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CHIESA

      

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LITURGIA

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Giovedì 15 Novembre 2007

Venerdì 16 Novembre 2007

Sabato 17 Novembre 2007

  San Leone Magno

S1110 ; DO316
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

La domanda che Gesù ha posto ai suoi discepoli, la pone continuamente anche a noi, per impegnarci a contemplarlo più profondamente, ad approfondire il suo mistero: "Voi chi dite che io sia?".
San Leone Magno, divenuto papa nel V secolo, affermò con fede luminosa la divinità di Cristo e la sua umanità: Cristo, Figlio del Dio vivente e figlio di Maria, uomo come noi. Non ha accettato, per esprimerci così, che si abbreviasse il mistero, né in una direzione né nell'altra, e il Concilio di Calcedonia ha cercato una formula che preserva tutta la rivelazione. Dio si è rivelato a noi nel Figlio, e il Figlio è un uomo che è vissuto in mezzo a noi, ha sofferto, è morto, è risorto.
"Dio dice la lettera agli Ebrei aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti". E parlando per mezzo dei profeti Dio aveva fatto desiderare la sua presenza: "Se tu squarciassi i cieli e scendessi!" esclamava Isaia. E Dio è disceso, si è reso presente nel Figlio: "A noi Dio ha parlato per mezzo del Figlio".
Chi è questo Figlio? È l'inizio e la fine, l'alfa e l'omega, l'erede di tutto, colui che realizza tutte le promesse di Dio, colui per mezzo del quale Dio aveva creato l'universo. L'autore della lettera agli Ebrei nella sua contemplazione si sforza di precisare la relazione del Figlio con il Padre e ha delle espressioni forti: il Figlio è "irradiazione della gloria del Padre", espressione del suo essere. La parola dice la loro unione intima: tra la luce e l'irradiamento della luce non è possibile alcuna separazione; e tuttavia il termine scelto dice che il Figlio non si confonde con il Padre: è Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero.
L'autore aggiunge poi un'espressione più concreta: "Impronta della sua sostanza". La persona del Figlio riproduce esattamente la natura del Padre in tutta la sua profondità. Partecipa della sua potenza, poiché èlui che "sostiene tutto con la potenza della sua parola", che è la parola divina, che ha creato il mondo e lo regge. Dio è talmente potente che basta la sua parola per creare e mantenere nell'esistenza. Non ha bisogno di agitarsi come gli uomini: Dio nella sua infinita pace sostiene tutto con la sua parola; e il Figlio partecipa a questa attività del Padre.
Ecco dunque la dimensione divina della persona di Cristo, il Figlio del Dio vivente, Sorgente incessante di vita eterna. Cristo, il Figlio, partecipa in pienezza di questa vita del Padre.
Ma la rivelazione di Cristo non è solo rivelazione del Figlio di Dio nella sua preesistenza; è anche la rivelazione del Dio con noi, diventato uno di noi. L'immagine del Dio invisibile si presenta a noi nei tratti di un uomo, umile, misconosciuto, e non soltanto nel suo volto, ma in tutta la sua vita e in particolare nelle sue sofferenze e nella sua morte. Alla domanda di Mosè: "Mostrami la tua gloria! ", Dio risponde mostrando a noi Cristo nella sua passione. Ecco come si rivela il Figlio del Dio vivente. La santa Sindone di Torino non ci rivela soltanto il Viso, ma tutto il corpo di Gesù, con le tracce delle atroci sofferenze che egli ha sopportato. E è rivelatore il contrasto tra questo corpo martoriato in ogni punto e il volto che è rimasto pieno di serenità e di maestà: un volto che non si è incupito nella ribellione, aggrottato nella collera, ma è rimasto sereno nella unione con il Padre, con la certezza della vittoria, un volto che rivela sofferenze dominate dall'amore, trasformate dall'amore.
"Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente", rivelato da questo amore per il quale sei venuto a condividere le sofferenze dei più disgraziati fra gli uomini, e anche dei più criminali, e hai trasformato le tue sofferenze in offerta che riporta tutti gli uomini nella comunione con Dio.
Quando vogliamo contemplare Dio, è questa la strada che ci è tracciata: la contemplazione di una rivelazione vivente, radicata nel nostro destino di uomini: Gesù, Figlio del Dio vivente e Figlio di Maria, immagine eterna del Padre e nostro fratello, che ha sofferto con noi, ha sofferto per noi e ci ha aperto la via dell'intimità divina.

Antifona d'ingresso
Il Signore ha stabilito con lui un’alleanza di pace;
lo ha fatto principe del suo popolo
e lo ha costituito suo sacerdote per sempre. (cf. Sir 45,24)


Colletta
O Dio, che non permetti alle potenze del male
di prevalere contro la tua Chiesa,
fondata sulla roccia di Pietro,
per l’intercessione del papa san Leone Magno
fa’ che resti salda nella tua verità
e proceda sicura nella pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Rm 16,3-9.16.22-27
Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù; per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa, e ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili; salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa.
Salutate il mio caro Epeneto, primizia dell’Asia per Cristo. Salutate Maria, che ha faticato molto per voi. Salutate Andronico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia; sono degli apostoli insigni che erano in Cristo già prima di me. Salutate Ampliato, mio diletto nel Signore. Salutate Urbano, nostro collaboratore in Cristo, e il mio caro Stachi. Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo. Vi salutano tutte le Chiese di Cristo.
Vi saluto nel Signore anch’io, Terzo, che ho scritto la lettera. Vi saluta Gaio, che ospita me e tutta la comunità. Vi salutano Erasto, tesoriere della città, e il fratello Quarto.
A colui che ha il potere di confermarvi
secondo il vangelo che io annunzio
e il messaggio di Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni,
ma rivelato ora e annunziato
mediante le scritture profetiche,
per ordine dell’eterno Dio, a tutte le genti
perché obbediscano alla fede,
a Dio che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 144

Gloria a te, Signore, che vivi nei secoli.

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome, Signore,
in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.

Una generazione narra all’altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Canto al Vangelo (Lc 6,13; Gv 12,26)
Alleluia, alleluia.
Non potete servire a due padroni, dice il Signore;
dove sono io, là sarà anche il mio servo
e il Padre mio lo onorerà.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 16,9-15
Se non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Procuratevi amici con la iniqua ricchezza, perché quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.
Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona”.
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. Egli disse: “Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parola di Dio è come spada a doppio taglio che penetra nelle pieghe più nascoste delle nostre infermità. Chiediamo al Padre d'essere forti e vigilanti di fronte al male che ci distoglie da lui. Diciamo insieme:
Convertici, Signore.

Quando siamo tentati di seguire noi stessi più che la tua parola. Preghiamo:
Quando ci sentiamo a posto perché non facciamo del male a nessuno. Preghiamo:
Quando ci pesa la fedeltà ai piccoli doveri quotidiani. Preghiamo:
Quando salviamo il mondo a parole più che con i fatti. Preghiamo:
Quando la nostra condizione sociale, la cultura e le qualità che ci ha dato, ci servono per guardare gli altri dall'alto. Preghiamo:
Quando, per realizzare noi stessi, calpestiamo la giustizia, l'amicizia, la verità. Preghiamo:
Quando ti riduciamo a un Dio domenicale, riservando la settimana agli idoli del denaro, della carriera e del nostro egoismo. Preghiamo:

Padre amatissimo, tu vuoi che il peccatore si converta, abbia la vita e l'abbia in abbondanza. Con la potenza del tuo Spirito, guarisci le nostre esistenze, santifica i nostri cuori. Non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del tuo perdono a tutti garantito in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
le offerte del nostro servizio sacerdotale
e fa’ risplendere sulla santa Chiesa la tua luce,
perché in ogni parte della terra
il gregge progredisca sulla via del bene
e, docili alla tua guida,
i pastori siano graditi al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)


Preghiera dopo la comunione
Guarda con paterna bontà, Signore,
la tua Chiesa,
che hai nutrito alla mensa dei santi misteri,
e guidala con mano potente,
perché cresca nella perfetta libertà
e custodisca l’integrità della fede.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 08-11-2008)
Commento su Fil 4,7
Dalla Parola del giorno Non è il vostro dono che io ricerco, ma il frutto che ridonda a vostro vantaggio. Come vivere questa Parola? La pericope propostaci dalla liturgia odierna si apre con un’esplosione di gioia. Ne è stato occasione il delicato intervento dei Filippesi che s ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-11-2008)
Non è possibile servire a due padroni
Quando un padre smette amare i propri figli, diventa per loro padrone, e despota e figli diventano, di conseguenza, sudditi e schiavi. Non mancano nelle vicende umane storie di questo genere. Non solo gli uomini hanno il potere di soggiogare i propri simili, ma le cose del mondo e il denaro in modo ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 08-11-2008)

1) Preghiera Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 16 ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 10-11-2007)
Non è possibile servire a due padroni
Quando un padre smette l'amore per i propri figli, diventa per loro padrone, e despota e figli diventano, di conseguenza, sudditi e schiavi. Non mancano nelle vicende umane storie di questo genere. Non solo gli uomini hanno il potere di soggiogare i propri simili, ma le cose del mondo e il denaro in ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 10-11-2007)

Gesù contrappone all'amministratore infedele il discepolo fedele: se il primo traffica con "ricchezze ingiuste", il discepolo è chiamato ad amministrare i beni veri, le ricchezze vere, che sono quelle che riguardano Dio. Queste ricchezze vanno custodite con attenzione e con cura scrupolosa. Tuttavia ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-11-2007)

Dalla Parola del giorno Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo. Vi salutano tutte le chiese di Cristo. Come vivere questa Parola? Ha sapore di famiglia, e soprattutto di agape, questa lunga serie di saluti personali, in cui le persone sono chiamate ciascuna con il prop ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-11-2006)

Dalla Parola del giorno Il mio Dio colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù. Come vivere questa Parola? Paolo ha appena espresso la sua umanissima gioia perché si è percepito amato dai cristiani di Filippi che lo hanno soccorso in un ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-11-2006)
Le ricchezze: l'ingiusta e la vera
La vera interpretazione della parabola dell'amministratore disonesto si legge oggi. Gesù esorta "a procurarsi amici con la disonesta ricchezza, perché quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne". Se quell'amministratore ha cercato di assicurarsi un avvenire tranquillo, procurandosi ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 11-11-2006)

Gesù contrappone all'amministratore infedele il discepolo fedele: se il primo traffica con "ricchezze ingiuste", il discepolo è chiamato ad amministrare i beni veri, le ricchezze vere, che sono quelle che riguardano Dio. Queste ricchezze vanno custodite con attenzione e con cura scrupolosa. Tuttavia ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-11-2005)
Commento Lc 16,12
Dalla Parola del giorno Se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? (Lc 16,12) Come vivere questa Parola? Il vangelo odierno esordisce con un invito: "Fatevi amici con la disonesta ricchezza". Ovviamente non si intende avallare l'uso di "coprire" ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-11-2005)
Non è possibile servire a due padroni
Quando un padre smette l'amore per i propri figli, diventa per loro padrone, e despota e figli diventano, di conseguenza, sudditi e schiavi. Non mancano nelle vicende umane storie di questo genere. Non solo gli uomini hanno il potere di soggiogare i propri simili, ma le cose del mondo e il denaro in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-11-2004)

Dalla Parola del giorno Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro; oppure si affezionerà a uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e mammona. Come vivere questa Parola? Questa drastica affermazione di Gesù è posta dopo la parabola del fat ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 08-11-2003)

Non possiamo servire a Dio e a mammona, non possiamo vivere liberi per amare Dio se il nostro cuore è inchiodato alle preoccupazioni di questo mondo. Vero, direi che Gesù ha ragione. Attenti, però, il rapporto fra fede è denaro è sempre stato ambiguo e ha oscillato tra la simonia e il pauperismo. Ge ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-11-2003)

Dalla Parola del giorno Procuratevi amici con la disonesta ricchezza perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Come vivere questa Parola? Anzitutto un chiarimento: perché Gesù definisce "disonesta" la ricchezza? Ho conosciuto tante persone anche ricc ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 08-11-2003)
Commento su Luca 16, 9-15
Il brano precedente ha parlato dell'amministrazione dei beni materiali. Ma non ci sono solo i beni materiali; ci sono altre ricchezze, altri beni, quelli dello spirito, che richiedono maggiore diligenza, coerenza e lealtà. Le ricchezze terrene non sono il dono supremo che Dio ci affida. Anzi, sono i ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-11-2002)

Dalla Parola del giorno Ho imparato ad essere povero e ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà forza. Come vivere questa Parola? In queste parole è un po' il ritratto spiri ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-11-2001)

Dalla Parola del giorno Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio. Come vivere questa Parola? Queste forti espressioni Gesù le dice ai farisei" che erano attaccati al denaro", dic ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-11-2000)

Dalla Parola del giorno Ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà forza. Come vivere questa Parola? Risplende in questa pericope la ...
(continua)

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