|
|
|
S1203 ; EA011
Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Bianco
|
|
Ripensiamo al ministero apostolico di san Francesco Saverio, per ammirare il dinamismo che lo animò sempre.
San Francesco Saverio fu mandato nelle Indie, come dire, allora nel 1542 all'estremità del mondo, dove si arrivava con viaggi lunghissimi e pieni di pericoli. Subito si diede all'evangelizzazione, ma non in un solo posto, bensì in numerose città e villaggi, viaggiando continuamente, senza temere né intemperie nè pericoli di ogni genere. E non si accontentò delle Indie, che pure erano un campo immenso di apostolato, che sarebbe bastato per parecchie vite d'uomo. Egli era spinto dall'urgenza di estendere il regno di Dio, di preparare dovunque la venuta del Signore e così, dopo appena due anni, giunge a Ceyfon e poi ancora più lontano, alle isole Molucche. Torna in India per confermare i risultati della sua evangelizzazione, per organizzare, per dare nuovo impulso all'opera dei suoi compagni, ma non vi rimane a lungo. Vuoi andare ancora più lontano, in Giappone, perché gli hanno detto che è un regno molto importante, ed egli spera che la conversione del Giappone possa influire su tutto l'Estremo Oriente. E in Giappone riprende i suoi viaggi estenuanti, estate e inverno, sotto la neve, con fatiche estreme. Torna dal Giappone, ma il suo desiderio lo spinge verso la Cina. Ed è proprio mentre tenta di penetrare in questo immenso impero che muore nell'isola di Sanchian nel 1552.
In una decina di anni ha percorso migliaia e migliaia di chilometri, malgrado le difficoltà del tempo, si è rivolto a numerosi popoli, in tutte le lingue, con mezzi di fortuna. Tutto questo rivela un dinamismo straordinario, che egli attingeva nella preghiera e nella unione con il Signore, nella unione al mistero di Dio che vuole comunicarsi.
Anche Gesù, per venire in mezzo a noi, ha superato una distanza infinita: ha lasciato il Padre, come dice il Vangelo giovanneo, per venire nel mondo. E nel suo breve ministero di tre anni ha continuato questo viaggio: si spostava continuamente, non aspettava che la gente andasse da lui, ma percorreva città e villaggi per annunciare la buona novella del regno.
E ora? Ora, se si vuole che Gesù venga, bisogna agire nello stesso modo: non aspettare che gli altri vengano da noi, ma andare noi da loro.
San Francesco Saverio ha dovuto fare viaggi enormi, è continuamente andato verso gli altri, sospinto dall'urgenza di preparare dovunque la venuta del Signore, e in questo modo ha preparato la venuta del Signore in se stesso. Dopo essersi estenuato, dopo aver speso tutte sue forze, la sua intelligenza, il suo cuore, egli riceveva il Signore a tal punto che lo supplicava di limitare un po' le grazie di cui lo inondava.
suo viso era radioso, il suo cuore fremeva, si dilatava: egli aveva seguito in pieno l'ispirazione che il Signore gli aveva dato e per questo il mistero di Cristo si rinnovava nel suo intimo. Andare agli altri, senza aspettare che siano essi a venire: ecco la missione della Chiesa, la missione di ogni cristiano, ognuno nella sua situazione concreta. Se vogliamo che il Signore venga a noi, noi dobbiamo preparare la sua venuta negli altri, dobbiamo andare da loro, corrispondendo al dinamismo della misericordia divina.
È questa la rivelazione del Nuovo Testamento, che completa quella dell'Antico: la rivelazione di una misericordia che si diffonde, sempre più lontano.
Accogliamo la rivelazione di questo dinamismo dell'amore che viene da Dio: se vogliamo ricevere Cristo in noi dobbiamo essere pronti a portarlo agli altri, seguendo questo movimento che ci porta sempre fuori di noi stessi, verso gli altri con grande amore.
E questo l'insegnamento che ci viene dalla vita di san Francesco Saverio, in modo impressionante. Per ricevere l'amore di Dio bisogna trasmetterlo, per riceverlo di più bisogna averlo dato agli altri molto fedelmente, molto generosamente. Domandiamo al Signore la grazia di corrispondere davvero al desiderio del suo cuore.
|
Antifona d'ingresso
Narrate tra i popoli la gloria del Signore,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi;
grande è il Signore e degno di ogni lode. (Sal 96,3-4)
|
|
Colletta
O Dio, che hai chiamato molti popoli dell’Oriente
alla luce del Vangelo,
con la predicazione apostolica
di san Francesco Saverio,
fa’ che ogni comunità cristiana
arda dello stesso fervore missionario,
perché su tutta la terra
la santa Chiesa si allieti di nuovi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
|
|
|
|
|
|
>
|
Prima lettura
|
|
|
Is 2,1-5
Il Signore raduna tutti i popoli nella pace eterna del suo regno.
|
|
|
|
|
Dal libro del profeta Isaia
Visione di Isaia, figlio di Amoz,
riguardo a Giuda e a Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore
sarà elevato sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli;
ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
“Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci indichi le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri”.
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e sarà arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci;
un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo,
non si eserciteranno più nell’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, vieni,
camminiamo nella luce del Signore.
Parola di Dio.
Nell’anno A (Is 4,2-6)
Ci sarà gioia per gli scampati di Israele .
Dal libro del profeta Isaia
In quel giorno
il germoglio del Signore crescerà
in onore e gloria
e il frutto della terra
sarà a magnificenza e ornamento
per gli scampati di Israele.
Chiunque sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo, cioè quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme.
Quando il Signore avrà lavato le brutture delle figlie di Sion e avrà pulito l’interno di Gerusalemme dal sangue che vi è stato versato con lo spirito di giustizia e con lo spirito dello sterminio, allora verrà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte, perché sopra ogni cosa la gloria del Signore sarà come baldacchino.
Una tenda fornirà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la pioggia.
Parola di Dio
|
|
|
|
|
|
>
|
Salmo responsoriale
|
|
|
Sal 121
|
|
|
|
|
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore”.
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!
Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: “Su di te sia pace!”.
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
|
|
|
|
|
Canto al Vangelo (Sal 79,4)
Alleluia, alleluia.
Vieni, Signore, a liberarci:
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Alleluia.
|
|
|
|
|
|
>
|
Vangelo
|
|
|
Mt 8,5-11
Molti dall'oriente e dall'occidente verranno nel regno dei cieli
|
|
|
|
|
|
|
|
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”. Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va’, ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”.
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”.
Parola del Signore
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera dei fedeli
Il Signore conosce il cuore di ogni uomo ed opera per la salvezza di tutti. Certi della sua misericordia e del suo amore, gli diciamo con fede:
Veglia sui nostri passi, Signore.
Illumina, sostieni e accompagna la tua Chiesa, o Signore, perchè possa guidare i passi dei tuoi fedeli per i sentieri che conducono a te. Preghiamo:
Illumina, o Signore, i governanti del mondo, perchè abbandonino la corsa alle armi ed usino delle risorse naturali per il progresso civile e morale dei popoli. Preghiamo:
Illumina, o Signore, gli ammalati di questa comunità ed aumenta la fede nei loro cuori, perchè non restino delusi quanti t'invocano con fiducia. Preghiamo:
Illumina, o Signore, la mente dei tuoi fedeli, perché accogliendo i germi di bontà e di fede presenti in ogni popolo, ne facciano motivo di gratitudine e di arricchimento personale. Preghiamo:
Illumina, o Signore, le famiglie cristiane, perchè vivano il loro mistero di grazia e siano testimoni del tuo amore per ogni creatura. Preghiamo:
Per quanti sono impegnati nelle forze dell'ordine.
Per quanti vivono l'obiezione di coscienza.
O Padre, accogli benigno le suppliche che ti presentiamo. La prossima venuta del tuo Figlio ci trovi vigilanti e pronti, rinnovati giorno dopo giorno dalla speranza di sedere con te alla mensa del regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera sulle offerte
Accogli i doni che ti offriamo, o Signore,
nel ricordo di san Francesco Saverio,
che peregrinò alle lontane terre dell’Oriente
sospinto dal desiderio di salvare l’umanità;
concedi anche a noi
di essere annunziatori e testimoni della fede,
per venire incontro a te
con una moltitudine di fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
Antifona di comunione
“Andate in tutto il mondo
e predicate il Vangelo:
io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine dei tempi”,
dice il Signore. (cf. Mc 16,15; Mt 28,20)
|
|
Preghiera dopo la comunione
L’Eucaristia che abbiamo celebrato, Signore,
ci comunichi la carità apostolica
di san Francesco Saverio,
perché ognuno di noi viva in modo autentico
la sua vocazione cristiana,
e ottenga il premio promesso
ai buoni operai del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
|
|
|
|
|
torna su
|
| Messa Meditazione (Omelia del 03-12-2007)
|
Domandare la salvezza per tutti
Questa prima settimana di Avvento raccoglie le domande di salvezza che molte persone rivolgono a Gesù nel Vangelo di Matteo. La prima lettura fa echeggiare la promessa che fiorisce dal libro del grande profeta Isaia: c'è una salvezza che sta per venire, anzi un salvatore, ricco di tutti i doni del S ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 03-12-2007)
|
Io verrò e lo curerò
Nel nostro cammino verso il Natale ci accompagna una dichiarazione solenne da parte del Signore, egli viene, viene tra noi ed ha un programma di salvezza per tutti i popoli, per ciascuno di noi. Egli sa di trovare ancora un'umanità malata e sofferente. Abbiamo urgente bisogno che qualcuno venga a cu ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 03-12-2007)
|
Dalla Parola del giorno
Verranno molti popoli e diranno: «Venite saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Come vivere questa Parola?
In questa immagine, il sogno di Dio, da sem ...
(continua)
|
| a cura dei Carmelitani (Omelia del 03-12-2007)
|
1) Preghiera
Il tuo aiuto, o Padre, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo tuo Figlio; quando egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera, operosi nella carità fraterna ed esultanti nella lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e viv ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 04-12-2006)
|
Le Genti accorrono alla salvezza
La salvezza viene data a chi la cerca. Il centurione cerca la guarigione del suo servo in Gesù di Nazaret di cui ha sentito parlare. Egli crede alla Parola di Gesù: "di soltanto una parola", il mio servo guarirà. La parola di Gesù è parola che salva! Facciamo certo bene far nostro il sentimento di u ...
(continua)
|
| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 04-12-2006)
|
Il Vangelo ci mostra come si vive il tempo di Avvento, ossia come si va incontro a Gesù. Il centurione diviene per noi un esempio. E' un uomo adulto non avvezzo al culto e neppure partecipe delle tradizioni di Israele; è anche occupante militare di quella regione. Queste ragioni dovrebbero impedirgl ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 04-12-2006)
|
Dalla Parola del giorno
Vieni, camminiamo nella luce del Signore.
Come vivere questa Parola?
Un invito quanto mai pertinente oggi, in un contesto in cui sembrano prevalere pesantemente le tenebre. Basta sfogliare un quotidiano o seguire un telegiornale per farsene un'idea. Viol ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 28-11-2005)
|
Io verro' e lo curero'
In una epoca come la nostra segnata dalla incertezza, l'attesa può sembrare inutile perché insopportabile la situazione odierna. Ci troviamo nel tempo dell'assenza di Dio pensando che abbia abbandonato la sua casa, gli uomini. E si l'attesa sembra inutile, la preghiera o andare a messa può essere ri ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 28-11-2005)
|
Dalla Parola del giorno
Un popolo non alzerà la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra.
Come vivere questa Parola?
In un'epoca in cui si vive con il timore di attacchi terroristici e violenze di ogni tipo, giunge quanto mai confortante que ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 29-11-2004)
|
Dalla Parola del giorno
Quando il Signore avrà lavato le brutture della figlia di Sion e avrà pulito l'interno di Gerusalemme [...], allora verrà il Signore [...] come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco di notte, perché sopra ogni cosa risplenderà la gloria del Signore. ...
(continua)
|
| don Paolo Curtaz (Omelia del 01-12-2003)
|
L'avvento, tempo dell'attesa, ci scuote, ci indica che sì, ancora possiamo aspettare, ancora possiamo sperare. Alle volte la vita ci porta ad essere stanchi, a non avere più voglia di aspettarci qualcosa di positivo, l'avvento ci richiama all'attesa del ritorno definitivo del Signore Gesù. Non siamo ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 01-12-2003)
|
Commento Matteo 8,5-11
Dalla Parola del giorno
Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, né si eserciteranno più nell'arte della guerra. (Is 2,4)
Come vivere questa Parola?
Una frase che scende come un balsamo per chi è asset ...
(continua)
|
| padre Lino Pedron (Omelia del 01-12-2003)
|
Commento su Matteo 8, 5-11
Il centurione era il comandante di una centuria, di un gruppo di cento soldati. Egli non chiede nulla per sé, ma prega Gesù per il suo servo gravemente ammalato. Gesù manifesta tutta la sua disponibilità: "Io verrò e lo curerò" (v.7). Ma il centurione dichiara di non essere degno di ricevere Gesù in ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 02-12-2002)
|
Dalla Parola del giorno
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà elevato sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti.
Come vivere questa Parola?
Questa profezia di Isaia ci apre a un Avvento da vivere come grande ATTESA d ...
(continua)
|
| don Paolo Curtaz (Omelia del 02-12-2002)
|
Commento Matteo 8,5-11
Il tempo dell'avvento che abbiamo iniziato è il tempo dell'attesa, tempo della nascita. Non siamo qui a far finta che poi Gesù nasce: Gesù di Nazareth è già nato, possiamo individuarne le tracce nella storia, ricuperarne il volto, seguire l'impronta che questo ebreo marginale ha lasciato nella civil ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 03-12-2001)
|
Dalla Parola del giorno
Verranno molti popoli e diranno: "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, per-ché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri [...]. Egli sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lanc ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 04-12-2000)
|
Dalla Parola del giorno
Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo ne ...
(continua)
|
|
|
torna su
|
|