| Omelia (22-03-2020) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 9, 1.5-7 Come vivere questa Parola? Il quinto segno compiuto da Gesù nel Vangelo di Giovanni è la guarigione di un uomo cieco dalla nascita. La cecità è la sua condizione: è nato cieco e lo sa! Gesù inaspettatamente lo avvicina e lo guarisce, senza che egli chieda nulla. Si trova guarito facendo solo quello che Gesù gli dice di fare: andare a lavarsi alla piscina di Siloe.". Una cosa semplice? Ma, forse per un cieco non del tutto! La sua obbedienza rivela la fede del cieco in Gesù, un uomo che non conosceva, anche perché non lo aveva mai visto. Con questa guarigione la luce entra nella vita di quest'uomo: "Io Sono la Luce", e quando la Luce entra nella vita, le cose si riescono a vedere con più chiarezza, con grande libertà di cuore, senza timori e paure. La fiducia data è diventata possibilità di vedere oltre e con una semplicità disarmante; è saper trarre dalla sua storia il segno della manifestazione di Dio, così da poter fare la professione di fede quando finalmente lo incontra e lo vede: «E chi è, Signore, perché io creda in lui? [...] Lo hai visto: è colui che parla con te[...]. Credo, Signore!».
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