Omelia (29-03-2020)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 11,21-27

Come vivere questa Parola?

La prova avvincente di Giovanni ci accompagna ad accorgerci di tutta una gradazione di condizioni esistenziali - corrispondenti ai vari personaggi del racconto - segnate in modo diverso dal dramma della morte. Lazzaro ha chiuso gli occhi, i suoi lineamenti umani sono resi irriconoscibili da quelle bende di lino... ma anche le due sorelle, Marta e Maria, trascinano con sé un'angoscia di vuoto interiore, non sanno dare un senso all'accaduto. I discepoli fraintendono Gesù, non capiscono le sue decisioni, pensano che il loro maestro sia uno sconsiderato... una forma di morte è anche il peso dell'ignoranza che grava su di loro. La fede non è ancora ben fondata: si vorrebbe mettere sulla bocca di Cristo le risposte giuste, quelle che ci aspettiamo... Una cosa, sì, la possiamo fare: uscire dalle nostre ristrette visuali, e dire con slancio: "Vieni, Signore!... Te lo diciamo con l'insistenza amorevole delle due sorelle, con quell'insistenza che arrivò a commuoverti. Vieni! Guarda le nostre morti interiori ed abbine compassione! Vieni nella nostra casa, e mostraci con la tua presenza che dove Tu sei non c'è morte, che Tu sei prima e al di là di ogni nostro giudizio, che tutto dipende da Te e nulla è possibile senza di Te!".


Oggi orienterò la volontà a far morire il mio modo di fare giustizia. Accoglierò il fratello che Tu mi hai donato lasciando cadere ogni rancore, prendendo la decisione di conservare il rapporto con lui anche se mi costa e va contro i miei interessi.


La voce di un educatore

"Ho voluto più bene a voi che a Dio"

Don Lorenzo Milani ai suoi ragazzi della Scuola di Barbiana


Don Enrico Emili - [email protected]