Omelia (02-02-2020)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Lc 2,25-26

Come vivere questa Parola?

L'evangelista Luca ci presenta la figura di un uomo la cui giustizia ha ancora qualcosa da dire a noi.

Si tratta di Simeone che sta volentieri nel Tempio di Dio aspettando quello che i grandi profeti dell'Antico Testamento erano venuti annunciando quanto Dio aveva loro mostrato in visione o in sogno. Un progetto di salvezza per l'intera umanità era venuto ad aprire orizzonti di speranza nel cuore di quegli uomini che si erano fatti sempre più attenti alla Parola di Dio, pronti - col suo consenso- a rivelarla per il bene di tutti gli uomini. Si, Simeone è una delle figure anche oggi attuale. Anzitutto è un uomo giusto. Non è forse la giustizia la base, in certo senso il fondamento di una vita di vero umanesimo? Simeone fu illuminato dall'Alto perché era un cuore totalmente aperto alla realizzazione di quanto, in luce di Spirito Santo gli era stato rivelato.


Signore, quanta bellezza in questa figura di Simeone! Possa anche il nostro cuore essere tempio vivente dove, con brevi ma frequenti soste oranti, viviamo le nostre giornate. Così lo stesso lavoro acquista lo splendore del dono a Dio nel ricevere la sua pienezza di luce e di grazia.


La voce del Martirologio Romano

"Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapànte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele".

Sr Maria Pia Giudici FMA - [email protected]