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CHIESA

      

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LITURGIA

> 19 Novembre 2007 <

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Lunedì 19 Novembre 2007

Martedì 20 Novembre 2007

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Giovedì 22 Novembre 2007

Venerdì 23 Novembre 2007

Sabato 24 Novembre 2007

Domenica 25 Novembre 2007

Lunedì 26 Novembre 2007

  Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

DO331 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Il Vangelo di oggi è un insegnamento sulla preghiera. Il cieco fa un'intensa e insistente preghiera di domanda:
"Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me! ' e poi ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!"".
Una volta esaudito, la sua diventa preghiera di lode, che si allarga a tutto il popolo: "Cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio".
La preghiera di domanda ha due condizioni, e tutte e due compaiono nel racconto evangelico. La prima condizione è essere consapevoli di aver bisogno del Signore. U cieco ha questa consapevolezza, ma piuttosto confusa: lui sa di aver bisogno della vista e grida forte, e non è possibile farlo tacere, perché ha coscienza della sua miseria, della sua condizione che non è normale e vuole a tutti i costi uscirne.
La seconda condizione è la fiducia: senza di essa non ci sarebbe preghiera, ma soltanto scoraggiamento e disperazione. Se invece, nella nostra miseria, si accende la fiducia, possiamo pregare; per questo Gesù ha detto: "La tua fede ti ha salvato". La consapevolezza della propria miseria si è accompagnata alla fede nella potenza e nella misericordia del Signore: il cieco ha pregato, ha gridato, è stato esaudito e ha potuto alla fine lodare Dio.
Consapevolezza e fiducia, dunque, una consapevolezza che non deve essere motivo di tristezza: è la premessa per una preghiera autentica, perché ci fa ricorrere a Dio con un grido più sincero per essere guariti. Non dobbiamo rinchiuderci nella nostra miseria; piuttosto dire a Dio: "Signore, tu vedi come sono misero e bisognoso di te: io credo che tu, nella tua bontà, hai pietà di me e mi guarisci. Io lo credo, o Signore!". Allora la nostra preghiera sarà esaudita e potremo dare lode a Dio e alla sua infinita misericordia.

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64
Sopra il popolo si scatenò un'ira grande.

Dal primo libro dei Maccabei
In quei giorni, uscì dai successori di Alessandro il Macedone una radice perversa, Antioco Epifane, figlio del re Antioco che era stato ostaggio a Roma, e assunse il regno nell’anno centotrentasette del dominio dei Greci.
In quei giorni sorsero anche da Israele figli empi che persuasero molti dicendo: “Andiamo e facciamo lega con le nazioni che ci stanno attorno, perché da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali”.
Parve ottimo ai loro occhi questo ragionamento; alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà di introdurre le istituzioni dei pagani.
Essi costruirono una palestra in Gerusalemme secondo le usanze dei pagani e cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza; si unirono alle nazioni pagane e si vendettero per fare il male
Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo regno, che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli consentirono a fare secondo gli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato.
Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Casleu il re innalzò sull’altare un idolo. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi immondi e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza; e per questo appunto morirono. Sopra Israele fu così scatenato il furore.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 118

Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi
che abbandonano la tua legge.
I lacci degli empi mi hanno avvinto,
ma non ho dimenticato la tua legge.

Salvami dall’oppressione dell’uomo
e obbedirò ai tuoi precetti.
A tradimento mi assediano i miei persecutori,
sono lontani dalla tua legge.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo,
perché non custodiscono la tua parola.
Vedi che io amo i tuoi precetti,
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 18,35-43
Che vuoi che io faccia per te? Signore, che io riabbia la vista.


+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: “Passa Gesù il Nazareno!”.
Allora incominciò a gridare: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”.
Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: “Che vuoi che io faccia per te?”.
Egli rispose: “Signore, che io riabbia la vista”.
E Gesù gli disse: “Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato”.
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo è venuto per dare inizio al regno messianico: nel suo nome i malati guariscono, i morti risorgano e la salvezza viene annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono, invochiamo il Signore come il cieco di Gerico, dicendo:
Figlio di Davide, abbi pietà di noi!

Per i nemici di Cristo e della sua Chiesa: aprano gli occhi alla luce della verità attraverso una riflessione pacata e disponibile al cambiamento. Preghiamo:
Per coloro che sono lontani dalla fede o vivono nell'indifferenza religiosa: l’esempio dei cristiani li accompagni nella strada che conduce a Cristo. Preghiamo:
Per coloro che sono provati dalla malattia: sostenuti dalla nostra solidarietà, trovino la forza di accettare le sofferenze, certi che Gesù ha vinto il dolore e la morte. Preghiamo:
Per tutti coloro che sono nati ciechi: nell'incapacità di vedere le cose del mondo esteriore, vedano e vivano le ricchezze e le profondità del loro mondo interiore. Preghiamo:
Per la nostra comunità cristiana: rinnovi ogni giorno le promesse del battesimo, per essere sale della terra e luce del mondo. Preghiamo:
Perché i cristiani non siano di ostacolo al regno di Dio.
Per tutti coloro che vivono agli angoli delle strade.

Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a te, accogli la preghiera che ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo tuo Figlio, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-11-2007)
La fede, luce che salva
Gli apostoli stentano a credere al loro maestro; specialmente quando egli parla di passione e di morte sembra che le loro orecchie siano ermeticamente chiuse a quelle parole: evidentemente la loro fede è ancora debole, ancora non si sono aperti alla luce divina. Il cieco, mendicante lungo la strada, ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-11-2007)

Dalla Parola del giorno Quando gli fu vicino gli domandò: " Che vuoi che io faccia per te?" Come vivere questa Parola? Leggendo attentamente il brano del Vangelo di Luca si percepisce che Gesù, attraverso i suoi miracoli, non solo guarisce le persone, ma vuole comunic ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-11-2007)

Gesù sta per giungere al termine del suo viaggio. È ormai vicino a Gerico, l'ultima città prima di Gerusalemme. Sulla strada vi è un cieco che chiede l'elemosina. Costui, sentendo molto rumore, domanda cosa stia accadendo. Gli "annunciano" che sta passando Gesù di Nazarethh. Quell'uomo ha necessità ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2006)

Dalla Parola del giorno Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di un tempo. Come vivere questa Parola? La chiesa di Efeso è stata riconosciuta per la sua costanza, le sue opere e la fatica affrontata nel passato. Nonostante questo, c'è il rimprovero perché ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 20-11-2006)

Gesù sta per giungere al termine del suo viaggio. È ormai vicino a Gerico, l'ultima città prima di Gerusalemme. Sulla strada vi è un cieco che chiede l'elemosina. Costui, sentendo molto rumore, domanda cosa stia accadendo. Gli "annunciano" che sta passando Gesù di Nazarethh. Quell'uomo ha necessità ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-10-2006)
Che cosa vuoi che io ti faccia? Signore, che io veda
Gesù sta per terminare il cammino verso la città santa dove il suo destino di profeta giungerà a compimento: "tutto ciò che fu detto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà". Ma "i dodici non compresero nulla di tutto questo". Sono ciechi e hanno bisogno della luce della fede per vincere ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 14-11-2005)
Gesu', figlio di Davide, abbi pieta' di me!
Nei Vangeli, veniamo a conoscenza di tante persone desiderano avvicinarsi a Gesù. Vogliono conoscerlo, Gli chiedono diverse grazie; in genere c'è un grave problema che li urge. Nostro Signore, in così tante occasioni, in tanti modi diversi, dimostra lo stesso amore; vuole rafforzare e, in qualche mo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-11-2005)

Dalla Parola del giorno Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Come vivere questa Parola? "Un cieco era seduto a mendicare lungo la strada": ecco il fotogramma di un'esistenza spezzata, ridotta ai mar-gini, tagliata fuori. Chi non v ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-11-2004)

Dalla Parola del giorno «Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: "Passa Gesù il Nazareno!". Allora incominciò a gridare: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!"». Come ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 17-11-2003)

"Passa Gesù Nazareno": all'umanità cieca siamo chiamati, noi che abbiamo trovato in Lui, il Nazareno, la luce del cuore, ad annunciare questa straordinaria buona notizia. Passa Gesù Nazareno, quando meno te lo aspetti, quando proprio non ci pensi, quando pensi che il buio sia la tua condizione norma ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2003)

Dalla Parola del giorno Un cieco cominciò a gridare: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!"... Gesù ordinò che glielo conducessero e quando gli fu vicino, gli domandò:"Che vuoi che io faccia per te?". Egli rispose: "Signore, che io riabbia la vista". Come vivere questa Parola? ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-11-2003)
Commento su Luca 18, 35-43
Anche questo episodio del vangelo ci riguarda personalmente. In questo cieco viene rappresentata tutta l'umanità. La nostra cecità è la non conoscenza di Dio congiunta con la presunzione di vederci (cfr Gv 9,41; Ap 3,17). Il Messia è stato annunciato dai profeti come colui che ridà la vista ai ciech ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-11-2002)

Dalla Parola del giorno Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di un tempo. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Come vivere questa Parola? In quest'ultim ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 18-11-2002)
Commento Luca 18,35-43
"Passa Gesù Nazareno": qualcuno ce lo ha detto, una volta nella vita, qualcuno ci ha testimoniato che il Maestro, a noi sconosciuto, ci passava accanto. Questo è il compito dei discepoli: dire ai tanti che mendicano luce che passa l'origine stessa della luce, il Figlio di Dio unigenito, dire ai frat ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-11-2001)

Dalla Parola del giorno Incominciò a gridare: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore [...]». Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista. La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. Come vivere questa Parola A prop ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2000)

Dalla Parola del giorno Un cieco (...) incominciò a gridare: "Gesù, figlio di David, abbi pietà di me (...)". Gesù gli domandò: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". Egli rispose: "Signore, che io riabbia la vista" (...). E prese a seguirlo lodando Dio. Come vivere questa Parola?< ...
(continua)

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