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CHIESA

      

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LITURGIA

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Venerdì 28 Novembre 2008

  Presentazione della Beata Vergine Maria

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

S1121 ; PO335
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Oggi contempliamo una bambina che si dà completamente al Signore.
La Chiesa ha capito che l'atteggiamento di Maria all'annunciazione non era una improvvisazione e che nella sua anima l'offerta andava preparandosi da tempo, si era già progressivamente realizzata. E commovente vedere una bambina attirata dalla santità di Dio, che vuoi darsi a Dio, una bambina che capisce che l'opera di Dio è importante, che bisogna mettersi al servizio di Dio, ciascuno con le proprie capacità, aprirsi a Dio; una bambina che capisce che non si può compiere l'opera di Dio senza essere santificati da lui, senza essere consacrati da lui, perché non è possibile neppure conoscere la volontà di Dio, se il peso della carne ci chiude gli occhi.
Maria realizzava quello che san Paolo più tardi proporrà come ideale dei cristiani: offrire se stessi:
"Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio... Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio" (cfr. Rm 12,12).
Cerchiamo allora di comprendere più profondamente le condizioni dell'offerta. Lo facciamo tenendo presente il canto del Magnificat, perché è chiaro che nessun Vangelo può corrispondere esattamente alla festa di oggi, che non è riportata in nessuna pagina della Bibbia: l'offerta di Maria bambina non è un avvenimento che abbia attirato l'attenzione e sia stato registrato. Scegliere il Magnificat non è un anacronismo, perché esso esprime i sentimenti che si sono formati nell'anima di Maria ben prima del giorno della visitazione, sentimenti di fondo che sono proprio la base della sua offerta:
già della sua offerta di bambina, poi della sua offerta all'annunciazione e infine della sua offerta sul Calvario. Tutto parla del riconoscimento dei doni di Dio. Prima dell'offerta c'è sempre il dono di Dio e il riconoscimento di questo dono. "Ha guardato l'umiltà (la povertà, l'insignificanza) della sua serva... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente... Di generazione in generazione si stende la sua misericordia": è proprio la scoperta dell'amore di Dio che fa pensare all'offerta, è la riconoscenza che suscita il bisogno di offrire. L'offerta, ripeto, è sempre una risposta al dono che ci è stato fatto:
Dio ci previene con il suo amore e noi diamo a lui ciò che egli ci ha dato. San Paolo lo dice nello stesso capitolo della lettera ai Romani: "Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno di noi" e la nostra offerta non può che consistere nei doni che abbiamo ricevuto, che noi riconosciamo come doni gratuiti, che non ci erano dovuti e attraverso i quali noi vediamo l'amore del Signore.
E proprio per questa ragione, riconoscendo il suo amore, noi li mettiamo a sua disposizione, come offerta riconoscente.
D'altra parte l'offerta ha anche l'aspetto di una preghiera di domanda, ed è buona cosa rendercene conto. Offrire a Dio è sempre domandargli di trasformare i doni che portiamo a lui, di santificarli. Lui solo li può santificare, lui solo può consacrare; noi possiamo "presentare", proprio come dice la festa di oggi: "Presentazione di Maria al Tempio".
San Paolo non dice diversamente. Egli ci esorta a offrire i nostri corpi, a presentarli in offerta, ma la trasformazione è Dio che la opera e presentando noi gli domandiamo di rendere perfetto quello che gli offriamo e che per quanto ci riguarda è sovente pieno di imperfezioni.
Gli domandiamo di trasformare le povere realtà terrestri che gli presentiamo, questi doni umani che vengono dalla sua creazione, che hanno bisogno di essere trasformati per servire alla comunione con lui.
E, dato che la nostra offerta è in fondo sempre una preghiera di domanda, possiamo offrire tutto, anche quello che ci sembra completamente inutilizzabile nella nostra vita: i fardelli che ci pesano, che sentiamo come un ostacolo, le difficoltà, le sofferenze che in un certo senso sono assurde. Cristo crocifisso ci insegna che possiamo presentare a Dio tutto, perché tutto sia trasformato e che proprio le cose che sembrano più inutilizzabili sono state trasformate nel modo più meraviglioso. Niente era più inutilizzabile di una croce, patibolo dei malfattori, e tuttavia è sulla croce che si è realizzata la trasformazione capitale, che ha creato una nuova terra e ha fatto sì che l'amore di Dio riempisse tutte le cose.

Antifona d'ingresso
Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re,
che governa il cielo e la terra nei secoli, in eterno.


Colletta
Guarda, Signore, il tuo popolo
riunito nel ricordo delle beata Vergine Maria;
fa’ che per sua intercessione
partecipi alla pienezza della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ap 10,8-11
Presi quel piccolo libro e lo divorai.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, udii una voce dal cielo che diceva: «Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra».
Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele».
Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 118

Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse!

Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.
I tuoi insegnamenti sono la mia delizia:
sono essi i miei consiglieri.

Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse,
più del miele per la mia bocca.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
perché sono essi la gioia del mio cuore.
Apro anelante la mia bocca,
perché ho sete dei tuoi comandi.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,45-48
Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
A Dio di infinita bontà, che ha inviato la sua parola nel mondo perché rimanga con noi fino alla fine dei tempi, rivolgiamo le nostre suppliche, dicendo insieme:
O Signore, ascolta e purifica la nostra preghiera.

Perché gli uomini custodiscano con amore la realtà create da Dio, e dalla contemplazione delle creature riconoscano e adorino il Creatore. Preghiamo:
Perché i cristiani amino le proprie chiese e ne curino il decoro e la bellezza, così che siano degne dimore del corpo di Cristo e favoriscano un autentico incontro con Dio. Preghiamo:
Perché il Signore allontani da noi il pericolo di offuscare le celebrazioni e le cose sacre con interessi puramente umani. Preghiamo:
Perché qualsiasi azione liturgica o preghiera personale siano lode a Dio e impegno di amore per i fratelli. Preghiamo:
Perché la nostra comunità si costruisca e cresca sempre più attorno all'ascolto della parola e alla celebrazione dei sacramenti, per diventare segno della presenza del Signore. Preghiamo:
Per l'unità della preghiera con la vita.
Per i sacrestani delle nostre chiese.

O Dio, tre volte santo, e che pure sei così vicino da abitare in mezzo a noi, fà che custodiamo e veneriamo sempre con amore il corpo e il sangue del tuo Figlio, nutrimento e vincolo di unità e pegno della nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Ci soccorra, O Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio,
che nascendo dalla Vergine
non diminuì ma consacrò l'integrità della Madre;
ci liberi da ogni colpa e ti renda gradito il nostro sacrificio
la mediazione di Cristo Signore
che vive e regna nei secoli dei secoli.


Antifona di comunione
Te beata, o Vergine Maria,
che hai portato in grembo il Figlio dell'eterno Padre.


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti dei tuoi sacramenti,
in questa celebrazione in onore della beata Vergine Maria,
fa' che sul suo esempio collaboriamo fedelmente
al mistero della redenzione. Per Cristo …

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 19-11-2010)
Identità di Dio
DA "CASA DI PREGHIERA" A "SPELONCA DI LADRI": CHE DESTINO AMARO PER IL TEMPIO DEL SIGNORE! Venditori di se stessi. Le cose per dimenticare Dio. Le esteriorità per vendere noi stessi. Il rito per rivendere e svalutare la persona umana. Gesù che scaccia i venditori dal tempio... Dov'è fin ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 20-11-2009)
Ripulire la casa del Signore
RIPULIRE LA CASA DEL SIGNORE Ripulire le realtà che non hanno a che vedere con Lui, togliere quei modi che non esprimoni la preghiera, ma solo la mercanzia di noi stessi. SPESSO CI TROVIAMO DI FRONTE AL DILEMMA: LASCIAR CORRERE, TOLLERARE O INTERVENIRE CON FORZA? Gesù col suo gesto ci vuol ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2009)

Dalla Parola del giorno "Ed entrato nel Tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera". Come vivere questa Parola? Gesù entra solennemente in Gerusalemme e altrettanto solennemente nel Tempio, quasi come a confermare chi è davver ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 20-11-2009)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,45-48 In quel tempo, Gesù entrato ne ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-11-2008)
Commento a Lc 19,45-46
Dalla Paola del giorno “Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!” Come vivere questa Parola? Questa rappresentazione di Gesù non sembra in linea con l’altra dove cogliamo su ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 21-11-2008)
Commento Luca 19,45-48
1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,45-48 In quel tempo, Gesù entrato ne ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-11-2007)

Dalla Parola del giorno In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: " Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!" Come vivere questa Parola? Continua l'ultimo viaggio di Gesù a Gerusalemme. Forse anc ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23-11-2007)
La profanazione del tempio
Quello stesso Gesù che aveva detto: "imparate da me, che sono mite e umile di cuore" scaccia con veemenza i venditori nel tempio. Il luogo della preghiera era diventato un mercato e una spelonca di ladri e tutto ciò è orrendamente sacrilego. Quando la religione si trasforma in commercio di cose e in ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 23-11-2007)

Gesù sapeva quel che lo attendeva a Gerusalemme, ma non fuggì, entrò in città e si diresse, forse ancora con le lacrime agli occhi, verso il tempio: era il cuore della città, il luogo della presenza di Dio. Ma la casa di preghiera era stata trasformata in luogo di mercato, di affari, di compravendit ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-11-2006)
Commento Luca 19,45-48
Dalla Parola del giorno Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori dicendo: «Sta scritto: la mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri». Come vivere questa Parola? Il tempio di Gerusalemme era il cuore della religiosità ebraica. L'imponenza stess ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 24-11-2006)
Avete trasformato la casa del Padre in una spelonca di ladri...
Nell'area sacra del tempio di Gerusalemme era invalso l'uso di un vergognoso commercio. Si facevano compre e vendite circa la materia delle offerte e dei sacrifici. E' da supporre che si verificassero scandalosi abusi. Dopo il lamento sulla città, Gesù entra in Gerusalemme, sale al tempio e "cominci ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 24-11-2006)

Gesù sapeva quel che lo attendeva a Gerusalemme, ma non fuggì, entrò in città e si diresse, forse ancora con le lacrime agli occhi, verso il tempio: era il cuore della città, il luogo della presenza di Dio. Ma la casa di preghiera era stata trasformata in luogo di mercato, di affari, di compravendit ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-10-2006)

Dalla Parola del giorno Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori dicendo: «Sta scritto: la mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri». Come vivere questa Parola? Il tempio di Gerusalemme era il cuore della religiosità ebraica. L'imponenza stess ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-11-2005)

Dalla Parola del giorno Gesù, entrando nel tempo, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: "Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri". Come vivere questa Parola? Certe rappresentazioni dolciastre del Signore in quadri o statue (soprattutto ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-11-2005)
Avete fatto della mia casa una spelonca di ladri
Gesù entra in Gerusalemme e si reca nel tempio di Dio; non è solo un atto di rispetto ma qualifica subito che la sua missione, in Gerusalemme, è religiosa e non politica.. La scacciata dei venditori dal tempio non solo indica quanto Gesù ci tenga anche al decoro dei luoghi di culto ma assume quasi i ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-11-2004)

Dalla Parola del giorno Prendi il libro e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele. Come vivere questa Parola? Il salmo responsoriale che la liturgia oggi ci fa pregare, è un'esplosione di gioia per il dono stupendo della Parola. Essa è presentata co ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2003)

Gesù se la prende con chi "mercanteggia" con le cose di Dio. Mercanteggiare, cioè trattare Dio alla stregua di un assicuratore, fare patti, chiedere offrendo. Non ci è mai venuto in mente di dire a Dio: "Ma come, io vengo a Messa, prego, e poi mi succede questo e quest'altro?". Dovreste vedere quant ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 21-11-2003)
Commento su Luca 19, 45-48
Il viaggio di Gesù a Gerusalemme si conclude nel tempio. Egli entra nei cortili del tempio non tanto per pregare, quanto per compiere un rito di purificazione della casa del Padre. Scaccia tutti i commercianti e pronuncia contro di loro severe parole di biasimo e di condanna. La casa di Dio non deve ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 22-11-2002)

Dalla Parola del giorno Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!". Come vivere questa Parola? Questa rappresentazione di Gesù non sembra in linea con l'altra dove cogliamo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22-11-2002)
Commento Luca 19,45-48
Fa una certa impressione questo Gesù anarchico che caccia i venditori dal Tempio. Eppure, a essere sinceri, il servizio che svolgevano i cambiavalute era positivo: permettevano alle persone provenienti da varie parti dell'Impero di cambiare le loro monete in modo da poter acquistare le offerte per l ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-11-2001)

Dalla Parola del giorno Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori Come vivere questa Parola? Gesù entra nel tempio e scaccia i venditori. A differenza di Luca, Marco, raccontando lo stesso episodio, si sofferma a descrivere la violenza con la quale Gesù compie la sua azione: "R ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-11-2000)

Dalla Parola del giorno Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!»"[...] I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire [...] Tutto il popolo pendeva dalle sue labbra ...
(continua)

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