Omelia (16-10-2026)
Missionari della Via


L'amore incondizionato di Dio per noi, che ci conosce nel profondo e potrebbe enumerare i capelli del nostro capo, si incontra spesso con le nostre ipocrisie. I farisei in questo Vangelo sono emblema di ipocrisia, di coloro che mettono una maschera e disseminano questo stile come lievito, condizionando ogni cosa che fanno. Anche noi possiamo essere così: persone che simulano, perché hanno paura di affrontare sé stesse con coerenza. Usando un'immagine di Pirandello, ci riduciamo ad essere maschere e a nascondere il volto. Ma quando ci riduciamo a "fare la parte" per essere ammarati, riconosciuti, apprezzati dagli altri, rischiamo di rimanere imprigionati in questa arte attorea, e di finire per dimenticarci chi siamo realmente. Oggi vogliamo esaminarci con sincerità, e chiederci se tendiamo ad essere ipocriti. Questo stile è il cavallo di battaglia del diavolo, perciò dobbiamo portarci fuori da queste modalità. Papa Francesco diceva: «L'ipocrisia è il linguaggio del diavolo, è il linguaggio del male che entra nel nostro cuore e viene seminato dal diavolo. Non si può convivere con gente ipocrita ma ce ne sono. A Gesù piace smascherare l'ipocrisia. Lui sa che sarà proprio questo atteggiamento ipocrita a portarlo alla morte, perché l'ipocrita non pensa se usa dei mezzi leciti o no, va avanti». L'ipocrisia è quella condizione con cui confezioniamo vite alternative per ottenere ammirazione, vittoria, approvazione, potere; talvolta otteniamo il bene e i beni fingendo ma infine quando la maschera cade, rimaniamo soli con una maschera dipinta che ci ricorda che non siamo stati noi stessi.

«Quando mi separo dentro di me, quando divento sia l'attore sia il personaggio che interpreto, allora divento "ipocrita"; quando do troppa voce al personaggio che sto impersonando a scapito del vero me, della mia voce unificata e unificante, allora mi sdoppio, mi scindo. Allora cerco Gesù e calpesto gli altri e ritengo che vada bene così, o - forse - non mi pongo neppure il problema. [...] La prima ipocrisia che Gesù affronta è quella del dire. Vuoi trovare veramente te stesso, te stessa? Fai l'inventario delle tue voci interiori (in questo senso nascoste) perché tutti noi siamo più di una voce, accoglile, da' loro ospitalità cordiale e poi cerca ciò che le unifica: quello/quella sei tu! Quella è la realtà di te creatura dietro, sotto (ipo-, dal greco "sotto") le tue parole, le tue azioni, le tue decisioni, le tue manifestazioni: la tua consistenza!» (p. Andrea Piccolo SJ).