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Sabato della III settimana di Quaresima
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EQ036 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Viola
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Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che noi tutti abbiamo la tendenza a compiacerci di noi stessi.
Forse perché pratichiamo molto fedelmente la nostra religione, come quel zelante fariseo, pensiamo di dover essere considerati “per bene”.
Non abbiamo ancora capito queste parole di Dio in Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (Os 6,6). Invece di glorificare il Padre per quello che è, il nostro ringraziamento troppo spesso riguarda ciò che noi siamo o, peggio, consiste nel confrontarci, in modo a noi favorevole, con gli altri. È proprio questo giudizio sprezzante nei confronti dei fratelli che Gesù rimprovera al fariseo, così come gli rimprovera il suo atteggiamento nei confronti di Dio.
Durante questa Quaresima, supplichiamo Gesù di cambiare radicalmente il nostro spirito e il nostro cuore, e di darci l’umiltà del pubblicano che invece ha scoperto l’atteggiamento e la preghiera “giusti” di fronte a Dio. Non comprenderemo mai abbastanza che il nostro amore è in stretta relazione con la nostra umiltà. La cosa migliore che possiamo fare di fronte a Dio, in qualsiasi misura ci pretendiamo santi, è di umiliarci di fronte a Dio.
Ci sono dei momenti in cui non riusciamo a rendere grazie in modo sincero; allora possiamo fare la preghiera del pubblicano, possiamo cioè approfittare della nostra miseria per avvicinarci a Gesù: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Gesù esaudisce sempre questa preghiera.
L’umiltà non ha niente a che vedere con un qualsiasi complesso di colpa o con un qualsiasi senso di inferiorità. È una disposizione d’amore; essa suppone che sappiamo già per esperienza che il nostro stato di peccatori attira l’amore misericordioso del Padre, poiché “chi si umilia sarà esaltato”. Essa suppone cioè che siamo entrati nello spirito del Magnificat.
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Antifona d'ingresso
Anima mia, benedici il Signore,
non dimenticare tanti suoi benefici:
egli perdona tutte le tue colpe. (Sal 103,2-3)
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Colletta
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Os 6,1-6
Io voglio l’amore, e non il sacrificio.
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Dal libro del profeta Osea
“Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia di autunno,
come la pioggia di primavera, che feconda la terra”.
Che dovrò fare per te, Efraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 50
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Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Tu non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel tuo amore fa’ grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l’olocausto e l’intera oblazione.
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Canto al Vangelo (Ez 18,31)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Liberatevi da tutte le vostre iniquità,
dice il Signore,
formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
Gloria e lode a te, o Cristo!
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Vangelo
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Lc 18,9-14
Il pubblicano tornò a casa sua giustificato, a differenza del fariseo.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
La giustificazione e la salvezza non sono opera nostra ma dono della misericordia infinita di Dio. Invochiamo perciò il Signore perchè, nella nostra povertà, egli ci accolga e ci riconcili. Diciamo insieme:
Signore, pietà di noi peccatori.
Perché la Chiesa proclami continuamente la misericordia di Dio che la chiama a nuova conversione, purificandola e rinnovandola con il suo amore. Preghiamo:
Perchè nessun uomo pretenda di possedere tutta la verità, ma tutti la ricerchino e la servano con umiltà. Preghiamo:
Perchè chi pensa alla religione solo come ad un insieme di pratiche esteriori, possa comprendere che il vero culto a Dio è nel coinvolgimento del cuore. Preghiamo:
Perchè la coscienza dei cristiani si opponga ai peccati collettivi delle nazioni, come la corsa agli armamenti, lo sfruttamento dei poveri, la soppressione della vita, e aiuti l'uomo a ritrovare la via della riconciliazione. Preghiamo:
Perchè il sangue di Cristo versato per molti ci faccia vivere l'esperienza di essere amati dall'infinito amore del Padre. Preghiamo:
Per chi si è rivolto a noi chiedendoci perdono.
Per chi abbiamo considerato inferiore a noi.
O Signore, che pervadi il nostro cuore con la tua potenza quando la nostra conversione è profonda e sincera, accetta la preghiera che ti rivolgiamo: fa’ che il nostro cuore non aderisca mai a ciò che impedisce l'incontro vero con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
O Dio, che ci doni la grazia
di accostarci con animo purificato ai misteri pasquali,
fa’ che celebrando i giorni della loro istituzione
ti rendiamo l’omaggio di una lode a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
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PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza
È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo...
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Antifona di comunione
Il pubblicano, stando a distanza,
si batteva il petto e diceva:
“O Dio, abbi pietà di me peccatore”. (Lc 18,13)
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Preghiera dopo la comunione
Signore, il pane del cielo
che ci doni con tanta larghezza,
susciti in noi sincera devozione
e coerenza di vita.
Per Cristo nostro Signore.
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| Eremo San Biagio (Omelia del 01-03-2008)
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Dalla Parola del giorno
Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio, più degli olocausti.
Come vivere questa Parola?
La prima lettura di oggi prosegue quello che ci dice Osea e si chiude proprio con l'appassionato desiderio di Dio nei nostri confronti. Non gli inte ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 01-03-2008)
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1) Preghiera
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Van ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 01-03-2008)
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Beati gli umili di cuore
Lettura
Il brano del Vangelo di Luca, sul quale oggi la Chiesa ci invita a meditare, è inserito in un capitolo nel quale Gesù pone l'accento, in vari modi, sull'importanza di una fede vissuta e non formale, sull'inganno della ricchezza che deriva dalla propria posizione o dal denaro (Lc 18,18 ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 01-03-2008)
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Nel cuore della preghiera
Tra i vari moventi della preghiera dobbiamo mettere tra i primi posti da una parte la consapevolezza della nostra estrema povertà e dell'altra la certezza che colui che invochiamo è in grado di soccorrerci. Tutto ciò sgorga essenzialmente dalle tre virtù teologali, che ci orientano verso Dio: la fed ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 01-03-2008)
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Nel Vangelo di oggi, Gesù ci svela il segreto perché la nostra preghiera sia vera e possa quindi diventare anche efficace.
Gesù ci parla di due uomini che appartengono a due categorie diametralmente opposte. Ci possiamo chiedere in quale dei due uomini ci identifichiamo? Il fariseo o il pubbl ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 17-03-2007)
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Gesù continua ad ammaestrare i discepoli su un altro aspetto della preghiera. Oltre la perseveranza e la fiducia "quando ci si rivolge a Dio" è necessaria l'umiltà. È facile invece che ci poniamo davanti al Signore come quel fariseo che presumeva di essere giusto e confidava solo in se stesso. La fi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 17-03-2007)
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Dalla Parola del giorno
Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Come vivere questa Parola?
In questa espressione del profeta Osea è il cuore della fede e del culto. Un aderire a Dio con tutto il proprio essere in una relazione di amore che ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 17-03-2007)
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Si batteva il petto e diceva: O Dio, abbi pietà di me peccatore
Il testo di Osea sembra definire una liturgia penitenziale comunitaria. Il popolo riconosce di essere ferito dal Signore. "Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà". Ma la mancanza di perseveranza provocherà altre disgrazie. "Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba sv ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 20-03-2004)
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Commento Luca 18,9-14
Dalla Parola del giorno
Due uomini salirono al tempio a pregare...Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri»...Il pubblicano si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».
Come vivere questa Parola?
"Io ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 29-03-2003)
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Commento Luca 18,9-14
I due personaggi della parabola, il fariseo e il pubblicano, sono due modi diversi di essere discepoli. Modi molto diversi. Il fariseo – leggete – dice il vero, tutto sommato: vive la fede con entusiasmo, pratica la giustizia, è un fedele modello, e sa di esserlo. Prega anche nel modo giusto: ringra ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 29-03-2003)
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Commento su Luca 18,9-14
In questo brano abbiamo due modelli di fede e di preghiera. Da una parte il fariseo che sta davanti al proprio io. Egli è sicuro della sua bontà, giustifica se stesso e condanna gli altri. Dall'altra il pubblicano che, sentendosi lontano da Dio e non potendo confidare in sé, si accusa e invoca il pe ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 09-03-2002)
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Dalla Parola del giorno
Il vostro amore è come la nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce. Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscen ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 01-04-2000)
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Dalla Parola del giorno
Il mio giudizio sorga come la luce: perché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Come vivere questa Parola?
La Parola è un giudizio di luce che esige chiarezza dentro di me.
La tentazione latente è quella di una re ...
(continua)
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