|
|
|
Lunedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
|
|
|
|
DO341 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
|
|
La delicatezza di Gesù che il Vangelo di oggi ci rivela deve riempirci di ammirazione e nello stesso tempo darci un grande incoraggiamento.
Certamente quella povera vedova non era orgogliosa della sua offerta e cercava piuttosto di nascondersi mentre la gettava nel tesoro del tempio: che cos'erano i suoi due spiccioli confrontati con le offerte dei ricchi? Questi sì potevano essere orgogliosi: loro davano molto! E Gesù rovescia la situazione: "In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti". il Signore non vede quello che appare, vede il cuore e sa dove si trova la vera generosità.
Questo deve incoraggiarci quando siamo nella stessa situazione. Intanto incoraggiarci ad essere umili, se abbiamo la possibilità di dare molto; non dobbiamo insuperbirci, perché tutto ci è stato dato da Dio. In secondo luogo essere umili quando possiamo dare poco, quando ci sentiamo poveri, in tutti i sensi: poveri di forza fisica, poveri di capacità in confronto agli altri. In questi casi è difficile essere generosi, perché ci si scoraggia e si è tentati di non fare neppure quel poco: per quel che vale! Il Signore ci dice che vale, che vale più di quello che fanno gli altri con tanta energia e tante capacità, se con le nostre poche possibilità facciamo tutto quello che possiamo: a lui queste offerte piacciono molto.
Se con umiltà e amore mettiamo al servizio del Signore il poco che abbiamo, facciamo una cosa grande e siamo più vicini al Signore di quando eravamo in grado di fare con gioia cose apparentemente maggiori.
Ringraziamo Gesù della luce che ci dà oggi e chiediamo per noi e per chi ci è caro questa generosità piena di umiltà e di carità divina.
|
Antifona d'ingresso
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (Sal 85,9)
|
|
Colletta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
|
|
|
|
|
|
>
|
Prima lettura
|
|
|
Dn 1,1-6.8-21
Non si trovò chi fosse pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria.
|
|
|
|
|
Dal libro del profeta Daniele
L’anno terzo del regno di Ioiakim re di Giuda, Nabucodonosor re di Babilonia marciò su Gerusalemme e la cinse d’assedio. Il Signore diede Ioiakim re di Giuda nelle sue mani, insieme con una parte degli arredi del tempio di Dio, ed egli li trasportò in Sennaar e depositò gli arredi nel tesoro del tempio del suo dio.
Il re ordinò ad Asfenaz, capo dei suoi funzionari di corte, di condurgli giovani israeliti di stirpe reale o di famiglia nobile, senza difetti, di bell’aspetto, dotati di ogni scienza, educati, intelligenti e tali da poter stare nella reggia, per essere istruiti nella scrittura e nella lingua dei Caldei.
Il re assegnò loro una razione giornaliera di vivande e di vino della sua tavola; dovevano esser educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re. Fra di loro vi erano alcuni Giudei: Daniele, Anania, Misaele e Azaria.
Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non farlo contaminare.
Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari. Però egli disse a Daniele: “Io temo che il re mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e così io mi renda colpevole davanti al re”. Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: “Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare legumi e da bere acqua, poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con noi tuoi servi come avrai constatato”. Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni; terminati questi, si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. D’allora in poi il sovrintendente fece togliere l’assegnazione delle vivande e del vino e diede loro soltanto legumi.
Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza e rese Daniele interprete di visioni e di sogni.
Terminato il tempo stabilito dal re entro il quale i giovani dovevano essergli presentati, il capo dei funzionari li portò a NabucodonosoIl re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re; in qualunque affare di sapienza e intelligenza su cui il re li interrogasse, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi e astrologi che c’erano in tutto il suo regno. Così Daniele vi rimase fino al primo anno del re Ciro.
Parola di Dio
|
|
|
|
|
|
>
|
Salmo responsoriale
|
|
|
Salmo da Dn 3
|
|
|
|
|
A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
|
|
|
|
|
Canto al Vangelo (2Cor 9,6.7)
Alleluia, alleluia.
Chi semina con larghezza,
con larghezza raccoglierà
Dio ama chi dona con gioia.
Alleluia.
|
|
|
|
|
|
>
|
Vangelo
|
|
|
Lc 21,1-4
Vide una vedova povera che gettava due spiccioli.
|
|
|
|
|
|
|
|
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre era nel tempio, Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.
Vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.
Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”.
Parola del Signore
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera dei fedeli
Consapevoli che Dio non ha bisogno dei nostri doni, ma chiede piuttosto l'offerta del nostro cuore, rivolgiamogli le nostre preghiere, dicendo insieme:
Ascoltaci, o Signore.
Perché gli uomini, sazi dei beni di questo mondo, non chiudano il loro cuore a Dio, accontentandosi di dargli un culto puramente esteriore. Preghiamo:
Perché i poveri si trovino a loro agio nella Chiesa, accolti e venerati come i semplici del vangelo. Preghiamo:
Perché in questa nostra società consumistica, i cristiani siano esempio di sobrietà nell'uso del denaro e dei beni della terra. Preghiamo:
Perché coloro che vivono ammassati alle periferie delle città, trovino nelle istituzioni civili e religiose i luoghi per il recupero della loro dignità e per l'espressione della loro personalità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità impari a donare sempre con gioia e disinteresse, attuando già al proprio interno l'uguaglianza tra fratelli. Preghiamo:
Perché ogni uomo si senta pienamente accettato e amato da Dio.
Per tutti i benefattori della Chiesa e del mondo.
O Dio, Padre di bontà, ogni nostro desiderio è davanti a te. Rendici trasparenti e puri, perché amando la verità, possiamo vivere con cuore libero da ogni inganno e finzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)
Oppure:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)
|
|
Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
|
|
|
|
|
torna su
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 26-11-2007)
|
Dalla Parola del giorno
Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti.
Come vivere questa Parola?
Il libro di Daniele (Primo Testamento) è stato scritto per comunicare speranza in tempo di persecuzione. Gli Israel ...
(continua)
|
| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 26-11-2007)
|
Gesù, ancora nel tempio, ha appena messo in guardia dal comportamento degli scribi che vantano preghiere ma opprimono le vedove. Mentre sta parlando osserva alcuni ricchi che fanno la loro cospicua offerta. Giunge una povera vedova che getta nella cassetta appena due spiccioli. Il gesto e la somma d ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 27-11-2006)
|
La vedova e i suoi due spiccioli
Il luogo del tesoro dove si depositavano le offerte per il Tempio era collocato nell'atrio delle donne. Il denaro che vi si gettava era espressione della riconoscenza verso il Signore per i tanti suoi benefici, e rientrava in quella decima che era per ogni pio israelita, un soave legame con il Signo ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 27-11-2006)
|
Dalla Parola del giorno
Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo.
Come vivere questa P ...
(continua)
|
| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 27-11-2006)
|
Gesù, ancora nel tempio, ha appena messo in guardia dal comportamento degli scribi che vantano preghiere ma opprimono le vedove. Mentre sta parlando osserva alcuni ricchi che fanno la loro cospicua offerta. Giunge una povera vedova che getta nella cassetta appena due spiccioli. Il gesto e la somma d ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 21-11-2005)
|
Dalla Parola del giorno
Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: "In verità vi dico: questa vedova povera, ha messo più di tutti".
Come vivere questa Parola?
Luca, in ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2004)
|
Dalla Parola del giorno
Questa vedova nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere.
Come vivere questa Parola?
Gesù entra nel tempio, nel sacrario del nostro cuore, là dove nascono i desideri e prendono corpo le scelte. Non gli sfuggono i gesti quasi furtivi del pove ...
(continua)
|
| don Paolo Curtaz (Omelia del 24-11-2003)
|
La vedova offre a Dio il necessario che ha per vivere, non il superfluo. La fede di questa donna, fede popolare, semplice, fede che si traduce nel gesto all'apparenza insignificante, è colto dal signore Gesù come il più bel dono al tesoro del Tempio. Donare è difficile, donare bene quasi impossibile ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 24-11-2003)
|
Dalla Parola del giorno
Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non farlo contaminare.
Come vivere questa Parola?
Daniele, un nobile giovane israelita deportato a Babilonia, viene r ...
(continua)
|
| padre Lino Pedron (Omelia del 24-11-2003)
|
Commento su Luca 21, 1-4
Questa povera vedova ci dà la lezione fondamentale del vangelo: nelle due monete che getta nel tesoro del tempio rende a Dio ciò che è di Dio, cioè tutta la sua vita.
Nel giudizio di Gesù la povera vedova ha dato più dei ricchi, perché ha dato tutto ciò che possedeva. Ella affida a Dio la propria ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 25-11-2002)
|
Dalla Parola del giorno
Essi cantavano un canto nuovo [...]. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i redenti della terra. Essi seguono l'Agnello dovunque va.
Come vivere questa Parola?
L'intera visione della lettura odierna è ricca e suggestiva. Da un punto di vista ...
(continua)
|
| don Paolo Curtaz (Omelia del 25-11-2002)
|
Commento Luca 21,1-4
La vedova offre a Dio il necessario che ha per vivere, non il superfluo. Così, in quest'ultima settimana dell'anno liturgico, in attesa del ritorno del Signore Gesù nella gloria, siamo invitati a dare tutto nella nostra vita, siamo chiamati ad evitare un atteggiamento minimalista, di rinuncia, di vi ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 26-11-2001)
|
Commento su Dn 1,12-13
Dalla Parola del giorno
Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare legumi e da bere acqua, poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re.
Come vivere questa Parola?
Ecco il prezzo per seguire Dio: mangi ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 27-11-2000)
|
Dalla Parola del giorno
La voce che udii era come quella di suonatori d'arpa. [...] Essi cantavano un canto nuovo.
Come vivere questa Parola?
La pericope, tratta dall'Apocalisse, presenta Cristo, Agnello immolato e risorto, circondato da una folla di centoquarantaquattromila ch ...
(continua)
|
|
|
torna su
|
|