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Venerdì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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PO345 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Due riflessioni di carattere apocalittico costituiscono questo testo: una parabola sui segni premonitori della fine dei tempi (Lc 21,29-31), e una sentenza enigmatica sulla venuta prossima del regno di Dio (Lc 21,-32-33).
Come il germogliare degli alberi in primavera, gli eventi evocati da Luca nel capitolo 21 del suo Vangelo sono segni premonitori della fine del mondo: guerre, persecuzioni dei credenti, terrore e morte (Lc 21,26-27).
Una lettura attenta e approfondita ci permette di scoprire il segno della fine iscritto nella natura stessa dell’uomo. La vita dell’essere umano è un movimento che, da una parte va verso una comprensione e una scoperta sempre più grande del mondo, dall’altra va verso la morte e la sua disparizione.
La morte e la risurrezione di Cristo ci fanno comprendere che la vita umana e terrena va silenziosamente verso la sua rovina ed è precisamente dopo la morte di Cristo che rifulge il messaggio di una vita nuova in Dio, che si manifesta in maniera luminosa a Pasqua e che ci dà la gioia di vivere. Il segno della croce di Cristo è il segno dell’amore di Dio per l’uomo e della salvezza che gli viene accordata. Tutta la vita dell’uomo è circondata da misteri divini fondamentali. E oggi, che il nostro mondo si rivela in cattivo stato, la fiamma della speranza in Gesù Cristo - che ci ha salvato morendo sulla croce - deve continuare a brillare nei nostri cuori.
L’amore di Dio è più forte della morte! Dio non ci dimenticherà al momento della nostra morte. Egli ci promette la felicità che non avrà mai fine.
In questo mondo tutto passa come i fiori di primavera. Così avviene anche dell’uomo. Questo ci procura afflizione, ma la risurrezione di Gesù ci dà una speranza nuova: quella della vita eterna in Dio.
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Antifona d'ingresso
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (Sal 85,9)
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Colletta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Ap 20,1-4.11-21,2
I morti vennero giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Vidi la Gerusalemme nuova scendere dal cielo.
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Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po’ di tempo.
Poi vidi alcuni troni - a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare - e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni.
E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.
E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 83
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Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio:
cresce lungo il cammino il suo vigore.
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Canto al Vangelo (Lc 21,28)
Alleluia, alleluia.
Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 21,29-33
Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il regno di Dio è già presente in mezzo a noi. A noi scoprirlo e accoglierlo, dovunque esso si manifesti. Preghiamo quindi insieme, e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.
Perché gli uomini si adoperino con Dio per l'avvento di un mondo nuovo, senza guerre e violenze, guidato dall'amore, dalla giustizia e dall'uguaglianza tra le persone e tra i popoli. Preghiamo:
Perché la Chiesa si mantenga sempre sposa fedele di Cristo e sia in mezzo al mondo come fiaccola che riscalda e illumina. Preghiamo:
Perché i fragili, gli instancabili e gli sfiduciati trovino, nella parola di Dio che non passa, la stabilità e il conforto alla loro inquietudine. Preghiamo:
Perché questa nostra comunità si costruisca e si consolidi nell'ascolto della parola di Dio e nella certezza di essere piccolo germe della santa Gerusalemme. Preghiamo:
Perché celebriamo questa eucaristia come viatico all'incontro definitivo con il Cristo che ci invita al banchetto del cielo. Preghiamo:
Perché viviamo in questo mondo come ospiti e pellegrini.
Per i bambini e i ragazzi del nostro quartiere.
Signore della vita e creatore di ogni cosa, custodisci con paterna bontà la nostra famiglia, perché al sorgere di ogni giorno ti possa lodare con infinita gratitudine, nella certezza che il tuo Cristo verrà. Allora sarà gioia piena nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)
Oppure:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 27-11-2009)
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Osservare attraverso le cose
OSSERVARE NON LE COSE, MA SEMPRE ATTRAVERSO LE COSE
Le cose che vediamo, come il cielo e la terra, passano.
Ma ciò che vediamo attraverso le cose non passerà: "le mie Parole".
In tutto quello che passa lo sguardo della fede ci aiuta a vedere quello che non passa e che rimane in eterno.
L'e ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-11-2009)
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Dalla Parola del giorno
"Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina."
Come vivere questa Parola?
La piena e ricca umanità di Gesù si rivela anche in questa paraboletta del fico. Non è raro in Palestina ques ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 27-11-2009)
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1) Preghiera
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33
In quel ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 28-11-2008)
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Sapere di Sapienza
IL REGNO DI DIO E' VICINO NEI SEGNI CHE APPAIONO
Quando i segni appaiono alla nostra vista della fede, quando cioè li interpretiamo secondo l'ottica di Dio, ecco che il Regno si avvicina e si apre alla nostra vita come vicinanza, presenza vicina a noi, prossima.
L'apparire dei segni è guidato ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 28-11-2008)
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Le mie parole non passeranno
Abbiamo imparato senza sforzi a comprendere l’avvicendarsi delle stagioni attraverso i segni che la natura stessa spontaneamente ci fornisce. Quando il fico comincia a cacciare i propri fiori che saranno il frutto gradevole che conosciamo, diciamo che l’estate è vicina. I fatti che accadono intorno ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-11-2008)
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Commento a Lc 21,29-30
Come vivere questa Parola?
La parabola del fico e di tutte le piante è molto significativa, specialmente se si tiene conto del contesto.Devono accadere cose spiacevoli, ha detto pocanzi il Signore. I suoi accenni apocalittici che riguardano cioè la fine di questo nostro mondo, potrebbero dare un se ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 28-11-2008)
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1) Preghiera
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33
In quel ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 30-11-2007)
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Il Vangelo ci porta alla vigilia della Passione; tra pochi giorni Gesù sarà "consegnato nelle mani degli uomini". Ed egli lo sa bene. È la sua ora. Gesù, potremmo dire, si sta preparando ai suoi "ultimi giorni", e lo fa annunciando il Vangelo nel tempio e ritirandosi di notte nell'orto degli ulivi p ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 01-12-2006)
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Dalla Parola del giorno
Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.
Come vivere questa Parola?
La pericope offertaci dalla liturgia odierna si inserisce nel discorso escatologico che prospetta la distruzione di Gerusa ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 01-12-2006)
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Quando... il regno di Dio è vicino
Troviamo nella pagina del Vangelo di oggi un avvenimento del Signore sul quale è sempre utile riflettere. A proposito degli ultimi tempi, Gesù disse la parabola del fico e di tutte le piante: quando germogliano, guardandole si capisce che l'estate è vicina. Con questa parabola egli intese esortare i ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 01-12-2006)
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Tra pochi giorni Gesù sarà "consegnato nelle mani degli uomini". Ed egli lo sa bene. È la sua ora. Gesù, potremmo dire, si sta preparando ai suoi "ultimi giorni", e lo fa annunciando il Vangelo nel tempio e ritirandosi di notte nell'orto degli ulivi per pregare. "Vegliate e pregate in ogni momento", ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-11-2005)
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Dalla Parola del giorno
Guardavo ancora nelle visioni notturne, ed ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio d'uomo.
Come vivere questa Parola?
Il profeta è l'uomo che cerca di perforare gli eventi per "leggerli" in profondità. Non si ferma alle tenebre da cui si trova avvol ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 25-11-2005)
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Le mie parole non passeranno
La storia dell'umanità è segnata da grandi travagli; non vi sono le calamità naturali che determinano la storia; il desiderio irrefrenabile di potere, l'egoismo che stravolge tutte le leggi dell'uomo sono meccanismi che ritroviamo spesso nella storia. È la nostra storia che, in Cristo, diventa stori ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 26-11-2004)
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Dalla Parola del giorno
Vennero aperti i libri e fu aperto anche un altro libro: quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere.
Come vivere questa Parola?
Sullo sfondo di uno scenario dove ricchezza di simboli e grande li ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 28-11-2003)
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Leggere i segni dei tempi, cioè capire tenendo in una mano il vangelo, le parole che non passano e nell'altra le vicissitudini della storia e le contraddizioni degli uomini. Troppe volte le nostre comunità soffrono di una specie di schizzofrenia evangelica, si chiudono nelle chiese e si rivolgono a ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-11-2003)
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Dalla Parola del giorno
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Come vivere questa Parola?
La "Parola" rappresenta un tema ricorrente sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. È la Parola che trae dal nulla tutte le cose e le conserva nell'essere. È ancora essa ad intro ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 28-11-2003)
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Commento su Luca 21, 29-33
Quando il Signore tornerà alla fine dei tempi non ci sarà bisogno di messaggeri che annuncino l'approssimarsi del regno di Dio, perché ognuno se ne accorgerà da sé per i fatti che potrà osservare. Nessun uomo, che abbia senno, ha bisogno di essere aiutato a capire che l'estate è vicina quando germog ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-11-2002)
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Dalla Parola del giorno
Vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Come vivere questa Parola?
In u ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-11-2002)
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Commento Luca 21,29-33
Occorre interpretare i segni dei tempi. Così i nostri vescovi, nello straordinario evento che fu il Concilio, invitavano le comunità a non rinchiudersi, a non imbalsamare il Vangelo, a non arroccarsi, ma a leggere la propria storia e le vicende umane alla luce del Vangelo per confrontarsi con il mon ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 01-12-2000)
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Dalla Parola del giorno
Vidi un cielo nuovo e una terra nuova, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Come vivere questa Parola?
Anch ...
(continua)
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