Omelia (24-03-2002)
padre Paul Devreux
Domenica delle Palme

La settimana santa comincia con una festa che Gesù ha voluto: la festa delle palme. Come mai Gesù, solitamente cosi restio nel dichiararsi Messia, adesso lo fa apertamente? Non sa che cosi facendo provocherà il suo arresto e la sua morte?

Gerusalemme è piena di fedeli venuti da tutto il mondo per le feste di Pasqua, e questo può essere un modo di farsi conoscere, ma io ci vedo soprattutto il desiderio di far festa, perché comincia una settimana decisiva, come ci dice il telegiornale all'inizio d'ogni settimana, ma questa volta è vero!

Gesù entra a Gerusalemme con la consapevolezza che entra nella Città Santa e che lì manifesterà pienamente la follia dell'Amore di Dio per l'uomo, attraverso la sua Passione. E' una settimana dura che a davanti, ma anche la più bella e importante della sua vita. Questa entrata gloriosa ci dimostra che Gesù non subisce la sua Passione, ma la vive da protagonista.

Perciò bisogna fare festa, perché l'entrata di Gesù in Gerusalemme, seduto da Re pacifico su un'asina, è il segno chiaro che Gesù è disposto a farci da Re e Signore. Un Re umile, che non sfrutta, ma serve la nostra vita, a costo di rimetterci.

Un Re autentico non si arricchisce; caso mai mette ciò che ha a disposizione dei poveri e quindi tende ad impoverirsi più che ad arricchirsi. Questo è il Re messianico che tutti aspettiamo e che desideriamo.

Gesù vuole fare festa perché è contento di stare in mezzo al suo popolo. Egli è venuto per servirlo, e questa settimana è Santa proprio perché è quella in cui manifesterà la sua volontà di venire incontro all'uomo totale; non solo all'uomo che lo cerca e lo prega, ma sopratutto all'uomo che lo rifiuta e lo uccide.

Questa è la Buona Notizia: il Vangelo! Perché io non sono certo tra quelli che lo pregano e basta; ho anche io i miei alti e bassi, i momenti felici e quelli in cui vorrei fare fuori tutti, e quelli sono i momenti in cui ho maggiormente bisogno del Signore, e di un Signore che mi viene incontro, prendendo sempre l'iniziativa che io non so prendere, tendendomi la mano anche quando io sono pronto a sbranargliela.

Perciò voglio fare festa anch'io, perché un Re cosi non l'avevo visto mai, e non voglio lasciarmelo sfuggire. E' un giorno grande per Lui, ma anche per me, perché mi viene incontro.

Stiamo attenti a non vanificare la croce di Gesù facendo i piagnoni e dicendo: "Quanto sono cattivi quelli che ti hanno crocefisso, povero Gesù". Gesù non è un povero e non va compianto; sono io povero e da compiangere se non riesco a vedere il valore di questa morte per me e quanto ne ho bisogno. Significa che mi passa sotto il naso il regalo più grosso che Dio mi fa', e io non me ne accorgo neanche!

Signore grazie per questa tua disponibilità a servire la mia vita con la tua Passione: donami di contemplarla e di capirla.