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Martedì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO042 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Le letture di oggi ci fanno vedere quanto è importante, necessario il contatto con Gesù.
La lettera agli Ebrei descrive la nostra situazione con una immagine sportiva. Siamo allo stadio, c'è la gara e ci sono gli spettatori, cioè i santi, quelli che hanno raggiunto la meta e ci guardano dal Paradiso. E siamo esortati a correre "tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede". E la cosa fondamentale. Quando pensiamo all'esempio dei santi, dei martiri, soprattutto di Gesù stesso nella sua passione, morte e risurrezione, tutte le difficoltà diventano ben poca cosa. "Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità da parte dei peccatori", dice l'autore.
Tenere lo sguardo fisso su Gesù è un primo modo per essere in contatto con lui. C'è un secondo modo:
parlargli, chiedergli di intervenire nelle nostre difficoltà, di manifestare la sua potenza nelle nostre infermità, come ha fatto Giairo che, dice il Vangelo, "gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: "Vieni, perché la mia bambina sia guarita e viva"". Un altro modo è quello seguito dalla donna ammalata. Si vergogna di parlare della sua malattia, ma vuoi essere guarita da Gesù e gli si mette alle spalle, cercando un contatto quasi nascosto: "Se riuscirò a toccare anche solo il suo mantello...". Ma Gesù vuol sottolineare questo contatto, per dire che non è il semplice contatto che salva, ma la fede. Chiede: "Chi mi ha toccato?". E quando la donna confessa il suo gesto, Gesù ha la parola illuminante: "Figlia, la tua fede ti ha salvata".
Quando guardiamo Gesù, guardiamolo con fede; quando gli parliamo, parliamogli con fede; tocchiamolo con fede. Allora egli ci trasformerà, si comunicherà a noi, ci farà simili a lui, capaci di aiutare gli altri.
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Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)
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Colletta
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
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Prima lettura
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Eb 12,1-4
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.
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Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 21
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Ti loderanno, Signore, quelli che ti cercano.
Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.
A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.
Lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».
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Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 5,21-43
Fanciulla, io ti dico: Alzati!.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio vede nei nostri cuori, e ne conosce i pensieri e le necessità. Riconoscenti e fiduciosi, manifestiamogli le nostre intenzioni di preghiera, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.
Signore, la chiesa è chiamata a diventare sempre più pura e fedele: guida e sostieni lo sforzo della sua conversione quotidiana. Noi ti preghiamo:
Signore, gli uomini d'oggi desiderano ardentemente una vita riconciliata: insegna ai potenti le parole del dialogo, ed educa il cuore di tutti al perdono e alla pace. Noi ti preghiamo:
Signore, ingiustizie e privazioni d'ogni sorta opprimono i poveri: attraverso i tuoi fedeli, provvedi ai piccoli del mondo. Noi ti preghiamo:
Signore, le nuove generazioni guardano trepidanti al futuro: aiuta i giovani a non temere ma ad avere fede in Gesù, che spiana loro la via. Noi ti preghiamo:
Signore, Gesù si dà a noi nella parola e nel pane di questa eucaristia: il contatto con il suo corpo ci rinnovi nella carne e nello spirito. Noi ti preghiamo:
Per gli ammalati della nostra comunità.
Perché non perdiamo mai la fiducia nella preghiera.
Padre buono, che trovi la tua gloria nell'uomo vivente, libera il nostro cuore dai pesi inutili e attiralo a te per intercessione del tuo Unigenito, glorioso vincitore della morte, che ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni
che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare,
e trasformali in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Fa’ risplendere sul tuo servo
la luce del tuo volto,
e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore,
perché ti ho invocato. (Sal 31,17-18)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la forza di questo sacramento,
sorgente inesauribile di salvezza,
la vera fede si estenda sino ai confini della terra.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 03-02-2009)
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Talità kum!
" TALITA' KUM! "
"Fanciulla, alzati!"
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"Non temere, continua solo ad aver fede!"
Di fronte all'evidenza umana delle realtà che finiscono, ecco la fede che fa rivivere: un rapporto umano di amicizia, un progetto, un incontro...
TUTTO CIO' CHE SEMBRAVA FINI ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 03-02-2009)
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La gloria di Dio è l'uomo vivente
Gesù si presenta a noi come il prototipo della fedeltà, come fonte e fondamento della fede, come suo compimento e mèta finale: è Gesù l’autore e il perfezionatore della fede. Egli, infatti, ha affrontato, per restare fedele a Dio, la morte infame e dolorosa della croce, e ora è intronizzato alla sua ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-02-2009)
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Dalla Parola del giorno
Una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 03-02-2009)
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1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 5,21-43
In quel tempo, essendo passato di ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-02-2008)
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Fanciulla, io ti dico, alzati!
Due miracoli incastonati l'uno nell'altro, come pietre preziose di un unico prezioso gioiello. Il filo d'oro che unisce questi due miracoli è la fede. Ci è presentata la fede della donna malata da dodici anni. Nel silenzio del suo dolore non chiede compassione dagli altri. Vivere nel silenzio e nell ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 05-02-2008)
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Fede che non si stanca
Lettura
Gesù è appena stato nel territorio dei Geraseni, dal quale, dopo aver liberato un uomo dai demoni, si vede scacciato. La gente, visto in Lui un sovvertitore delle proprie sicurezze economiche, aveva avuto paura. Decide allora di passare all'altra riva, dove incontra Giairo e l'emorroissa, e ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 05-02-2008)
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1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l'anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 5,21-43
In quel tempo, essendo passato di nuovo ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2008)
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Commento su 2Sam 19,1
Dalla Parola del giorno
Il re fu scosso da un fremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva tra le lacrime: "Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figIio mio!"
Come vivere questa Parola?
Questo brano è uno dei ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 30-01-2007)
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Fanciulla, io ti dico, alzati!
S'intrecciano due miracoli nel brano evangelico di Marco: i beneficiari sono la figlia di Giairo, uno dei capi della sinagoga, già dichiarata morta, ed una donna, che è passata alla storia con il nome di emorroissa, perché soffriva da lunghi anni di emorragia. La fanciulla è richiamata in vita da Ge ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-01-2007)
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Commento su Eb 12,1-2
Dalla Parola del giorno
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parola?
Gli eventi personali e sociali così incalzanti e mutevoli, ogni giorno ci interpellano come cristiani e molta gente ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 30-01-2007)
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Giairo, uno dei capi religiosi di Cafarnao, si avvicina a Gesù per chiedergli la guarigione della figlia. Probabilmente conosce e stima Gesù per averlo visto ed udito nella sinagoga. Pensa sia l'unico che possa salvare la figlia. Per questo rivolge a Gesù una preghiera semplice e sincera, come sono ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 31-01-2006)
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E non permise a nessuno di seguirlo fuorche' a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
In alcuni momenti significativi, Gesù chiama a sé alcuni apostoli; sono loro anche i testimoni della Trasfigurazione. Non è un privilegio concesso a pochi. È una consegna che gli apostoli prescelti dovranno custodire per poi condividerlo nella fede della Resurrezione. Indica, quindi la solennità di ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 31-01-2006)
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Giairo, uno dei capi religiosi di Cafarnao, si avvicina a Gesù per chiedergli la guarigione della figlia. Probabilmente conosce e stima Gesù per averlo visto ed udito nella sinagoga. Pensa sia l'unico che possa salvare la figlia. Per questo rivolge a Gesù una preghiera semplice e sincera, come sono ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-02-2004)
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Dalla Parola del giorno
Non temere! Continua solo ad avere fede.
Come vivere questa parola?
Questa parola, autorevole e insieme di grande incoraggiamento, Gesù la dice a una persona importante per l'ambiente socioreligioso in cui viveva. Si chiamava Giairo ed era uno dei capi della sinagoga. Qu ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 04-02-2003)
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Dalla Parola del giorno
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parola?
Sì, come ci dice l'autore della lettera agli Ebrei, la vita somiglia a una corsa nello stadio. Siamo circondati da q ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 04-02-2003)
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Commento Marco 5,21-43
Due miracoli, splendidi, ci aiutano a volgere lo sguardo a questo Dio che ama la vita e che ci guarisce nel profondo. L'emorroissa, tra la folla, è l'unica che, toccando Gesù, avverte la sua forza, la dynamis, entrare in lei e guarirla; eppure, fanno notare scocciati gli apostoli a Gesù, molti lo st ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 04-02-2003)
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Commento su Marco 5,21-43
Questo accorrere di popolo è un tratto permanente nella narrativa di Marco (cfr 3,7-8; 4,1). Per primo si avvicina a lui Giairo (nome che significa Dio illumina o Dio risuscita) e lo prega di salvare la sua figlioletta.
L'imposizione delle mani era un gesto usato fin dall'antichità per indicare l ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2002)
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Dalla Parola del giorno
Il re fu scosso da un fremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva tra le lacrime: "Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!"
Come vivere questa Parola?
Davide, inseguito dall' ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-01-2001)
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Commento su Eb 12,1-2
Dalla Parola del giorno
Circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parola?
L'autor ...
(continua)
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