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CHIESA

      

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LITURGIA

> 6 Novembre 2008 <

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Giovedì 6 Novembre 2008

Venerdì 7 Novembre 2008

Sabato 8 Novembre 2008

Domenica 9 Novembre 2008

Lunedì 10 Novembre 2008

Martedì 11 Novembre 2008

Mercoledì 12 Novembre 2008

Giovedì 13 Novembre 2008

  Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

PO314 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Non è facile oggi riconoscere la necessità di convertirsi. L’educazione e la catechesi ce ne danno una prova. Bisogna essere soddisfatti delle proprie azioni e non rimettere in questione né se stessi né gli altri. Perché far sprofondare l’uomo nel dubbio di sé, dal momento che porta già il pesante fardello della vita? Fa male riconoscersi peccatore, rompere con il proprio passato e ripartire in direzione opposta.
Far sì che il fedele riconosca i propri sbagli non è più l’interesse prioritario dei pastori della Chiesa. Nel migliore dei casi, l’invito alla conversione viene lanciato indirettamente, poiché i pastori temono che le chiese vengano disertate ancora di più. Anche nella nostra vita privata, spesso, chiudiamo gli occhi di fronte agli sbagli dei fratelli, perché non vogliamo rischiare di perderli.
L’illusione della non colpevolezza imprigiona anche i cristiani. Ma l’approvare o lo scusare va contro tutta la tradizione biblica, a cominciare dai profeti dell’Antico Testamento fino alla predicazione dell’ultimo apostolo. Ma non è tutto: tale tendenza pastorale non ha un sostegno spirituale realistico né un fondamento nella catechesi. È raro che l’uomo sia felice come quando risponde all’invito alla conversione. “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8,11). Che cosa potrebbe darci una gioia più profonda del ritorno al Padre che ci ama, che già ci attende e ci offre il suo perdono senza nulla chiederci in cambio?
Se il senso del peccato e della conversione tende a scomparire del tutto dai messaggi pastorali, bisogna cercarne la ragione nella società che ci circonda, che si è allontanata da Dio. Solo chi è toccato dalla maestà e dalla santità di Dio prende coscienza del peccato, in se stesso e negli altri. La conversione diventa allora la sua parola chiave non soltanto perché essa concede agli uomini di pregustare la felicità eterna, ma perché allora Dio esulta di gioia. Quando Gesù parla del “cielo” (Lc 15,7), allude in realtà a Dio. E nella corte celeste (Lc 15,10) si effonde una gioia di cui molti cristiani non sanno conoscere l’intensità e la profondità.
Questo brano di Vangelo è davvero una Buona Novella. Chi non se ne dimentica, non può mai perdere la speranza, in qualunque situazione si trovi. E tale Buona Novella esorterà gli uomini a seguire maggiormente Gesù per annunciare alle pecore smarrite la misericordia del Padre affinché Dio ne abbia gioia.

Antifona d'ingresso
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)


Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Fil 3,3-8
Queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, i veri circoncisi siamo noi, che celebriamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci vantiamo in Cristo Gesù senza porre fiducia nella carne, sebbene anche in essa io possa confidare.
Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della Legge, irreprensibile.
Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 104

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

Cantate al Signore, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.

Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 15,1-10
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio è nostra forza e baluardo, difesa nella tentazione, bontà nella sconfitta. A lui ci presentiamo, una volta ancora bisognosi del suo aiuto. Diciamo insieme:
Signore, ascolta ed esaudisci.

Perché nessun peccato diminuisca in noi la gioiosa certezza che Cristo è alla nostra ricerca per accoglierci tra le sue braccia, come la pecora smarrita. Preghiamo:
Perché nel nostro paese le risorse che Dio ci ha dato, siano investite nella costruzione di una società attenta agli ultimi e giusta con tutti. Preghiamo:
Perché i genitori e gli educatori sappiano trasmettere alle nuove generazioni il gusto d'una vita in armonia con Dio e con il prossimo. Preghiamo:
Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della fede, vivano la loro emarginazione con fortezza, umiltà e senza rancori. Preghiamo:
Perché la nostra comunità riesca a plasmarsi un cuore che non giudica e non cede a grettezze e parzialità. Preghiamo:
Per gli orfani e le vedove.
Per i ragazzi in cammino verso il sacramento della penitenza, dell'eucaristia, della cresima.

Tu conosci, Padre, ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che apriamo la bocca. A quanto qui espresso, aggiungi tu ciò che sai essere buono e utile per ciascuno di noi. Per Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore,
salga a te come offerta pura e santa,
e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,
gioia piena nella tua presenza. (Sal 16,11)

Oppure:
Dice il Signore: “Come il Padre che ha la vita ha mandato me
e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”. (Gv 6,57)


Preghiera dopo la comunione
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza,
perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita
ci preparino a ricevere i beni promessi.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 04-11-2010)
Nessuno può mancare
ATTENZIONE ALLA PERDITA E ALLO SMARRIMENTO PERCHE' DA QUESTE SITUAZIONI RIPARTE IL REGNO DI DIO °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Il Vangelo riporta all'uomo lo stile di Dio e del suo Regno quale proposta. Utile, in effetti, anche come sistema vincent ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 05-11-2009)
Perdere e ritrovare
LA PECORA SMARRITA, IMMAGINE DELLA NOSTRA FEDE PERSA E POI RITROVATA. LA DRAMMA PERDUTA, IMMAGINE DEL VALORE DELLA NOSTRA FEDE CHE SI PERDE...E POI POSSIAMO RITROVARE. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ L'atteggiamento verso il peccatore, verso lo ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-11-2009)
La gioia di Dio per il suo perdono
«Vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». È la gioia di Dio e di tutto il, paradiso che oggi è solennemente proclamata. Peccato che tale gioia non sia sempre condivisa dagli uomini! Ciò accade forse perché noi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-11-2009)
Commento su Rm 14,8
Dalla Parola del giorno "Sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore." Come vivere questa Parola L'espressione letta nel suo contesto è percorsa da un respiro di libertà. Paolo sta richiamando i cristiani perché si astengano da giudizi facili e sommari circa l'agire dei fratelli: "Chi sei ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 05-11-2009)

1) Preghiera Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10 In quel tem ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-11-2008)
La gioia del perdono
Nella tradizione giudaica era ferma convinzione che bisognasse tenersi a debita distanza dai peccatori e da tutti coloro che, con giudizio inappellabile, erano ritenuti immondi. Il pretesto era originato da rischio del contagio e dal pericolo di contrarre la stessa impurità, circostanza questa che i ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-11-2008)
Commento a Fil 3,8
Dalla Parola del giorno “Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù.” Come vivere questa Parola? Paolo è ben consapevole dei doni di grazia e di natura presenti nella sua vita. Sa riconoscerli e apprezzarli, libero da ogni forma di strisciante e f ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 06-11-2008)

1) Preghiera Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10 In quel tem ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-11-2007)
La gioia di Dio per il suo perdono
"Vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione". È la gioia di Dio e di tutto il paradiso che oggi viene solennemente proclamata. Peccato che tale gioia non sia sempre condivisa dagli uomini! Ciò accade forse perché n ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 08-11-2007)

Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa: il giovane profeta si mischiava troppo con loro. Gesù mostra che tale ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-11-2007)

Dalla Parola del giorno Cessiamo dal giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non essere causa di inciampo o di scandalo al fratello . Come vivere questa Parola? Paolo esordisce con un 'cessiamo', cioè dando per scontata la tendenza a giudicare. È qualcosa di connaturale che ci portiamo d ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 09-11-2006)

Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa: il giovane profeta si mischiava troppo con loro. Gesù mostra che tale ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 03-11-2005)
Commento a Luca 15,10
Dalla Parola del giorno C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte (Lc 15,10) Come vivere questa Parola? Accostare le due letture che la liturgia odierna ci presenta, cioè la pericope tratta dalla lettera ai Romani e il brano evangelico di Luca, fa saltare im ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 03-11-2005)
La gioia del perdono
Nella tradizione giudaica era ferma convinzione che bisognasse tenersi a debita distanza dai peccatori e da tutti coloro che, con giudizio inappellabile, erano ritenuti immondi. Il pretesto era originato da rischio del contagio e dal pericolo di contrarre la stessa impurità, circostanza questa che i ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-11-2004)

Dalla Parola del giorno Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo. Come vivere questa Parola? Questa di Paolo più che una dichiarazione, è un gioioso grido esistenziale da parte di un uomo che, sulla bilancia della sua vita ha visto "sbilanciarsi" tut ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06-11-2003)

Un Dio che ci viene a cercare, che fa festa se ritrova la sua pecora perduta, un Dio che non rimprovera, né giudica ma gioisce con delicatezza. Noi, invece, sempre attenti a dirci "a posto" a pensarci come persone "per bene", guardiamo a noi con indulgenza, pronti magari a trovare le ragioni di una ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-11-2003)

Dalla Parola del giorno Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. (Rom 14,7-8) Come vivere questa Parola? E' un chiaro e for ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 06-11-2003)
Commento su Luca 15, 1-32
I destinatari dell'insegnamento sono gli scribi e i farisei. La parabola è un invito ai giusti perché si convertano dalla propria giustizia che condanna i peccatori, alla giustizia del Padre che li giustifica. Mentre il peccatore sente il bisogno della misericordia di Dio, il giusto non la vuole ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-11-2002)

Dalla Parola del giorno Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei i e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia e beve con loro». Come vivere questa Parola? Sono bene in evidenza due opposti atteggiamenti: quello di chi si avvicina a Ges ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07-11-2002)
Commento Luca 15,1-10
Dio gioisce per noi, gioisce per me: è lui che ci viene incontro, che affronta la fatica del cammino. Succede anche dalle mie parti, in alta montagna: d'estate le mucche sono ai pascoli alti, oltre i 2000 metri, e può accadere che qualche manzo aggiri le fragili barriere messe dai contadini per anda ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-11-2001)

Dalla Parola del giorno Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Come vivere questa Parola? La parola di Paolo ci fa capire ...
(continua)

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