Omelia (14-10-2026)
Missionari della Via


Gesù si rivolge a coloro che si nascondono dietro le regole e le opere, quelli che si impegnano non per amore, ma per sentirsi utili e appagati e poter dominare la vita in questa maniera. Perciò si riferisce a persone che notano chi siede al primo posto, amano essere salutate e riconosciute. Gesù li chiama sepolcri imbiancati, fuori belli ma dentro pieni di ossa morte. E i farisei rispondono in modo simpatico: "così offendi anche noi!". Riconoscono infatti che loro amano i primi posti e passeggiare in lunghe vesti ed amano essere ammirati e salutati! Si sentono toccati dalle parole di Gesù perché sembra che li stia descrivendo, o stia parlando di qualcosa che ricorda il loro modi di vivere. Gesù ribadisce che hanno capito bene e che questo comportamento è un guaio per loro, perché agli occhi di Dio sono coloro che mettono pesi sugli altri e poi vivono comodamente e ipocritamente. Cioè loro dicono cose belle alle persone, parlano di pace, amore, fratellanza, giustizia, amore, seguire la Scrittura, ma poi non vivono di questo, sfruttano le cose di Dio per il loro tornaconto personale, per vivere in modo godereccio. Anche oggi possiamo essere così, persone che per il tornaconto farebbero di tutto. Ecco che questi farisei ci somigliano molto quando andiamo in Chiesa affinché le persone ci vedano e ci ritengano buoni, quando per conservare la nostra presunta virtù non frequentiamo nessuno o ci attorniamo solo di gente "per bene"; quando "non ci facciamo sporcare" dai peccatori (noi che siamo seguaci di un Dio che è venuto per i peccatori!). Sì, somigliamo a questi farisei quando predichiamo nella chiesa la povertà e poi viviamo da spensierati, serviti e riveriti; somigliamo ai farisei quando annunciamo la giustizia e il rispetto delle regole ma poi se facciamo un incidente cerchiamo falsi testimoni; somigliamo ai farisei quando dalla gente vogliamo sempre di più consenso per approfittarci della loro sponsorizzazione; siamo farisei ogni volta che l'apparenza prende il posto della verità di noi stessi. Convertiamoci perché i farisei solitamente non vengono rimproverati da nessuno, c'è gente talmente buona che a volte riesce a voler bene anche ai farisei come noi, tenta di giustificarci!

«"Diciamo e non facciamo", come quei dottori della legge accusati da Gesù di caricare i pesi sulle spalle del vicino (cf Lc 11,46). Non capita forse anche a noi di giudicare gli altri senza peraltro agire meglio di loro? Eppure, senza autenticità personale, che verità immaginiamo di poter comunicare? O, meglio; senza l'incessante ricerca di coesione (interiore e pratica), non può esserci la percezione di quello che, di buono, ci unisce all'altro diverso da noi» (Christian De Chergè).