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DOMENICA
DELLE PALME (ANNO C)
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50251 - CPALM
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Colore liturgico: Rosso
Festeggiamo oggi
l'entrata messianica di Gesù a Gerusalemme; in
ricordo del suo trionfo, benediciamo le palme e leggiamo il
racconto della sua passione e della sua morte. È il
profeta Isaia con il suo terzo cantico sul servo sofferente
di Iahvè che ci prepara ad ascoltare questo passo del
Vangelo.
La sofferenza fa parte della missione del servo. Essa fa
anche parte della nostra missione di cristiani. Non
può esistere un servo coerente di Gesù se non
con il suo fardello, come ci ricorda il salmo di oggi.
Ma nella sofferenza risiede la vittoria. "Egli
spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo,
umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla
morte, e alla morte di croce". E, come il suono trionfale di
una fanfara, risuonano le parole che richiamano l'antico
inno cristiano sulla kenosi citato da san Paolo: "Per questo
Dio l'ha esaltato al di sopra di tutto". L'intera gloria del
servo di Iahvè è nello spogliarsi
completamente, nell'abbassarsi, nel servire come uno
schiavo, fino alla morte. La parola essenziale è:
"Per questo". L'elevazione divina di Cristo è nel suo
abbassarsi, nel suo servire, nella sua solidarietà
con noi, in particolare con i più deboli e i
più provati.
Poiché la divinità è l'amore. E l'amore
si è manifestato con più forza proprio sulla
croce, sulla croce dalla quale è scaturito il grido
di fiducia filiale nel Padre.
"Dopo queste parole egli rese lo spirito", e noi ci
inginocchiamo - secondo la liturgia della messa - e ci
immergiamo nella preghiera o nella meditazione. Questo
istante di silenzio totale è essenziale,
indispensabile a ciascuno di noi. Che cosa dirò al
Crocifisso? A me stesso? Al Padre?
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Commemorazione dell'ingresso di
Gesù in Gerusalemme
ANTIFONA
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)
Il sacerdote saluta
il popolo con queste parole:
La grazia del Signore nostro
Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
Quindi rivolge al
popolo una breve esortazione, per
illustrare il significato del rito e per
invitarlo a una partecipazione attiva e
consapevole:
Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è
preludio alla Pasqua del Signore, alla
quale ci stiamo preparando con la
penitenza e con le opere di carità
fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare
compimento al mistero della sua morte e
risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il
nostro Salvatore nel suo ingresso nella
città santa, e chiediamo la grazia
di seguirlo fino alla croce, per essere
partecipi della sua risurrezione.
Dopo questa
esortazione, il sacerdote dice a mani
giunte una delle orazioni
seguenti:
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di
ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del
cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in
te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.
E senza nulla dire,
asperge i rami con l'acqua
benedetta.
Segue la
proclamazione del Vangelo dell'ingresso
del Signore.
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Vangelo
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Lc 19,28-40
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore
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+ Dal Vangelo
secondo Luca
In quel tempo, Gesù proseguì avanti
agli altri salendo verso Gerusalemme. Quando fu
vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto
degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo:
Andate nel villaggio di fronte; entrando,
troverete un puledro legato, sul quale nessuno
è mai salito; scioglietelo e portatelo qui.
E se qualcuno vi chiederà: Perché lo
sciogliete?, direte così: il Signore ne ha
bisogno.
Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva
detto. Mentre scioglievano il puledro, i
proprietari dissero loro: Perché
sciogliete il puledro?. Essi risposero:
Il Signore ne ha bisogno.
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i
loro mantelli sul puledro, vi fecero salire
Gesù. Via via che egli avanzava, stendevano
i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla
discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la
folla dei discepoli, esultando cominciò a
lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che
avevano veduto, dicendo: Benedetto colui che
viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!.
Alcuni farisei tra la folla gli dissero:
Maestro, rimprovera i tuoi discepoli.
Ma egli rispose: Vi dico che, se questi
taceranno, grideranno le pietre.
Parola del Signore
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Dopo il Vangelo si
può fare, secondo le circostanze,
una breve omelia. Per dare l'avvio alla
processione, il celebrante, o un altro
ministro, può fare un'esortazione
con queste parole:
Imitiamo, fratelli carissimi, le folle
di Gerusalemme, che acclamavano
Gesù, Re e Signore, e avviamoci in
pace.
Ha quindi inizio la
processione verso la chiesa, nella quale
si celebra la Messa. Durante la
processione, il coro e il popolo eseguono
i canti adatti alla
celebrazione.
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro
Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di
croce,
fa che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua
passione,
per partecipare alla gloria della
risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...
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Prima lettura
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Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli
sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto
del Servo del Signore)
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Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato
una lingua da iniziati,
perché io sappia indirizzare allo
sfiduciato
una parola.
Ogni mattina fa attento il mio
orecchio
perché io ascolti come gli
iniziati.
Il Signore Dio mi ha aperto
lorecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il dorso ai
flagellatori,
la guancia a coloro che mi strappavano la
barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto confuso,
per questo rendo la mia faccia dura come
pietra,
sapendo di non restare deluso.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 21
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Mio Dio, mio Dio, perché mi
hai abbandonato?
Mi scherniscono quelli che mi
vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
Si è affidato al Signore, lui
lo scampi;
lo liberi, se è suo
amico.
Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei
piedi,
posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.
Annunzierò il tuo nome ai miei
fratelli,
ti loderò in mezzo
allassemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele.
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Seconda lettura
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Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio
lha esaltato.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo di natura
divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
Per questo Dio lha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro
nome;
perché nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il
Signore,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio
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Acclamazione al
Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto
obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio lha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra
ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!
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Vangelo
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Lc 22,14 - 23,56 (forma breve: Lc
23,1-49)
La passione del Signore.
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+
Passione di
nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
C Quando fu lora, Gesù prese
posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse:
+ Ho desiderato ardentemente di
mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, poiché vi dico: non la
mangerò più, finché essa non
si compia nel regno di Dio. C E preso
un calice, rese grazie e disse: +
Prendetelo e distribuitelo tra voi,
poiché vi dico: da questo momento non
berrò più del frutto della vite,
finche non venga il regno di Dio.
Fate questo in memoria di
me
C Poi preso un pane, rese grazie, lo
spezzò e lo diede loro dicendo: +
Questo è il mio corpo che è
dato per voi; fate questo in memoria di
me.
C Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese
il calice dicendo: + Questo calice
è la Nuova Alleanza nel mio sangue, che
viene versato per voi.
Guai a quelluomo dal quale
il Figlio delluomo è
tradito
Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è
con me, sulla tavola. Il Figlio delluomo se
ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a
quelluomo dal quale è tradito!.
C Allora essi cominciarono a domandarsi a
vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.
Io sto in mezzo a voi come colui
che serve
Sorse anche una discussione, chi di loro poteva
essere considerato il più grande. Egli
disse: + I re delle nazioni le
governano, e coloro che hanno il potere su di esse
si fanno chiamare benefattori. Per voi però
non sia così; ma chi è il più
grande tra voi diventi come il più piccolo e
chi governa come colui che serve. Infatti chi
è il più grande, chi sta a tavola o
chi serve? Non è forse colui che sta a
tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che
serve. Voi siete quelli che avete perseverato con
me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno,
come il Padre lha preparato per me,
perché possiate mangiare e bere alla mia
mensa nel mio regno e siederete in trono a
giudicare le dodici tribù di Israele.
Tu, una volta ravveduto,
conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per
vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te,
che non venga meno la tua fede; e tu, una volta
ravveduto, conferma i tuoi fratelli. C
E Pietro gli disse: P Signore, con
te sono pronto ad andare in prigione e alla
morte. C Gli rispose: +
Pietro, io ti dico: non canterà
oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai
negato di conoscermi.
Deve compiersi in me questa parola della
Scrittura
C Poi disse: + Quando vi ho
mandato senza borsa, né bisaccia, né
sandali, vi è forse mancato qualcosa?.
C Risposero: P Nulla.
C Ed egli soggiunse: + Ma ora,
chi ha una borsa la prenda, e così una
bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne
compri una. Perché vi dico: deve compiersi
in me questa parola della Scrittura: E
fu annoverato tra i malfattori. Infatti
tutto quello che mi riguarda volge al suo
termine. C Ed essi dissero: P
Signore, ecco qui due spade. C
Ma egli rispose: + Basta!.
In preda allangoscia,
pregava più intensamente
C Uscito se ne andò, come al solito,
al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo
seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: +
Pregate, per non entrare in tentazione.
C Poi si allontanò da loro quasi un
tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: +
Padre, se vuoi, allontana da me questo
calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua
volontà. C Gli apparve allora
un angelo dal cielo a confortarlo. In preda
allangoscia, pregava più intensamente;
e il suo sudore diventò come gocce di sangue
che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla
preghiera, andò dai discepoli e li
trovò che dormivano per la tristezza. E
disse loro: + Perché dormite?
Alzatevi e pregate, per non entrare in
tentazione.
Giuda, con un bacio tradisci il
Figlio delluomo?
C Mentre egli ancora parlava, ecco una turba
di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda,
uno dei Dodici, e si accostò a Gesù
per baciarlo. Gesù gli disse: + Giuda,
con un bacio tradisci il Figlio
delluomo?. C Allora quelli che
eran con lui, vedendo ciò che stava per
accadere, dissero: P Signore, dobbiamo
colpire con la spada?. C E uno di loro
colpì il servo del sommo sacerdote e gli
staccò lorecchio destro. Ma
Gesù intervenne dicendo: +
Lasciate, basta così!. C
E toccandogli lorecchio, lo guarì. Poi
Gesù disse a coloro che gli eran venuti
contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del
tempio e anziani: + Siete usciti con
spade e bastoni come contro un brigante? Ogni
giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le
mani contro di me; ma questa è la vostra
ora, è limpero delle
tenebre.
Uscito, Pietro pianse
amaramente
C Dopo averlo preso, lo condussero via e lo
fecero entrare nella casa del sommo sacerdote.
Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano
acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano
seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a
loro. Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva
fissandolo disse: P Anche questi era
con lui. C Ma egli negò
dicendo: P Donna, non lo
conosco!. C Poco dopo un altro lo vide
e disse: P Anche tu sei di
loro!. C Ma Pietro rispose: P
No, non lo sono!. C Passata
circa unora, un altro insisteva: P
In verità anche questo era con
lui; è anche lui un Galileo. C
Ma Pietro disse: P O uomo, non so
quello che dici. C E in
quellistante, mentre ancora parlava, un gallo
cantò. Allora il Signore, voltatosi,
guardò Pietro, e Pietro si ricordò
delle parole che il Signore gli aveva detto:
Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai
tre volte. E uscito, pianse amaramente.
Indovina: chi ti ha
colpito?
Frattanto gli uomini che avevano in custodia
Gesù lo schernivano e lo percuotevano, lo
bendavano e gli dicevano: P Indovina:
chi ti ha colpito?. C E molti altri
insulti dicevano contro di lui.
Lo condussero davanti al
sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio
degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e
gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli
dissero: P Se tu sei il Cristo,
diccelo. C Gesù rispose: +
Anche se ve lo dico, non mi crederete; se
vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo
momento starà il Figlio delluomo
seduto alla destra della potenza di Dio. C
Allora tutti esclamarono: P Tu
dunque sei il Figlio di Dio?. C Ed
egli disse loro: + Lo dite voi stessi:
io lo sono. C Risposero: P
Che bisogno abbiamo ancora di
testimonianza? Labbiamo udito noi stessi
dalla sua bocca.
Non trovo nessuna colpa in
questuomo
C [Tutta lassemblea si
alzò, lo condussero da Pilato e cominciarono
ad accusarlo: P Abbiamo trovato costui
che sobillava il nostro popolo, impediva di dare
tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo
re. C Pilato lo interrogò:
P Sei tu il re dei Giudei?. C
Ed egli rispose: + Tu lo
dici. C Pilato disse ai sommi
sacerdoti e alla folla: P Non trovo
nessuna colpa in questuomo. C Ma
essi insistevano: P Costui solleva il
popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver
cominciato dalla Galilea fino a qui. C
Udito ciò, Pilato domandò se era
Galileo e, saputo che apparteneva alla
giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode
che in quei giorni si trovava anchegli a
Gerusalemme.
Erode con i suoi soldati insulta
Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò
molto, perché da molto tempo desiderava
vederlo per averne sentito parlare e sperava di
vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo
interrogò con molte domande, ma Gesù
non gli rispose nulla. Cerano là anche
i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con
insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo
insultò e lo schernì, poi lo
rivestì di una splendida veste e lo
rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e
Pilato diventarono amici; prima infatti cera
stata inimicizia tra loro.
Pilato abbandona Gesù
alla loro volontà
Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le
autorità e il popolo, disse: P
Mi avete portato questuomo come
sobillatore del popolo; ecco, lho esaminato
davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna
colpa di quelle di cui lo accusate; e neanche
Erode, infatti ce lha rimandato. Ecco, egli
non ha fatto nulla che meriti la morte.
Perciò dopo averlo severamente castigato, lo
rilascerò. C Ma essi si misero
a gridare tutti insieme: P A morte
costui! Dacci libero Barabba!. C
Questi era stato messo in carcere per una sommossa
scoppiata in città e per omicidio. Pilato
parlò loro di nuovo, volendo rilasciare
Gesù. Ma essi urlavano: P
Crocifiggilo, crocifiggilo!. C
Ed egli, per la terza volta, disse loro: P
Ma che male ha fatto costui?
Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo
castigherò severamente e poi lo
rilascerò. C Essi però
insistevano a gran voce, chiedendo che venisse
crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato
allora decise che la loro richiesta fosse eseguita.
Rilasciò colui che era stato messo in
carcere per sommossa e omicidio e che essi
richiedevano, e abbandonò Gesù alla
loro volontà.
Figlie di Gerusalemme, non
piangete su di me
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone
di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero
addosso la croce da portare dietro a
Gesù.
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che
si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse:
+ Figlie di Gerusalemme, non piangete
su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri
figli. Ecco, verranno giorni nei quali si
dirà: Beate le sterili e i grembi che non
hanno generato e le mammelle che non hanno
allattato. Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi! E ai colli: Copriteci!
Perché, se trattano così il legno
verde, che avverrà del legno
secco?.
C Venivano condotti insieme con lui anche
due malfattori per essere giustiziati.
Padre, perdonali, perché
non sanno quello che fanno
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là
crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e
laltro a sinistra. Gesù diceva:
+ Padre, perdonali, perché non
sanno quello che fanno.
C Dopo essersi poi divise le sue vesti, le
tirarono a sorte.
Questi è il re dei
Giudei
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo
schernivano dicendo: P Ha salvato gli
altri, salvi se stesso, se è il Cristo di
Dio, il suo eletto. C Anche i soldati
lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli
dellaceto, e dicevano: P Se tu
sei il re dei Giudei, salva te stesso.
C Cera anche una scritta, sopra il suo
capo: Questi è il re dei Giudei.
Oggi sarai con me nel
paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava:
P Non sei tu il Cristo? Salva te
stesso e anche noi!. C Ma laltro
lo rimproverava: P Neanche tu hai
timore di Dio, benché condannato alla stessa
pena? Noi giustamente, perché riceviamo il
giusto per le nostre azioni, egli invece non ha
fatto nulla di male. C E aggiunse:
P Gesù, ricordati di me quando
entrerai nel tuo regno. C Gli rispose:
+ In verità ti dico, oggi sarai
con me nel paradiso.
Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito
C Era verso mezzogiorno, quando il sole si
eclissò e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si
squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a
gran voce, disse: + Padre, nelle tue
mani consegno il mio spirito. C Detto
questo spirò.
Qui si genuflette e si fa una breve
pausa.
Visto ciò che era accaduto, il centurione
glorificava Dio: P Veramente
questuomo era giusto. C Anche
tutte le folle che erano accorse a questo
spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne
tornavano percuotendosi il petto. Tutti i suoi
conoscenti assistevano da lontano e così le
donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea,
osservando questi avvenimenti.]
Giuseppe pone il corpo di
Gesù in una tomba scavata nella
roccia
Cera un uomo di nome Giuseppe, membro del
sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito
alla decisione e alloperato degli altri. Egli
era di Arimatea, una città dei Giudei, e
aspettava il regno di Dio. Si presentò a
Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo
calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo
e lo depose in una tomba scavata nella roccia,
nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era
il giorno della Parasceve e già splendevano
le luci del sabato. Le donne che erano venute con
Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse
osservarono la tomba e come era stato deposto il
corpo di Gesù, poi tornarono indietro e
prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di
sabato osservarono il riposo, secondo il
comandamento.
Parola del Signore
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Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico
Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma lottenga dalla tua
misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.
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Prefazio
La passione redentrice del
Signore.
È veramente cosa buona e
giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi
peccatori
e, consegnandosi a uningiusta
condanna,
portò il peso dei nostri
peccati.
Con la sua morte lavò le nostre
colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode:
Santo...
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Antifona di comunione
Padre, se questo calice non
può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà (Mt
26,42; cf. Mc 14,36; cf. Lc 22,42)
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Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi
santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui
crediamo,
fa che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra
speranza.
Per Cristo nostro Signore.
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(in collaborazione con Qumran2)
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