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Martedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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DO342 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Il Libro di Daniele fu composto sotto la dominazione di Antioco, quando il popolo era ridotto a nulla, oppresso, senza speranza. Gli Ebrei ferventi approfondirono la loro fede considerando la sorte dei popoli che li avevano dominati: Medi, Persiani, Greci, colossi di potenza, scomparsi uno dopo l'altro: anche Antioco avrebbe fatto la stessa fine; ci sarebbe stata una "pietra" che, staccatasi dal monte, avrebbe frantumato la statua.
In questa pietra che "si staccò dal monte ma non per mano d'uomo", riconosciamo Cristo, nato dalla Vergine senza padre terreno, venuto a proclamare e a stabilire il suo regno con la vittoria sul male. il regno di Dio è molto diverso da quelli mortali, si presenta nell'umiltà, si stabilisce nei cuori e li trasforma senza clamore, con una potenza grandissima, ma segreta.
Ci succede spesso di desiderare un regno più visibile, ma è un sogno a cui dobbiamo rinunciare: importante è accogliere il regno in noi, nelle nostre famiglie, in ogni comunità di Chiesa. "Guardate di non lasciarvi ingannare" ci ammonisce Gesù da chi vi propone cose straordinarie e "non vi terrorizzate!". Tutto ciò che avviene è umano, il regno è una realtà eterna.
Quando ci sentiamo opprimere da "imperi" vari, esterni o interni a noi, approfondiamo la fede nel re che non potrà mai venir meno, re fortissimo davanti al quale ogni potenza di male è ridotta a nulla.
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Antifona d'ingresso
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (Sal 85,9)
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Colletta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Dn 2,31-45
Dio farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e annienterà tutti gli altri regni.
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Dal libro del profeta Daniele
In quei giorni, Daniele disse a Nabucodonosor: “Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta.
Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione.
Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. A te ha concesso il dominio sui figli dell’uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro.
Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra.
Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla.
Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.
Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro.
Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione”.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal da Dn 3
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Lode e gloria a te, Re dell’universo.
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Benedite, angeli del Signore, il Signore.
Benedite, cieli, il Signore.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore.
Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
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Canto al Vangelo (Ef 5,15-17)
Alleluia, alleluia.
Vigilate attentamente,
comportandovi da uomini saggi,
profittando del tempo presente.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 21,5-11
Non resterà pietra su pietra.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: “Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta”.
Gli domandarono: “Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”.
Rispose: “Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: ‘‘Sono io’’ e: ‘‘Il tempo è prossimo’’; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine”.
Poi disse loro: “Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo”.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Viviamo nel tempo intermedio che prepara la definitiva venuta di Cristo. Preghiamo il Signore perché ci insegni a vivere nell'attesa. Diciamo insieme:
Vieni, Signore Gesù!
I regni di questo mondo si avvicendano e passano: solo il regno di Dio resta. Signore, fà che gli uomini cerchino prima di tutto il tuo regno e la sua giustizia e sappiano relativizzare le vicende di questo mondo. Preghiamo:
La Chiesa di Cristo è il segno posto da Dio come luce e orientamento per il cammino dei popoli. O Signore, aiutala ad adempiere sempre con fedeltà e coraggio la sua missione salvifica. Preghiamo:
Spesso vediamo il consumarsi del tempo con la tristezza di chi sente avvicinarsi la propria fine. Aiutaci, o Signore, a credere che al termine di questa nostra vita ci sei tu che attendi. Preghiamo:
Il nostro mondo è ricco di speranze e promesse per il futuro, ma anche carico di minacce mortali. Fà, o Signore, che portiamo a compimento tutto il bene presente nell'umanità e vinciamo il male con il bene. Preghiamo:
La parola di Dio ci mette in guardia dai falsi profeti. Sostieni, o Signore, la nostra comunità perché non si lasci fuorviare dall'autentico spirito evangelico. Preghiamo:
Perché il Signore ci liberi da ogni idolo.
Per i testimoni di Geova del nostro quartiere.
O Dio, che nella tua potenza hai creato ogni cosa e nella tua provvidenza la conduci a compimento, accogli la nostra preghiera e aiutaci a trovare nella tua volontà la nostra pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)
Oppure:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 27-11-2007)
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I segni dei tempi
Gesù sta concludendo il suo viaggio verso Gerusalemme è il suo cammino terreno. In questo frangente così delicato e significativo, Egli ci preannuncia i segni che precorrano la Sua seconda venuta. Il racconto di San Luca è senz'altro influenzato dai terribili eventi che hanno sconvolto la Palestina ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-11-2007)
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Dalla Parola del giorno
Il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 27-11-2007)
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Con questo brano inizia il discorso di Gesù sulla fine dei tempi (viene chiamato discorso escatologico). Ma l'evangelista Luca, assieme a Matteo e a Marco, ritiene che gli "ultimi giorni" inizino già con la venuta di Gesù. Per questo non si può continuare a rimandare il momento della conversione al ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 28-11-2006)
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Molti verranno sotto il mio nome
Nel testo evangelico di oggi, Gesù, con un linguaggio apocalittico, comincia annunciando la rovina del tempio di Gerusalemme, all'interno del quale sta parlando. Nonostante la sua imponente bellezza, orgoglio di ogni israelita, sarà raso al suolo, finché non resterà pietra su pietra. Accade sempre, ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-11-2006)
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Dalla Parola del giorno
Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l'ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 28-11-2006)
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Con questo brano inizia il discorso di Gesù sulla fine dei tempi (viene chiamato discorso escatologico). E la Liturgia della Chiesa ce lo ripresenta mentre ci avviamo alla conclusione dell'anno liturgico. In verità, l'evangelista Luca, assieme a Matteo e a Marco, ritiene che gli "ultimi giorni" iniz ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2005)
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Dalla Parola del giorno
Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».
Come vivere questa Parola?
Il tempio di Ger ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 22-11-2005)
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Non resterà pietra su pietra che non venga distrutta
Lo splendore del tempio affascina i discepoli che seguono Gesù; è l'occasione opportuna per un insegnamento che riguarda proprio il valore del tempo e di tutto ciò che è destinato a finire con il tempo. Gesù ha sempre dimostrato un grande rispetto per il tempio. Sappiamo che Egli preferiva luoghi so ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 25-11-2003)
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Vero, Signore, il tempio di Gerusalemme, al solito, verrà raso al suolo. La storia è piena di genialità. Di opere d'arte, di sforzo dell'uomo a costruire luoghi che ci spingono all'altrove, e altrettanto piena di uomini e di guerre che radono al suolo ogni cosa, ogni opera d'arte. Gesù è severo nel ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-11-2003)
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Dalla Parola del giorno
Il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.
Come vivere questa Parola?
Nella prima lettura di oggi si parla di una s ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 25-11-2003)
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Commento su Luca 21, 5-11
Il tempio di Gerusalemme era considerato una delle sette meraviglie del mondo. Ed ecco che ad alcuni che ammirano e magnificano il tempio, Gesù dà una predizione di sventura: il tempio sarà distrutto. Dio non bada alla bellezza dei marmi e alla preziosità dei doni, ma vuole un popolo dalla cui vita ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 26-11-2002)
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Dalla Parola del giorno
"Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature". L'angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio.
Come vivere questa Parola? ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 26-11-2002)
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Commento Luca 21,5-11
Siamo nell'ultima settimana dell'anno liturgico, amici, invitati a fissare lo sguardo su Gesù Re dell'Universo, sul destino di salvezza che egli vuole realizzare, lasciando noi suoi figli come avamposto di questo cambiamento, come sentinelle del mattino. In un discorso piuttosto impegnativo, come fa ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-11-2001)
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Dalla Parola di oggi
Alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano.
Come vivere questa Parola?
Oggetto di discussione è il tempio, ovvero la dimora di Dio tra gli uomini. Parlare del tempio è parlare del desiderio più grande del genere uma ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-11-2000)
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Dalla Parola del giorno
Dite fra i popoli: «Il Signore regna!». [...] Si rallegrino gli alberi della foresta. Esultino davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti.
Come vivere questa Parola?
Oggi ...
(continua)
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