Omelia (15-09-2002)
Casa di Preghiera San Biagio FMA


Dalla Parola del giorno
Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?

Come vivere questa Parola?
C'è una forza di coesione invincibile al mondo. E' la forza del perdono. Se la disattendi, ti disgreghi e vai in perdizione. Gesù ha "spiazzato" Pietro che gli chiedeva se, nei confronti dell'offensore, dovesse esercitare il perdono fino a sette volte. No! "Fino a settanta volte sette". Cioè: sempre. La concretezza del racconto parabolico dovrebbe persuadere, con Pietro, anche il nostro cuore. Si tratta infatti di cogliere sostanzialmente due cose. Anzitutto "l'ampiezza: altezza e profondità" dell'amore di misericordia con cui al servo viene condonato un debito assai grande. In secondo luogo è importante cogliere il nesso segreto e vitale tra la forza rigenerante del perdono di Dio e quella disgregante del "non-perdono" da parte del servo nei confronti del conservo. "Chi ama il suo prossimo ha adempiuto la legge" dice S.Paolo. Ma la prima molla che fa scattare un dinamismo d'amore nella nostra vita è il perdono.

Oggi, nel mio rientro al cuore, vedrò se in esso sedimentano rancori, puntigliosa memoria di torti e offese ricevute, situazioni (anche larvate!) di non-perdono.

O Tu che continui ad amarmi e a perdonarmi per Primo, Signore della vita e della riconciliazione, fa di me un uomo, una donna di perdono facile, di pace costruita con l'umile accettazione di me e dei fratelli, delle sorelle.

La voce di un teologo spirituale contemporaneo
La prova certa che noi abbiamo conosciuto un po' dell'Amore di Dio, che abbiamo davvero sperimentato la sua misericordia, è la gioia che ci è donata quando anche noi dobbiamo perdonare
André Louf