Commento su Ef 1,11-14
Come vivere questa Parola?
Il Signore ci ha chiamati a essere lode della Sua gloria; questa è l'eredità che il Figlio diletto del Padre ci ha donato. Egli ci ha segnati con il Suo Spirito e ha impresso su di noi il Suo sigillo; ci ha scelti e consacrati a Sé. Che missione meravigliosa ci ha affidato: tutto per pura grazia, per dono gratuito; siamo Sua proprietà, apparteniamo interamente a Lui.
Senti di appartenere soltanto a Lui? Come lo dimostri?
Fai tue le parole del Cantico dei Cantici 8,6: "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché l'amore è forte come la morte, e la gelosia è tenace come gli inferi. Le sue frecce sono frecce di fuoco". Signore, voglio essere lode della Tua gloria.
La voce di una santa carmelitana.
«Voglio confidarvi una cosa molto intima: il mio ideale è essere la Lode della Sua Gloria. L'ho letto in san Paolo (Ef 1,12). Il mio divino Sposo mi ha fatto comprendere che questa è la mia vocazione qui in esilio, nell'attesa del momento in cui andrò a cantare l'eterno *Sanctus* nella città dei santi. Ma ciò richiede grande fedeltà. Essere Lode della Gloria esige di morire a tutto ciò che non è Lui, per vibrare soltanto all'impulso del Suo tocco divino; eppure, la misera Elisabetta continua a commettere sciocchezze con il suo Maestro. Ma Egli, come un Padre amorevole, le perdona; il Suo sguardo divino la purifica. Proprio come san Paolo, ella cerca di "dimenticare ciò che sta alle spalle e tendere verso ciò che sta davanti"»
Elisabetta della Trinità, Lettera n. 232
Sr Teresita Verhelst Solano fma - [email protected]