| Omelia (01-11-2026) |
| Omelie.org (bambini) |
|
Carissimi bambini, voglio raccontarvi una storia ambientata nel 2022, la settimana prima della Solennità di tutti i Santi, nella bella città di Firenze. Un giovane viceparroco preparava i bambini del catechismo per la Solennità di tutti i Santi. La città era piena di zucche, maschere per festeggiare Halloween, ma don Marco voleva far scoprire una festa molto più grande da preparare. Invece di pensare ai dolcetti e agli scherzetti, voleva far conoscere ai suoi giovani qualcosa di più bello: come rendere la vita un capolavoro! E la festa di tutti i Santi sembrava proprio la migliore occasione. Così don Marco radunò i ragazzi del catechismo in oratorio e iniziò il suo discorso: "Diceva un grande Papa che se uno si affida al Signore, la sua vita può diventare un capolavoro, come quelli che abbiamo qui al museo degli Uffizi a Firenze. Oggi voglio parlarvi della Santità grazie ad un ragazzo un po' più grande di voi che si chiamava Carlo. Per Carlo la vita può essere vissuta come una cosa meravigliosa, come una cosa originale, oppure come una cosa riciclata, sbiadita, una fotocopia di quello che potremo essere. Un capolavoro originale, o una fotocopia sbiadita. E il segreto per diventare un capolavoro originale sapete quale è secondo Carlo? Lo stesso che avevano capito i santi che festeggeremo il prossimo primo di novembre: Non mettere al primo posto se stessi, ma Dio. Infatti Carlo diceva: Non io, ma Dio! Nel Vangelo Gesù ci ha detto: Beati i poveri di Spirito, quelli che mettono Dio come loro ricchezza, perché di essi è il Regno dei Cieli! Vi lancio una sfida: in questi giorni, fino al prossimo incontro, cercate di conoscere la storia di Carlo e di capire qualcosa che possa interessare anche voi. Sono sicuro che vi piacerà molto". Molti dei bambini erano incuriositi, ma in particolare tre di essi chiesero a don Marco di avere dei libricini della vita di Carlo Acutis e promisero di leggerli per la prossima riunione del catechismo: si chiamavano Sonia, Luca e Andreas. In quella settimana nella parrocchia molti dei ragazzi del catechismo erano incuriositi dalla storia di Carlo Acutis e spesso venivano dal don a fare domande: Don, è vero che Carlo amava il computer? Don, è vero che Carlo era un ragazzo come noi e si vestiva in modo sportivo? Noi pensavamo che i Santi erano sempre vestiti come chierichetti. Don, è vero che Carlo era molto simpatico a tutti quelli della classe? Etc etc. Arrivò finalmente il giorno del catechismo. I ragazzi erano desiderosi di condividere quello che avevano imparato. La prima a parlare fu Sonia: Sai don, ho capito che i santi vivono una vita con Gesù e fanno cose che possiamo fare anche noi: infatti ho letto che Carlo quando andava a scuola metteva pace fra i compagni che litigavano. Poi ci teneva ad essere in amicizia con tutti, anche con il bidello. Pensa don, che le mattine che non poteva incontrarlo all'entrata, passava a salutarlo durante l'intervallo. Ho provato a farlo anche io con il Signor Mario, il portinaio, che sta nella mia scuola. Io non lo avevo mai salutato e pensando a Carlo ho iniziato a farlo e lui mi ha risposto molto contento! Poi sono riuscita a mettere pace fra due amichette che litigavano, come faceva Carlo. Mi sono sentita così felice, una cosa originale! Poi fu il turno di Luca: Sai don, ho scoperto che anche Carlo giocava alla play però lui si era dato una regola per cui non superava mai un'ora di gioco e poi passava il tempo a fare delle ricerche originali sulla Eucarestia. Ho provato a vederle e mi hanno molto colpito. Poi ho sentito che Carlo andava tutti i giorni a Messa dopo la prima comunione perché, diceva ai compagni che la Eucarestia era la sua autostrada verso il cielo! Anche io voglio fare una cosa molto originale don: voglio ridurre il tempo di gioco alla play, almeno ci provo don! Poi dopo la Prima comunione vorrei andare tutte le domeniche a Messa! Poi voglio dare anche io una merendina a Simona, che sta davanti all'oratorio. Carlo non aveva paura dei barboni, gli portava anche le cose di cui aveva bisogno che comprava con i soldi della sua paghetta. Voglio provarci anche io don, l'ho già detto a mamma ed è d'accordo anche lei! Finalmente fu il turno di Andreas: Grazie don, per avermi fatto conoscere Carlo. La mia famiglia viene dal Portorico e una delle amiche di mia sorella mi ha raccontato un fatto meraviglioso che è successo qui a Firenze a luglio. Se non fosse stato per la ricerca non lo avrei mai saputo. Una sua amica, Valeria, era cascata dalla bicicletta e tutti i medici dicevano che non si sarebbe più riavuta. Pensavano che sarebbe morta a breve. Invece la mamma di Valeria aveva saputo che ad Assisi c'era la tomba di Carlo Acutis e andò a pregare davanti alla tomba per un intero giorno. Proprio mentre pregava successe una cosa inspiegabile. La figlia iniziò a stare meglio. Il giorno dopo si alzò e alla fine fu sana e salva! Sai don, ho capito che se uno prega i Santi ti aiutano. Allora anche io ho ripreso a pregare tutti i giorni, e quando non mi va chiedo aiuto a Carlo per non smettere di conoscere Gesù. Vorrei avere anche io un cuore puro. Don Marco non credeva ai suoi orecchi nell'ascoltare quello che dicevano i ragazzi e quell'anno celebrò la festa di tutti i santi con tanti bambini. Nei mesi successivi organizzò anche una visita alla tomba di Carlo con i genitori dei ragazzi. Ma non poteva sapere che la guarigione di Valeria, sarebbe stato il miracolo che avrebbe fatto proclamare da Papa Francesco Carlo Acutis Santo! I santi che oggi festeggiamo, come Carlo Acutis, sono fratelli che ci accompagnano nel diventare amici del Signore Gesù. Conoscerli ci rende la vita più bella, imitarli ci aiuta a renderla originale, come diceva San Carlo. Preghiamoli perché con il loro aiuto possiamo realizzare il programma di vita di San Carlo: vivere una vita sempre uniti a Gesù! Questo è il più bel capolavoro! Commento a cura di don Dario Gervasi |