| Omelia (22-12-2002) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Come vivere questa Parola? Non finiamo di stupirci davanti a questa scena dell'annuncio a Maria che ha ispirato pittori poeti e grandi pensatori, oltre che ogni uomo aperto al mistero. Anzitutto proprio dalle soglie del mistero altissimo viene a Maria (e anche a noi attraverso di Lei) un invito: quello a non avere paura. L'Arcangelo Gabriele sta per comunicarle un evento ineffabile, infinitamente più grande della sua piccolezza di creatura, un evento che la coinvolgerà fin dentro le sue viscere. Come non provarne spavento? Eppure proprio questa è la prima parola da parte di un Dio che non viene a "fulminare" gli uomini, ma a salvarli. E subito dopo, le viene comunicato quello che riguarda il Figlio che dovrà chiamare Gesù, nome che significa Dio salva. È di Lui che le viene detto: "Sarà grande, Figlio dell'Altissimo. Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Le reminiscenze dell'Antico Testamento sono lì a dire che con questo evento tutte le grandi promesse si compiono. Così il "non temere" con quello che segue è come una finestra spalancata sullo stupore del mistero più grande. Da questa finestra entra anche per noi lo sfolgorare di una luce che ci interpella: credo davvero all'Amore di Dio per me? Ci credo dentro i miei giorni? Così oggi, nella mia pausa contemplativa, lascio risuonare le parole di Gabriele a Maria. Chiedo che siano più penetranti, più decisive in questa quarta domenica d'Avvento di tutte le altre parole che sentirò e dirò. Signore, che sia decisivo per me il "non temere". Che il tuo Spirito me lo faccia penetrare in cuore e che, dal profondo sorga in me l'atto di fede che trasforma la vita: Io credo al tuo Amore, al tuo amarmi per primo. E, in te, decido di amare il mio prossimo. La voce di un innografo della Chiesa siriaca (V secolo) Ella è beata: ha ricevuto lo Spirito che la rese immacolata. È divenuta il tempio ove abita il Figlio delle altezze celesti. Ella è beata: per mezzo di lei fu restaurata la stirpe di Adamo, furono ricondotti quelli che avevano abbandonato la casa del Padre. Benedetto il Santo di Dio che da te è germogliato. Giacomo di Sarug |