LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Santi Andrea Dung-Lac e compagni

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso
S1124 ; DO336

Nella regione del Tonchino, Annam e Cocincina – ora Vietnam – ad opera di intrepidi missionari, risuonò per la prima volta nel sec. XVI la parola del Vangelo. Il martirio fecondò la semina apostolica in questo lembo dell’Oriente. Dal 1625 al 1886, salvo rari periodi di quiete, infuriò una violenza persecuzione con la quale gli imperatori e i mandarini misero in atto ogni genere di astuzie e di perfidie per stroncare la tenera piantagione della Chiesa. Il totale delle vittime, nel corso di tre secoli, ammonta a circa 130.000. La crudeltà dei carnefici, non piegò l’invitta costanza dei confessori della fede: decapitati, crocifissi, strangolati, segati, squartati, sottoposti a inenarrabili torture nel carcere e nelle miniere fecero rifulgere la gloria del Signore, «che rivela nei deboli la sua potenza e dona agli inermi la forza del martirio» (M.R., prefazio dei martiri). Giovanni Paolo II, la domenica 19 giugno 1988, accomunò nell’aureola dei santi una schiera di 117 martiri di varia nazionalità, condizione sociale ed ecclesiale: sacerdoti, seminaristi, catechisti, semplici laici fra cui una mamma e diversi padri di famiglia, soldati, contadini, artigiani, pescatori. Un nome viene segnalato: Andrea Dung-Lac, presbitero, martirizzato nel 1839 e beatificato nel 1900 anno giubilare della redenzione da Leone XIII. Il 24 novembre è il giorno del martirio di alcuni di questi santi.

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Antifona d'ingresso
Non ci sia per noi altra gloria
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.
La parola della croce
per noi che siamo stati salvati
è potenza di Dio. (Gal 6,14; 1 Cor 1,1)


Colletta
O Dio, origine e fonte di ogni paternità,
che hai reso fedeli alla croce del tuo Figlio
fino all'effusione del sangue,
i santi Andrea Dung-Lac e compagni martiri,
per la loro comune intercessione
fa' che diventiamo missionari e testimoni
del tuo amore fra gli uomini,
per chiamarci ad essere tuoi figli.
Per il nostro Signore ...

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Prima lettura

1Mac 6,1-13
Per i mali che ho commesso a Gerusalemme, muoio nella più profonda tristezza.

Dal primo libro dei Maccabèi

In quei giorni, mentre il re Antioco percorreva le regioni settentrionali, sentì che c’era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza, argento e oro; che c’era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d’oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro, figlio di Filippo, il re macèdone che aveva regnato per primo sui Greci. Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città, che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette ritirarsi con grande tristezza e tornare a Babilonia.
Venne poi un messaggero in Persia ad annunziargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda. Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti, ma era stato messo in fuga dai nemici, i quali si erano rinforzati con armi e truppe e ingenti spoglie, tolte alle truppe che avevano sconfitto, e inoltre avevano demolito l’abominio da lui innalzato sull’altare a Gerusalemme, avevano cinto d’alte mura, come prima, il santuario e Bet-Sur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste notizie, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo quanto aveva desiderato. Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire.
Chiamò tutti i suoi amici e disse loro: «Se ne va il sonno dai miei occhi e l’animo è oppresso dai dispiaceri. Ho detto in cuor mio: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto, io che ero così fortunato e benvoluto sul mio trono! Ora mi ricordo dei mali che ho commesso a Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d’oro e d’argento che vi si trovavano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione. Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali; ed ecco, muoio nella più profonda tristezza in paese straniero».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 9

Esulterò, Signore, per la tua salvezza.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo.

Mentre i miei nemici tornano indietro,
davanti a te inciampano e scompaiono.
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede.
Perché il misero non sarà mai dimenticato,
la speranza dei poveri non sarà mai delusa.

Canto al Vangelo (2 Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 20,27-40
Dio non è dei morti, ma dei viventi.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nella certezza che, se saremo fedeli, risorgeremo da morte per una beatitudine perenne, rivolgiamo al Padre la nostra fiduciosa invocazione, dicendo:
Signore, aumenta la nostra speranza.

Concedi, o Signore, il tuo timore ai potenti di questo mondo, perché amino il popolo loro affidato e lo governino con spirito di servizio e non di sopraffazione. Preghiamo:
Ricordati, Signore, dei nostri cari defunti che, a causa della loro umana debolezza, non godono ancora della totale gioia dell'unione con te. Preghiamo:
O Signore, Dio della vita e della luce, non nasconderci il tuo volto e guida i nostri passi quando siamo immersi nelle tenebre e nell'ombra della morte. Preghiamo:
O Signore, Dio di ogni vivente, concedi ai poveri, agli anziani e agli emarginati di accettare con coraggio e dignità la loro situazione di sofferenza per una sicura beatitudine nei cieli. Preghiamo:
O Signore, fonte di ogni santità, aiuta la nostra comunità a vivere e a celebrare l'eucaristia come l'evento della morte e della risurrezione del tuo Cristo, nella gioiosa attesa della sua venuta. Preghiamo:
Per le vedove e i vedovi della nostra comunità.
Per coloro che hanno scelto il celibato per il regno di Dio.

O Dio onnipotente, che ami la vita e nulla disprezzi di quanto hai creato, soccorrici nei momenti in cui siamo preda dell'inerzia, dello smarrimento e della sfiducia, perché viviamo nell'attesa dell'incontro con il Cristo benedetto, che vive e regna con te per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, o Padre, i doni che ti presentiamo
nel ricordo della passione dei santi martiri vietnamiti;
dona anche a noi fra le avversità del mondo
la grazia di una fortezza intrepida
e trasformaci in offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perchè di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,10)


Preghiera dopo la comunione
Signore Dio nostro,``che nella celebrazione dei santi martiri Andrea e compagni
ci hai nutriti dell'unico pane eucaristico,
concedi di perseverare unanimi nella tua carità
per ottenere il premio eterno
riservato a quanti soffrono per la fede.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-11-2014)
Dicono che non c'è risurrezione
La risurrezione, nella sua duplice modalità o essenza di vita e di morte eterna, di luce e di tenebra, di gloria e di disonore, è rivelazione già acquisita nel popolo di Dio. Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli, g ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-11-2014)
Commento su Lc 20, 36
"(...) non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio". Lc 20, 36 Come vivere questa Parola? Scommetto che questa asserzione lucida e forte del Signore Gesù, quanti si vantano di seguire certe linee di pensiero nichilista, non l'h ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 23-11-2013)
Dipendenza
Tutti vivono per lui Si sente parlare tantissimo di tossicodipendenza e di alcolismo, si prendono le distanze da questa dipendenza, la stigmatizziamo, così come critichiamo la dipendenza dal gioco da altri mali che affliggono la nostra società. Siamo talmente impauriti di cadere in trappola in un ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23-11-2013)
La Madre del Signore
Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apòcrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della Bibbia, ci narra della nascita di Maria Santissima da Gioacchino ed Anna a Gerusalemme, in ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23-11-2013)
Commento su Luca 20, 38
Dio non è dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui Lc 20, 38 Come vivere questa Parola? Di fronte a Gesù, i Sadducei, che negano la risurrezione e richiamano la legge secondo cui la vedova doveva sposare il fratello del marito defunto, presentano (con una certo sarcasmo!) il caso ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23-11-2013)
Poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio
Pensare il mondo di lassù come un prolungamento del mondo di quaggiù è grande stoltezza. San Paolo ci rivela che neanche possiamo immaginare ciò che è il Cielo. Se bisogna vantarsi - ma non conviene - verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24-11-2012)
Commento su Luca 20,27-40
Ci sono persone che passano il tempo a confermare le proprie opinioni, anche a costo di sfiorare il ridicolo. Persone schierate, paladini assoluti della verità (la loro), che guardano con sufficienza gli altri e che si identificano con le proprie idee... Come i sadducei di oggi, l'aristocrazia di Ge ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 24-11-2012)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui
Quante persone oggi, ora mentre tu leggi, sono immerse nella sofferenza. Non come modo di dire, ma stanno vivendo una vita piena di dolori, sconfitte, mancanza di lavoro, di affetto, con malformazioni fisiche, sotto le bombe di una guerra, vittima di abusi dei propri genitori. Quanti stanno male, qu ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 24-11-2012)
Commento su Apocalisse 11,11-12
Dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi... Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: «Salite quassù»... Ap 11,11-12 Come vivere questa Parola? Certamente le immagini apocalittiche dell'esperienza del veggente raccontate in ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24-11-2012)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
Gesù è saggio, infinitamente intelligente. Nessuno mai lo potrà contraddire, mettere in difficoltà. I sadducei non credono nei Libri Deuterocanonici, nei quali è largamente affermata la risurrezione dell'ultimo giorno. Se Gesù avesse risposto, facendo appello o al Libro della Sapienza o al Secondo L ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2011)
Commento su Luca 20,38
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui. Lc 20,38 Come vivere questa Parola? Con questa solare affermazione Gesù chiude la bocca ai Sadducei: una setta ebraica che negava la resurrezione dei morti. L'obiezione era stata posta da loro, che ritenevano per legge che la vedov ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2011)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
I sadducei sono gente strana. Hanno una fede assai lacunosa, quasi vana. Credono tutto ciò che passa al vaglio della loro mente contorta. Quanto è oltre di essa, viene rifiutato, negato, non confessato. Soprattutto pensano di poter stabilire le cose del Cielo partendo da quelle della terra. Ciò che ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2010)
E non osavano più rivolgergli alcuna domanda
I sadducei vivevano una fede assai strana. La loro era una fede bloccata al passato. Non si erano inseriti nella novità di Dio che sempre viene per rivelare in pienezza il suo mistero. Era una fede ancorata solo ad alcuni principi di verità. Mancava a questa fede la successiva illuminazione di Dio s ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2010)

Dalla Parola del giorno Infatti, non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, perché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Come vivere questa Parola? Gesù non entra in polemica con i sadducei, che non credevano nella risurrezione dei morti e di solito se ne facevano bef ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 20-11-2010)
Ragionare con Dio
RAGIONARE SULLE REALTA' DI DIO CON IL PENSIERO UMANO? Non è possibile. O meglio, si può fare, ma non vale a nulla, non ha valore di fronte a Dio. Perché ragionare sulle realtà di Dio è considerare Dio come morto. Dobbiamo ragionare delle cose di Dio con lo spirito di Dio vivente, e qui. L ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2009)

Il Dio di Gesù è Dio dei vivi, non dei morti, il Dio che ama la vita e suscita la vita in chi lo ama e lo segue. I sadducei, aristocratici e conservatori guardavano con sospetto a tutto ciò che non derivasse direttamente dalla Legge di Mosé, perciò erano aspramente contrari alla fede nella resurrezi ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 21-11-2009)
Ragionando sulle cose di Dio
RAGIONARE SULLE COSE DI DIO CON LA MENTALITA' DEL MONDO PORTA A FAR PERDERE ALLE COSE IL SENSO DELLA VITA IN NOI Parlare del mondo della Resurrezione oltre la morte seguendo la mentalità della morte non è altro che produrre in quelle cose della vita che stanno oltre l'incapacità ad essere applic ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-11-2009)
Beato il grembo che ti ha portato!
Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apocrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della sacra Bibbia, ci narra della nascita di Maria Santissima da Gioacchino ed Anna a Gerusalem ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 21-11-2009)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 20,27-40 In quel tempo, si avvicinarono ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22-11-2008)

Succede anche a me di incontrare alcune persone che passano il tempo a spaccare il capello in quattro, anche nella fede. Forse fa parte dell'atteggiamento (povero) fondamentale dell'uomo quello di complicarsi la vita, quando non è sufficientemente complicata. Lo strano caso della vedova ammazza-mari ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 22-11-2008)
La vita oltre la vita
Anche quella porzione di umanità che non è stata raggiunta e illuminata dalla rivelazione, in modi diversi, sin dal principio, ha cercato di intuire e di credere ad una vita diversa dopo la morte. Alcuni parlano di trasmigrazioni di anime, altri di un nirvana come luogo di appagamento di tutti i des ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-11-2008)
Commento a Lc 20,38
Dalla Paola del giorno ?Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui? Come vivere questa Parola? Gesù proclama questa parola di vita rispondendo al quesito (notevolmente tinto d?ironia!) posto dai Sadducei. C?erano sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senz ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 22-11-2008)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 20,27-40 In quel tempo, si avvicinarono ...
(continua)
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