| Omelia (17-10-2026) |
| Missionari della Via |
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È affascinante la parola "riconoscere", perché ci dice una presenza. Possiamo riconoscere solo ciò che c'è e si relaziona con noi! Gesù abita la storia e ci chiede di riconoscerlo e di accogliere una relazione con Lui; non solo di sapere che c'è, ma di accogliere la sua presenza e il suo amore. Possiamo farlo solo se siamo poveri, come gli anawim della Bibbia, i poveri di Dio, coloro che hanno occhi per vedere. Bestemmiare lo Spirito Santo, infatti, è opera dei superbi, coloro che trasformano la verità in menzogna, che vedono il bene ma lo rifiutano. Chi vive scioccamente, pensando di essere onnipotente al punto da negare la bellezza, non viene perdonato perché si è ostinatamente impegnato a negare ciò che comprende come bene. Dio non può obbligare qualcuno ad accogliere ciò che non vuole. Non si sta parlando di chi nega il bene che non conosce o non capisce, ma di chi conosce la Via di Dio e la nega, di chi consapevolmente dichiara l'opera di Dio come opera del male. «Ora la bestemmia contro lo Spirito Santo è il peccato commesso dall'uomo, che rivendica un suo presunto "diritto" di perseverare nel male [...] (Esso) non permette all'uomo di uscire dalla sua autoprigionia e di aprirsi alle fonti divine della purificazione delle coscienze e della remissione dei peccati" (Dominum et vivificantem, 46). È l'esatto rovesciamento della condizione di docilità e di comunione col Padre, in cui vive Gesù orante e operante, e che egli insegna e raccomanda all'uomo come atteggiamento interiore e come principio di azione» (san Giovanni Paolo II). |