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LITURGIA

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Martedì 20 Novembre 2007

Mercoledì 21 Novembre 2007

Giovedì 22 Novembre 2007

Venerdì 23 Novembre 2007

  Venerdì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

DO325 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Al tempo di Gesù i Giudei avevano un grande desiderio del regno di Dio, ne aspettavano con ansia la rivelazione. il Signore stesso fu più volte interrogato sull'avvento del regno, sul "giorno del Figlio dell'uomo", che doveva portare a compimento il disegno della giustizia divina, ed egli non indicò mai una data, ma esortò sempre a tenersi pronti. Le parole di Gesù non sono chiare e si è potuto anche pensare che egli volesse riferirsi all'assedio e alla caduta di Gerusalemme. Gesù però non voleva fare profezie straordinarie; voleva farci capire la necessità di essere sempre pronti a ricevere Dio nella nostra vita, negli avvenimenti ordinari come in quelli straordinari. Bisogna sempre essere preparati alla venuta del Signore, che spesso giunge all'improvviso. Chi non lo aspetta è preso alla sprovvista: "Come avvenne al tempo di Noè, come avvenne al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano", ma senza aspettare Dio. E quando egli viene non trova l'anima pronta. Perché la venuta del Signore non riguarda solo avvenimenti che coinvolgono tutto un popolo e che spesso accadono inaspettatamente; anche nella nostra vita l'incontro con Dio avviene in modi imprevisti. La morte, perfino per i malati gravi, arriva improvvisa. La si aspetta un giorno dopo l'altro, e arriva quando non ci si pensa più: c'è un miglioramento, le cose si mettono bene... e improvvisamente giunge la morte.
Dobbiamo dunque essere pronti. Come? Essere pronti non significa cambiare occupazione; si tratta di un'attitudine interiore. Il modo con cui noi svolgiamo le nostre normali occupazioni è il modo in cui attendiamo o non attendiamo il Signore.
Se tutto ciò che facciamo lo facciamo con lui, lo aspettiamo; se viviamo nell'osservanza dei suoi comandamenti e nel suo amore, il suo arrivo non ci stupirà e saremo contenti che egli ci chiami ad essere con lui per sempre.
Nella vita di san Luigi Gonzaga si racconta che mentre stava giocando con altri tre ragazzi qualcuno domandò loro: "Che cosa fareste, se vi dicessero che tra due minuti morirete?". Tutti cercarono una buona risposta, ad esempio: "Andrei in cappella a pregare per prepararmi alla morte". E si dice che san Luigi rispose: "Io continuerei a giocare!". Il suo gioco era quello che Dio voleva da lui in quel momento; la sua gioia era quella che l'amore di Dio gli mandava: che cosa avrebbe potuto fare di meglio, se non quello che piaceva al Signore per quel momento?
È una buona lezione per noi.

Antifona d'ingresso
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)


Colletta
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Sap 13,1-9
Se tanto poterono sapere da scrutare l’universo, come mai non ne hanno potuto trovare il Creatore?

Dal libro della Sapienza
Stolti per natura erano tutti gli uomini
che vivevano nell’ignoranza di Dio,
e dai beni visibili non riconobbero colui che è,
non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere.
Ma o il fuoco o il vento o l’aria sottile
o la volta stellata o l’acqua impetuosa
o le luci del cielo
considerarono come dei, reggitori del mondo.
Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dei,
pensino quanto è superiore il loro Signore,
perché li ha creati lo stesso autore della bellezza.
Se sono colpiti dalla loro potenza e attività,
pensino da ciò quanto è più potente
colui che li ha formati.
Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature
per analogia si conosce l’autore.
Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,
perché essi forse s’ingannano
nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo.
Occupandosi delle sue opere, compiono indagini,
ma si lasciano sedurre dall’apparenza,
perché le cose vedute sono tanto belle.
Neppure costoro però sono scusabili,
perché se tanto poterono sapere da scrutare l’universo,
come mai non ne hanno trovato più presto il Creatore?

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 18

La bellezza del creato narra la gloria di Dio.

I cieli narrano la gloria di Dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.

Canto al Vangelo (Lc 21,28.27)
Alleluia, alleluia.
Alzatevi e levate il capo:
vedrete il Figlio dell’uomo
venire su una nube con potenza e gloria.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 17,26-37
Viene il giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l’avrà perduta la salverà.
Vi dico: in quella notte due si troveranno in un solo letto; l’uno verrà preso e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo, l’una verrà presa e l’altra lasciata”.
Allora i discepoli gli chiesero: “Dove, Signore?”. Ed egli disse loro: “Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Riconoscenti per i doni fin qui ricevuti, manifestiamo al Padre le difficoltà della nostra giornata, nella certezza ch'egli vuole venire incontro a tutti i suoi figli. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Perché arrivi il giorno in cui non ci saranno più cattolici, ortodossi e protestanti, ma solo cristiani pieni di speranza e carità. Preghiamo:
Perché sappiamo essere attenti al passaggio del Signore, pronti a cogliere ogni sua parola e ispirazione. Preghiamo:
Perché riusciamo a utilizzare bene la salute e l'intelligenza, e a gestirle con santità nel tempo che ancora ci resta. Preghiamo:
Perché la bellezza del creato, la sapienza della natura e la bontà dei cristiani aiuti il mondo a trovare Dio. Preghiamo:
Perché la nostra comunità diventi luce per chi non crede e famiglia di chi non ha casa. Preghiamo:
Per i fidanzati.
Per le vocazioni religiose e sacerdotali.

Padre santissimo, noi vorremmo camminare sempre nella via dei comandamenti, nella legge dell'amore. Tu, che conosci la nostra debolezza, sostienici con la tua grazia, fino alla venuta di Gesù Cristo nostro Signore, quando ti loderemo nei secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre,
alle offerte della tua Chiesa,
e fa’ che partecipiamo con fede
alla passione gloriosa del tuo Figlio,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2)

Oppure:
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzaqre il pane. (Lc 24,35)


Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre;
la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questi sacramenti,
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

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a cura dei Carmelitani     (Omelia del 14-11-2008)

1) Preghiera Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-11-2007)

Dalla Parola del giorno Alzatevi e levate il capo; vedrete il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria. Come vivere questa Parola? La lettura di questo discorso di Gesù ai suoi contemporanei (ai farisei e ai discepoli) fa rimanere perplessi, non si capisce bene ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-11-2007)
Dove, Signore?
È un linguaggio apocalittico quello che ci propone oggi la liturgia della Parola nel brano di Vangelo di Luca. Realtà umane ed escatologiche s'intrecciano. Sul nostro mondo sta per essere irrorato l'amore misericordioso del Padre, con l'immolazione del Figlio suo Gesù Cristo. Egli dice che sarà un f ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 16-11-2007)

I farisei chiedono quando verrà il regno di Dio. Una domanda analoga la fecero anche i discepoli a Gesù. Essi si aspettavano un regno simile a quelli dei potenti della terra. E non si erano accorti che il regno era già in mezzo a loro con Gesù stesso. Egli iniziava il nuovo regno di Dio, annunciando ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2006)

Dalla Parola del giorno Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l'avrà perduta la salverà. Come vivere questa Parola? Gesù continua a parlare a noi con parole che sembrano rasentare l'assurdo; invece esprimono la sapienza di Dio. Questo brano è inserito ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-11-2006)
Nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà
Continuando il tema iniziato ieri, Gesù parla del "giorno del Figlio dell'uomo" ossia della sua ultima venuta. Il testo evangelico di oggi ne sottolinea il giudizio, la cui caratteristica è la sorpresa delle cose inaspettate. Il mistero del male sarà all'opera anche in quel giorno. Nonostante l'oper ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 17-11-2006)

I farisei chiedono quando verrà il regno di Dio. Una domanda analoga la fecero anche i discepoli a Gesù. Essi si aspettavano un regno simile a quelli dei potenti della terra. E non si erano accorti che il regno era già in mezzo a loro con Gesù stesso. Egli iniziava il nuovo regno di Dio, annunciando ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-11-2005)
Commento a Lc 17,33
Dalla Parola del giorno "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà". (Lc 17,33) Come vivere questa Parola? "Mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano...": Gesù biasima la noncuranza incosciente degli uomini superfic ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-11-2005)
Nel giorno in cui il figlio dell'uomo si rivelerà
Il mistero del tempo per lo stolto è inconsistente come il nulla: non ci bada. Non è capace di speranza, di protendersi verso qualcosa di più grande: "mangiamo e beviamo, perché domani moriremo (1Cor15,32)". Ma il volto della speranza Cristiana non è astruso: è scritto nella trama stessa dell'oggi. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-11-2004)

Dalla Parola del giorno Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà. Come vivere questa Parola? Internet ci ha abituati ad avere risposte immediate, ma pare abbia sviluppato una curiosa fobia dell'attesa: non sappiamo più aspettare e non s ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 14-11-2003)

Il mese di novembre è l'ultimo dell'anno liturgico e nelle prossime settimane ascolteremo una serie di vangeli che ci richiamano agli ultimi tempi. Noi crediamo che il Signore tornerà nella gloria, nella pienezza dei tempi, a dire il vero poco lo aspettiamo e diamo quasi come scontato il fatto che s ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 14-11-2003)
Commento su Luca 17, 26-37
Il giorno del Figlio dell'uomo, presentato come una folgore nel brano precedente, ora è paragonato al diluvio (vv.26-27). L'indifferenza e la corruzione nelle quali furono sorpresi e colpiti i contemporanei di Noè servono a far comprendere la disattenzione con cui gli uomini pensano e attendono la s ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-11-2002)
Commento su 2Gv 3
Dalla Parola del giorno Grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, figlio del Padre, nella verità e nell'amore. Come vivere questa Parola? Questa pericope fa parte della seconda lettera di Giovanni dove lo scrittore-"aquila" tra t ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 15-11-2002)
Commento Luca 17,26-37
"Un manager teneva un master sulla gestione del tempo ad un gruppo di responsabili aziendali. In una scatola quadrata trasparente mise dodici palline da tennis e chiese: "La scatola è piena?" – "Sí!" risposero gli allievi. Aprì la scatola e versò della ghiaia che si insinuò tra le palline. "E ora?". ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-11-2001)

Dalla Parola del giorno Stolti [...] vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero Colui che è [...].Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l'Autore. Come vivere questa Parola? "Colui che è"! Si tratta del nome di Dio più ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2000)

Dalla Parola del giorno Alzatevi e levate il capo: vedrete il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria. Come vivere questa Parola? Alcuni, leggendo il Vangelo odierno, hanno pensato che Gesù alludesse all'assedio e alla caduta di Gerusalemme. In realtà il ...
(continua)

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