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LITURGIA

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Mercoledì 28 Novembre 2007

Giovedì 29 Novembre 2007

Venerdì 30 Novembre 2007

Sabato 1 Dicembre 2007

Domenica 2 Dicembre 2007

Lunedì 3 Dicembre 2007

Martedì 4 Dicembre 2007

Mercoledì 5 Dicembre 2007

Giovedì 6 Dicembre 2007

  Giovedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

DO344 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

C'è un fortissimo contrasto fra la descrizione che Gesù fa degli avvenimenti ultimi, di sconvolgimento del cielo e della terra, e la sua esortazione finale: "Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina". Invece di spaventarsi, i credenti devono essere nella gioia, nell'attesa della vicina liberazione.
Questo passo del Vangelo mi fa pensare a un fatto personale.
Durante la guerra lavoravo in una polveriera per i nazisti, e il nostro campo vi era vicinissimo.
Una notte fummo svegliati dal rombo degli aerei e da enormi luci nel cielo e fuggimmo a piedi verso la campagna.
Mentre correvo sentivo i miei compagni che gridavano spaventati; io invece provavo una grande esultanza: quegli aerei erano contro i nostri nemici e preparavano la liberazione.
E pensavo proprio a questo Vangelo: "Quando cominceranno ad accadere queste cose, levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina", e l'ho capito meglio.
Così ogni tribolazione è foriera di vittoria, se in essa siamo docili alla potenza dello Spirito che tutto rinnova; così la sofferenza della morte è liberazione verso Cristo, nella vita per sempre. Pensiamo alle parole di san Paolo: "Desidero essere sciolto dal corpo, per essere con Cristo...".
Facciamo nostra questa visione cristiana, che legge gli avvenimenti alla luce della fede e della speranza.
Esternamente non cambierà nulla, ma noi saremo sempre nella pace, quella portataci da Gesù risorto.

Antifona d'ingresso
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (Sal 85,9)


Colletta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Dn 6,12-28
Dio mandò il suo angelo che ha chiuso le fauci del leone.

Dal libro del profeta Daniele
In quei giorni, uomini ostili trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio. Subito si recarono dal re (Dario) e gli dissero riguardo al suo divieto: “Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni?”. Il re rispose: “Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani”.
“Ebbene - replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, o re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere”.
Il re, all’udir queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo.
Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: “Sappi, re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto firmato dal re è irrevocabile”.
Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: “Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!”.
Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele. Quindi il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò.
La mattina dopo il re si alzò di buon’ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. Quando fu vicino, chiamò: “Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?”.
Daniele rispose: “Re, vivi per sempre. Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male”.
Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio.
Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancor giunti al fondo della fossa, che i leoni si avventarono contro di loro e ne stritolarono tutte le ossa.
Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: “Pace e prosperità. Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l’impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che dura in eterno; il suo regno è tale che non sarà mai distrutto e il suo dominio non conosce fine.
Egli salva e libera,
fa prodigi e miracoli
in cielo e in terra:
egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni”.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Salmo da Dn 3

Lode e gloria a te, Dio vivente.

Benedite, rugiada e brina, il Signore.
Benedite, gelo e freddo, il Signore.

Benedite, ghiacci e nevi, il Signore.
Benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore.
Benedite, folgori e nubi, il Signore.

Benedica la terra il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Canto al Vangelo (Lc 21,28.27)
Alleluia, alleluia.
Alzatevi e levate il capo:
vedrete il Figlio dell’uomo
venire su una nube con potenza e gloria.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 21,20-28
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i loro tempi siano compiuti.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.
Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La creazione geme nelle doglie del parto, nell'attesa che Dio crei cieli nuovi e terre nuove e la liberi da ogni schiavitù e caducità. Preghiamo dunque Dio, che ha il potere di fare nuova ogni cosa, e diciamo:
Liberaci, o Signore.

Da ogni divisione religiosa, ideologica e politica che alimenta l'antagonismo, i pregiudizi e la violenza fra i popoli. Preghiamo:
Da ogni paura che la Chiesa ha di essere rinnovata e purificata per vivere in semplicità il vangelo. Preghiamo:
Dalla durezza del cuore che si chiude alle necessità dei nostri fratelli e ai segni di Dio nella nostra vita. Preghiamo:
Dalla tristezza che impedisce di guardare con meraviglia e gratuità le opere del creato e, attraverso di esse, adorare Dio creatore. Preghiamo:
Da tutto ciò che ferisce la nostra comunità, impedendole di vivere serenamente l'amicizia con Dio e bloccando il dialogo e la fiducia fra le persone. Preghiamo:
Dall'egoismo che impedisce il nascere di nuove vite.
Dall'accidia che non considera il dolore altrui.

O Dio, principio e fine di ogni cosa, aiutaci a comprendere il tuo piano salvifico e collaboravi docilmente e generosamente, perché l'umanità vada incontro al tuo Cristo benedetto, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)

Oppure:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 29-11-2007)
Sulla distruzione di Gerusalemme
La profezia di Gesù, riportata da San Luca si riferisce ad eventi storici precisi: la distruzione del Tempio avvenuta nel 70 d.c. da parte dell'imperatore romano Tito. La concordia degli evangelisti, seppur con diverse sfumature, nel riportare queste parole di Gesù è chiaro indice che Gesù stesso av ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 29-11-2007)

Dalla Parola del giorno Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, o re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere. Come vivere questa Parola? Questo episodio sembra una favola per bambini affamati di fantasiose avventure. Quello ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 29-11-2007)

Il brano evangelico parla del destino di Gerusalemme. E a noi viene in mente l'attuale condizione di Gerusalemme, dove la comunità cristiana ha iniziato a muovere i suoi primi passi, anche se presto contrastati, come suggerisce Luca. Oggi, Gerusalemme è la città delle tre religioni: ebraismo, cristi ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 30-11-2006)

Il brano evangelico parla del destino di Gerusalemme. E a noi viene in mente l'attuale condizione di Gerusalemme, dove la comunità cristiana ha iniziato a muovere i suoi primi passi, anche se presto contrastati, come suggerisce Luca. Oggi, Gerusalemme è la città delle tre religioni: ebraismo, cristi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-11-2005)
Commento su Dan 6,14
Dalla Parola del giorno Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, o re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere. Come vivere questa Parola? Persecuzioni guerre sconvolgimenti cosmici, con il relativo corollario di angoscia ansia ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 24-11-2005)
Le potenze dei cieli, infatti, saranno sconvolte
Vi sono dei brani della Bibbia che inducono alcuni ad interpretazioni di tipo catastrofico. I tempi di oggi, così i suoi sconvolgimenti così impressionanti, possono proporci quasi come imminente la fine dei tempi in termini tragici. C'è da chiedersi se è proprio l'intento di Gesù. Possiamo noi entra ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 25-11-2004)

Dalla Parola del giorno Beati gli invitati al banchetto dell'Agnello. Come vivere questa Parola? Siamo verso l'epilogo dell'Apocalisse, quando la grande lotta tra il bene e il male è terminata con esito felice. L'autore sacro vede una folla immensa, quella dei salvati da tutte ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 27-11-2003)

La gente ascolta Gesù che predica nel grande e imponente tempi ricostruito da Erode il grande, una meraviglia che suscitava ammirazione. L'intera città era tornata allo splendore del tempo del Re Salomone eppure Gesù, guardandosi intorno, vede che questa maestosità non fermerà la violenza del potent ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 27-11-2003)

Dalla Parola del giorno Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Come vivere questa Parola? Il vangelo odierno descrive a tinte piuttosto forti la caduta di Gerusalemme e ciò che accadrà alla fine dei tempi. ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 27-11-2003)
Commento su Luca 21,20-28
In casi di assedio, la città era il luogo di difesa più sicuro. Ora no, perché Gerusalemme sarà distrutta. In quei giorni si verifica la distruzione predetta dai profeti (1Re 9,6ss; Mi 3,12; Dn 9,36). La distruzione di Gerusalemme è una vendetta dei romani, non di Dio; ma insieme rivela anche la tra ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 28-11-2002)

Dalla Parola del giorno Le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Come vivere questa Parol ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 28-11-2002)
Commento Luca 21,20-28
La terribile descrizione dell'assedio di Gerusalemme tradisce – probabilmente – l'eco di quel tragico evento che le prime comunità vivranno sulla loro pelle e che traspare nella testimonianza di Luca: l'assedio estenuante e la presa di Gerusalemme che porrà fine alla prima guerra Giudaica, siamo int ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 29-11-2001)

Dalla Parola del giorno Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Come vivere questa Parola? E' l'annuncio escatologico della venuta di Dio sulla terra, fine della storia degli uomini, preannunciata dal profeta Daniele (Dn 7,13-14). Pas ...
(continua)

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