| Omelia (18-10-2026) |
| don Roberto Seregni |
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Tutto è di Dio Dopo le tre parabole sul rifiuto di Gesù e sull'accoglienza del Regno, il Vangelo di Matteo ci propone una serie di dispute in cui farisei, sadducei ed erodiani sottopongono al Maestro alcune delle questioni più scottanti del momento. Ovviamente il suo parere non interessa a nessuno di loro: vogliono solo trovare un pretesto per incastrarlo. I rivali di Gesù sono astuti e orchestrano un tranello malizioso: se il Maestro risponde che è lecito pagare il tributo a Cesare, perderebbe la simpatia delle folle e sarebbe accusato d'infedeltà verso il Dio di Israele, l'unico che deve essere servito (cfr Dt 6,4-13); se risponde che non è lecito, solleverebbe le autorità romane e si esporrebbe all'accusa di ribellione e di istigazione delle folle contro il potere. Ma la risposta di Gesù è completamente inattesa e disarmante. Il Maestro evita brillantemente di cadere nella trappola, supera la logica dello schieramento e porta i suoi interlocutori a guardare il problema da un altro punto di vista. Cesare ha autorità sulla moneta, perché sulla moneta è impressa la sua immagine. Ma Dio ha autorità sull'uomo, perché l'uomo - ogni uomo - è creato a sua immagine. Il potere del sovrano, l'autorità del Cesare di turno, è limitato alla circonferenza della moneta, ma il primato di Dio nella vita del credente è un principio assoluto. Gesù dice che bisogna rendere a Dio quello che è di Dio, e tutto è di Dio! Viviamo così distratti e addormentati che non ci rendiamo nemmeno più conto che tutto è di Dio, che ogni respiro e sorriso, ogni palpito e silenzio, ogni musica e colore sono suoi. Tutto è di Dio, perché da lui tutto proviene e a lui tutto ritorna. Don Roberto |