LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Presentazione della Beata Vergine Maria

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
S1121 ; DO333

Oggi contempliamo una bambina che si dà completamente al Signore.
La Chiesa ha capito che l'atteggiamento di Maria all'annunciazione non era una improvvisazione e che nella sua anima l'offerta andava preparandosi da tempo, si era già progressivamente realizzata. E commovente vedere una bambina attirata dalla santità di Dio, che vuoi darsi a Dio, una bambina che capisce che l'opera di Dio è importante, che bisogna mettersi al servizio di Dio, ciascuno con le proprie capacità, aprirsi a Dio; una bambina che capisce che non si può compiere l'opera di Dio senza essere santificati da lui, senza essere consacrati da lui, perché non è possibile neppure conoscere la volontà di Dio, se il peso della carne ci chiude gli occhi.
Maria realizzava quello che san Paolo più tardi proporrà come ideale dei cristiani: offrire se stessi:
"Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio... Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio" (cfr. Rm 12,12).
Cerchiamo allora di comprendere più profondamente le condizioni dell'offerta. Lo facciamo tenendo presente il canto del Magnificat, perché è chiaro che nessun Vangelo può corrispondere esattamente alla festa di oggi, che non è riportata in nessuna pagina della Bibbia: l'offerta di Maria bambina non è un avvenimento che abbia attirato l'attenzione e sia stato registrato. Scegliere il Magnificat non è un anacronismo, perché esso esprime i sentimenti che si sono formati nell'anima di Maria ben prima del giorno della visitazione, sentimenti di fondo che sono proprio la base della sua offerta:
già della sua offerta di bambina, poi della sua offerta all'annunciazione e infine della sua offerta sul Calvario. Tutto parla del riconoscimento dei doni di Dio. Prima dell'offerta c'è sempre il dono di Dio e il riconoscimento di questo dono. "Ha guardato l'umiltà (la povertà, l'insignificanza) della sua serva... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente... Di generazione in generazione si stende la sua misericordia": è proprio la scoperta dell'amore di Dio che fa pensare all'offerta, è la riconoscenza che suscita il bisogno di offrire. L'offerta, ripeto, è sempre una risposta al dono che ci è stato fatto:
Dio ci previene con il suo amore e noi diamo a lui ciò che egli ci ha dato. San Paolo lo dice nello stesso capitolo della lettera ai Romani: "Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno di noi" e la nostra offerta non può che consistere nei doni che abbiamo ricevuto, che noi riconosciamo come doni gratuiti, che non ci erano dovuti e attraverso i quali noi vediamo l'amore del Signore.
E proprio per questa ragione, riconoscendo il suo amore, noi li mettiamo a sua disposizione, come offerta riconoscente.
D'altra parte l'offerta ha anche l'aspetto di una preghiera di domanda, ed è buona cosa rendercene conto. Offrire a Dio è sempre domandargli di trasformare i doni che portiamo a lui, di santificarli. Lui solo li può santificare, lui solo può consacrare; noi possiamo "presentare", proprio come dice la festa di oggi: "Presentazione di Maria al Tempio".
San Paolo non dice diversamente. Egli ci esorta a offrire i nostri corpi, a presentarli in offerta, ma la trasformazione è Dio che la opera e presentando noi gli domandiamo di rendere perfetto quello che gli offriamo e che per quanto ci riguarda è sovente pieno di imperfezioni.
Gli domandiamo di trasformare le povere realtà terrestri che gli presentiamo, questi doni umani che vengono dalla sua creazione, che hanno bisogno di essere trasformati per servire alla comunione con lui.
E, dato che la nostra offerta è in fondo sempre una preghiera di domanda, possiamo offrire tutto, anche quello che ci sembra completamente inutilizzabile nella nostra vita: i fardelli che ci pesano, che sentiamo come un ostacolo, le difficoltà, le sofferenze che in un certo senso sono assurde. Cristo crocifisso ci insegna che possiamo presentare a Dio tutto, perché tutto sia trasformato e che proprio le cose che sembrano più inutilizzabili sono state trasformate nel modo più meraviglioso. Niente era più inutilizzabile di una croce, patibolo dei malfattori, e tuttavia è sulla croce che si è realizzata la trasformazione capitale, che ha creato una nuova terra e ha fatto sì che l'amore di Dio riempisse tutte le cose.

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Antifona d'ingresso
Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re,
che governa il cielo e la terra nei secoli, in eterno.


Colletta
Guarda, Signore, il tuo popolo
riunito nel ricordo delle beata Vergine Maria;
fa’ che per sua intercessione
partecipi alla pienezza della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

2Mac 7,1.20-31
Il Creatore dell’universo vi restituirà di nuovo il respiro e la vita.

Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi».
Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l’avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l’avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo.
Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia».
Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 16

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla agli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,11-28
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:
Dio della vita, ascoltaci.

Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:
Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:
Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:
Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:
Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.

O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Ci soccorra, O Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio,
che nascendo dalla Vergine
non diminuì ma consacrò l'integrità della Madre;
ci liberi da ogni colpa e ti renda gradito il nostro sacrificio
la mediazione di Cristo Signore
che vive e regna nei secoli dei secoli.


Antifona di comunione
Te beata, o Vergine Maria,
che hai portato in grembo il Figlio dell'eterno Padre.


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti dei tuoi sacramenti,
in questa celebrazione in onore della beata Vergine Maria,
fa' che sul suo esempio collaboriamo fedelmente
al mistero della redenzione. Per Cristo …


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2014)
Commento su Sal 150,1-2
"Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nel suo maestoso firmamento. Lodatelo per le sue imprese, lodatelo per la sua immensa grandezza" Sal 150,1-2 Come vivere questa Parola? L' "immensa grandezza" di Dio in questo momento proprio non la vedo. Perfino su questa zona montuosa dove abito oggi la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2014)
Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi
Oggi l'uomo si è incamminato su una via di tenebra e non di luce, di morte e non di vita, di falsità e non di verità, di ingiustizia e non di giustizia. Si è incamminato sulla via che abolisce ogni verità oggettiva, sia della natura che della storia, sia del tempo che dell'eternità, sia della ragion ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-11-2013)
Non vogliamo che costui regni su di noi
La parabola che leggiamo nel vangelo di oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano monete d'oro, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l'unico talento ricevuto, è sbagli ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 20-11-2013)
Mettiamo a frutto le nostre capacità
Bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città Ormai c'è in tanti l'idea che rubare un pochino non è cosa cattiva, d'altra parte lo fanno tutti, d'altra parte quello ha tanto e non si accorge nemmeno se prendo una cosa. Rubare è rubare, sia che si pren ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2013)
Commento su Luca 19, 13
Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Lc 19, 13 Come vivere questa Parola? Gesù, con questa parabola, ci insegna che Dio elargisce sia i suoi doni ad ogni persona umana sia la libertà di metterli a frutto: per essere fed ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2013)
Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!
La parola dell'uomo è l'uomo stesso. Ognuno è la sua parola. Anche in questo l'uomo è ad immagine di Dio. In Dio parola ed essenza coincidono. Mai Dio potrà dire una parola che non sia purissima verità, carità, giustizia, santità. Anche l'uomo avrà sempre una parola secondo la sua natura. La parola ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2013)
Commento su Lc 19, 13
Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Lc 19, 13 Come vivere questa Parola? Gesù, con questa parabola, ci insegna che Dio elargisce sia i suoi doni ad ogni persona umana sia la libertà di metterli a frutto: per essere fed ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2012)
Commento su Luca 19,11-28
Siamo chiamati a lavorare sodo, a impegnarci per la diffusione del Regno, a mettere la missione al centro delle nostre scelte. Le monete d'oro ricevute vanno investite per la crescita del Vangelo: se seppelliamo i nostri talenti sotto terra saremo duramente rimproverati. Così è la logica di Dio: o l ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-11-2012)
Commento su Apocalisse 4,11
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create. Ap 4,11 Come vivere questa Parola? Con questo breve e solenne inno di lode al Dio intronizzato si chiude la prima parte della d ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 21-11-2012)
Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine
E' sotto gli occhi di tutti che quando nasciamo abbiamo delle potenzialità e delle capacità, chi più chi meno, chi un ambito e chi in un altro. La vita per chi non ha Fede, il Signore per chi crede, ci dona un credito, ci firma un foglio in bianco nel quale siamo noi a dover scrivere la nostra stori ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-11-2012)
Fatele fruttare fino al mio ritorno
Il ritorno del Signore è duplice: il giorno della nostra morte e quello della fine del mondo, quando saranno fatti i cieli nuovi e la terra nuova. Fino a quel giorno e per tutti i giorni della nostra vita o della permanenza su questa terra i talenti ricevuti dovranno essere messi a frutti. Chi vigil ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-11-2011)
Commento su Luca 19,12-14
Disse dunque: "Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazio ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-11-2011)
Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi
Nell'uomo peccatore che supera i limiti del peccato, il male gli cambia la natura e da natura che cerca Dio, perché ha sete di Lui, si trasforma in natura che si oppone a Dio, che lo avversa, lo contrasta, combattendolo e opponendosi al diritto di sottomissione che per creazione il nostro Dio gode s ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2010)
Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!
La parola dell'uomo è la sua condanna o la sua giustificazione; è la sua salvezza o la sua perdizione; il suo bene o il suo male; la sua luce o la sua tenebra eterna. Dio vuole che ogni suo dono venga da noi messo a frutto. I suoi doni sono molteplici. Tutto è dono di Dio: la vita, la salute, l'inte ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-11-2010)
Impiegatele fino al mio ritorno
Non è difficile ravvisare in questo uomo di nobile stirpe che parte per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi tornare, lo stesso Cristo. Domenica prossima, a conclusione dell'anno liturgico, celebreremo Cristo, Re dell'universo! La parabola delle mine o monete (nella nuova traduzione ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 17-11-2010)
Regno minato
REGNO MINATO E' IL REGNO DI DIO PIENO DI MINE CHE IL SIGNORE AFFIDA A CIASCUNO. MINE CHE SE FATE FRUTTARE PORTANO VITA, ALTRIMENTI DIVENTANO UN ARSENALE DI MORTE CONTRO DI ME Il Regno è dunque minato. Ogni dono ricevuto, se ben trafficato, ottiene a noi la vita piena, la gioia. Ogni dono nas ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-11-2009)

Il Signore affida alla sua Chiesa, fragile e peccatrice, il compito di renderlo presente nel mondo. Il tempo che viviamo è il tempo della Chiesa, tempo fra le due venute di Cristo, tempo dell'annuncio ad ogni uomo, di costruzione del Regno di Dio là dove viviamo. E, in questo percorso, il Signore ci ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 18-11-2009)
L'attuazione del Regno
IL REGNO SI ATTUA NEL MOMENTO IN CUI FACCIO FRUTTARE LE REALTA' CHE MI SONO STATE AFFIDATE PERCHE' IO LO ESPRIMA -------------------------------------------------------------------------------------------------------- * Il momento dell'espressione del Regno e della sua manifestazione avviene quand ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 18-11-2009)

Dalla Parola del giorno "Era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro". Come vivere questa Parola? Nel vangelo di oggi sentiamo la premura di Gesù di far capire ai discepoli che il suo regno non è di questo mondo e che egli do ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-11-2009)
I talenti: oltre i calcoli umani
Siamo i depositari dei beni di Dio. Egli ci ha colmato di doni, primo fra tutti quello prezioso della libertà. «Grandi cose ha fatto il Signore per noi!», esclamavano, colmi di riconoscenza, gli antichi cantori. I talenti o le mine di cui parla il vangelo di oggi, questo ci ricorda e ci ammonisce ch ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 18-11-2009)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28 In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2008)

Riprendiamo, in forma leggermente diversa, la parabola dei talenti letta qualche giorno fa. Ma la lezione è la stessa: un invito ai discepoli a far fruttare le proprie qualità. Troppe volte mi sento dire dalle persone «Non valgo a niente». È un paradosso, ma in eguale misura, nella mia vita di prete ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-11-2008)
Non vogliamo che costui regni su di noi
La parabola che leggiamo oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano mine, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l?unico talento ricevuto, è sbagliato e peccaminoso nasco ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2008)
Commento a Lc 19,12
Dalla Parola del giorno Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Come vivere questa Parola? Come non vedere, dietro l?immagine, la persona divina del Verbo incarnato, risorto e asceso al cielo da dove tornerà, come promesso? Allora il Re ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 19-11-2008)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28 In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
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