LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  San Francesco di Sales

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
S0124 ; DO026

San Francesco di Sales ha reso amabile la Chiesa in un tempo di lotte; è un esempio di dolcezza e ha saputo mostrare che il giogo del Signore è facile da portare e il suo carico leggero, attirando così molte anime.
E un vero riposo per l'anima contemplare questo santo, leggere i suoi scritti, tale è la carità, la pazienza, l'ottimismo profondo che da essi si sprigiona. Qual è la sorgente di questa dolcezza? Essa viene da una grandissima speranza in Dio. Nella vita di san Francesco di Sales si racconta che nella sua giovinezza visse un periodo di prove terribili in cui si sentiva respinto da Dio e perdeva la speranza di salvarsi. Pregò, fu definitivamente liberato e da allora fu purificato dall'orgoglio e preparato a quella dolcezza che lo contraddistinse. Non faceva conto su di sé: aveva sentito con chiarezza quanto fosse capace di perdersi, come da solo non potesse giungere alla perfezione, all'amore, alla salvezza e questa consapevolezza lo rendeva dolce e accogliente verso tutti. Ma più ancora dell'umiltà quella prova gli insegnò la bontà del Signore, che ci ama, che effonde il suo amore nel nostro cuore.
San Francesco esultava di gioia al pensiero che tutta la legge si riassume nel comandamento dell'amore e che nell'amare non dobbiamo temere nessun eccesso. Scrisse un lungo Trattato dell'amore di Dio e anche un libro più semplice, ma delizioso: Introduzione alla vita devota. Quest'ultimo lo compose capitolo per capitolo scrivendo lettere ad una giovane donna attirata da Dio. Parlandone a santa Giovanna de Chantal che già conosceva diceva di aver scoperto un'anima che era "tutta d'oro" e che egli cercava di guidare nella vita spirituale.
E veramente meraviglioso vedere con quale semplicità e anche con quale ricchezza di immagini, di stile, questo vescovo sovraccarico di cure e di preoccupazioni trovava il tempo di esprimersi per rendere amabile la devozione ("La vera devozione diceva non danneggia niente e perfeziona tutto"), per mostrare che Dio non è un padrone duro, ma un Padre pieno di bontà, che quando trova un cuore ben disposto lo riempie di pace, di gioia, di soavità, lo introduce veramente in un paese dove scorrono latte e miele come dice la Scrittura. E proprio l'impressione che si prova leggendo san Francesco di Sales.
La sua dolcezza non è debolezza, mancanza di energia: egli si donò sempre con vigore straordinario. Prima di essere vescovo aveva già esercitato il ministero nella regione dello Chablais che era tutta passata al protestantesimo ed era riuscito, con fatiche enormi anche fisiche, nei gelidi inverni alpini, superando tutte le difficoltà, a riportare quegli abitanti alla Chiesa cattolica: fu una delle grandi gioie della sua vita.
Non riuscì però ad estendere il suo apostolato come avrebbe voluto. Non potè mai risiedere a Ginevra sua città episcopale, diventata roccaforte dei calvinisti che gliene proibirono l'accesso sotto pena di morte. Tentò una volta a rischio della vita ma inutilmente. Avrebbe potuto provare dispetto e amarezza di fronte a questo ostacolo insormontabile, ma la sua fiducia e il suo amore lo mantennero nella profonda pace di chi compie l'opera di Dio secondo le proprie possibilità. Anche questo è un trionfo della pazienza e della mitezza: non irrigidirsi, non amareggiarsi davanti a difficoltà che non si riesce a vincere ma continuare a vedere dovunque la grazia del Signore e a rendere amabili le sue vie.
Domandiamo al Signore che ci faccia assomigliare a questo santo nella sua pazienza, dolcezza, semplicità, fiducia, che lo resero così simile a Gesù mite e umile di cuore.

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Antifona d'ingresso
Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore,
essi vi guideranno con sapienza e dottrina. (Ger 3,15)


Colletta
O Dio, tu hai voluto
che il santo vescovo Francesco di Sales
si facesse tutto a tutti nella carità apostolica:
concedi anche a noi di testimoniare sempre,
nel servizio dei fratelli,
la dolcezza del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Eb 9,2-3.11-14
Cristo entrò una volta per sempre nel santuario in virtù del proprio sangue.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, fu costruita una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi.
Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 46

Ascende Dio tra le acclamazioni.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

Canto al Vangelo (At 16,14b)
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 3,20-21
I suoi dicevano: «E' fuori di sé».


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo, il santo dei santi, ha operato tra l'incomprensione e le opposizioni. Chiediamo con fiducia al Padre di non lasciarci intimorire dalle opposizioni e dalle difficoltà, ma di testimoniare con coraggio la nostra fede, dicendo:
Donaci, o Padre, la forza del tuo Spirito.

Sostieni la Chiesa nel suo compito profetico di richiamare gli uomini al vero Dio e di abbandonare i falsi valori del mondo. Noi ti invochiamo:
Concedi al Papa e ai vescovi la luce per riconoscere le necessità del nostro tempo, e dona loro una grande sollecitudine verso i poveri. Noi ti invochiamo:
Aiuta i perseguitati e i prigionieri politici, incarcerati per la ricerca di verità e libertà, perché si sentano confortati da Cristo crocifisso. Noi ti invochiamo:
Guida le famiglie del nostro paese verso rapporti di vero amore, che rafforzi la libertà interiore dei loro componenti. Noi ti invochiamo:
Donaci la capacità di correggerci l'un l'altro fraternamente, senza cedere alla critica maligna e alla condanna del prossimo. Noi ti invochiamo:
Per le famiglie colpite da disgraziate e da lutti.
Perché siamo consapevoli dell'immenso valore della messa.

O Padre nostro e nostro Signore, ti presentiamo con piena confidenza le necessità di tutti gli uomini e il nostro sforzo di costruire una società più umana: vieni a salvarci con la tua grazia onnipotente perché ci accostiamo al tuo Cristo, perfetto sacrificio per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Padre, questo sacrificio,
suprema testimonianza dell’amore del tuo Figlio,
comunichi a noi l’ardore del tuo Santo Spirito,
che infiammò il cuore mitissimo
di san Francesco di Sales.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il buon pastore dona la vita
per la salvezza del suo gregge. (cf. Gv 10,11)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai dato la gioia
di partecipare ai tuoi sacramenti
nel ricordo di san Francesco di Sales,
fa’ che in ogni circostanza della vita
imitiamo la sua carità paziente e benigna
per condividere la sua gloria nel cielo.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Paolo Curtaz     (Omelia del 21-01-2012)
Commento su Marco 3,20-21
È matto Gesù, siamo sinceri. Fuori come un balcone, pazzo da legare. Non si risparmia, dedica tutto il suo tempo all'annuncio del Regno. Si dimentica di mangiare in un tempo in cui mangiare era privilegio di pochi. È matto, fuori di testa perché contraddice il nostro modo di vivere, di intendere la ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-01-2012)
Commento su 2 Samuele 1,11
Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui. 2 Sam 1,11 Come vivere questa parola? Davide piange la morte di Saul e del figlio come quella di due carissimi amici. Al di là dei problemi che Saul gli ha causato, egli riesce a vedere la grandezza di qu ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-01-2012)
«E' fuori di sé»
Gesù fa scandalo per purificare i cuori; Gesù penetra nelle coscienze in modo profondo per la salvezza; Gesù chiede una fede totale e completa perché la fede si rafforzi; Gesù rende evidenti tutte le contraddizioni per sanarle. C'è chi si oppone in modo ipocrita e chiude il cuore a questa conversion ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-01-2012)
Tanto che non potevano neppure mangiare
Gesù è la Sapienza eterna fattasi carne. È però anche la perfetta saggezza umana. Vi è in Lui una corrispondenza di conformità piena tra la sua Saggezza divina e quella umana. Quest'ultima è sempre un riflesso della prima. Per cui in Gesù non vi è mai stata una benché minima discrepanza o dissonanza ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-01-2011)
Comenti su Marco 3,21
Allora i suoi [...] uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: "È fuori di sé". Mc 3,21 Come vivere questa Parola? L'evangelista Marco annota che la folla stringeva Gesù per le strade e dentro le abitazioni, a tal punto che lui e i suoi "non avevano più tempo per prendere cibo". Quelli che ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 22-01-2011)
Nulla noi temiamo nel nome di Gesù Cristo.
Oggi è festa del titolare della nostra chiesa monastica. San Vincenzo era diacono del Vescovo Valerio di Saragozza in Spagna. E assieme con lui egli venne martirizzato, con duri supplizi, a Valenza nel 304. Sant'Agostino ne fa l'elogio in un famoso discorso, affermando che il diacono Vincenzo aveva ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-01-2011)
Uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: È fuori di sé
Nella sua vita terrena Gesù subì ogni sorta di incomprensione. Credo che sole quelle pochissime persone presenti alla sua croce lo abbiamo compreso, creduto, obbedito, seguito in ogni sua Parola. Ecco come l'Evangelista Giovanni racconta questo momento del Golgota: "Stavano presso la croce di Gesù s ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 23-01-2010)
Un Dio logico?
Per noi, che ci siamo abituati a un Gesù ormai normale, logico e dalla parola ben chiara e distinta, fa bene ogni tanto sentirci proclamare questo Vangelo del "fuori di sè". Un Gesù che non corrisponde agli schemi prefissati e alla logica umana ci aiuta a riprendere di Lui la forza insita dello S ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23-01-2010)

Dalla Parola del giorno È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Gionata sono morti. Come vivere questa Parola? Troviamo, in questo brano, un racconto della morte di Saul che si diversifica nei particolari d ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 23-01-2010)

A questo punto il vangelo comincia a presentare le prime risposte degli uomini al problema fondamentale: "Chi è Gesù?". La prima è dei "suoi", cioè dei parenti di Gesù, i quali dicevano: "E' fuori di sé" (v. 21). Lo considerano dunque un pazzo, uno scriteriato, uno che getta il discredito su tutta ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24-01-2009)

La piccola, piccante annotazione di Marco ci lascia sgomenti e un'altra volta, nel suo vangelo, l'evangelista annoterà l'incomprensione dei famigliari di Gesù, annoverando tra questi, a sorpresa, sua madre. È molto forte questa cosa, quasi destabilizzante. Gesù appare come uno che taglia i rapporti ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 24-01-2009)
"E' fuori di sè!"
Far rientrare Dio nella logica umana... Non è solo il tentativo fatto dai parenti di Gesù, che sentendo come Lui si comporta vanno a recuperarlo perché "...è fuori di sè". E' anche la tentazione del mondo di oggi, anche del mondo religioso, che vuole applicare a Dio gli schemi del comportament ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 24-01-2009)

Dalla Parola del giorno Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: è fuori di sé. Come vivere questa Parola? Nella sua brevità il Vangelo ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 24-01-2009)

1) Preghiera Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 3,20-21 In quel tempo, Gesù entrò in una casa e si ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 26-01-2008)

Timoteo e Tito sono due tra i primi collaboratori di Paolo, responsabili delle prime comunità fondate da Paolo, destinatari di alcune sue lettere. Affondiamo le nostre radici nella vivacità del primo cristianesimo e impariamo da questi santi a rinvigorire le nostre stanche comunità... Oggi ricord ...
(continua)
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