Omelia (18-10-2026)
padre Paul Devreux


In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Perché lo vogliono eliminare? Gesù è a Gerusalemme e sta parlando di suo Padre, che ama tutti indistintamente e gratuitamente. Se quello che dice è vero, noi non abbiamo più bisogno di sacerdoti intermediari, specialisti della preghiera, per convincere il nostro Dio ad ascoltare le nostre richieste, né del tempio dove si offrivano sacrifici e offerte per ottenere la grazia. In altre parole Gesù mina alla radice tutto il loro mondo religioso ed economico. Per questo è considerato un sovversivo pericoloso.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Se risponde che vanno pagate, diventa impopolare perché era la tassa che gli ricordava che erano sotto il domino dei romani e quindi odiata. Se dice di no, gli erodiani, collaborazionisti dei romani, lo fanno arrestare ed era passibile di morte.

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Chiamandoli ipocriti gli dice una prima verità, perché si presentano come agnelli mentre sono lupi.
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Frase famosissima e molto strumentalizzata. Ma proviamo a capirne il vero significato. Che cosa è di Cesare e cosa è di Dio? L'immagine di Cesare è sui soldi quindi lui ha come religione il potere che danno i soldi. L'immagine di Dio è su di noi, fatti a sua immagine e somiglianza. Restituire l'uomo a Dio significa ascoltarlo e accogliere Gesù come guida per la nostra vita. Non ridare a Cesare i suoi soldi significa accettare lui come divinità e scegliere la sua logica che è quella del più forte, a scapito dei deboli e dei poveri. Ubbidire a Cesare ci fa costruire un mondo disumano, mentre quando do importanza a Dio, costruisco un mondo umano. Tutti i giorni siamo confrontati a queste due scelte; Il mondo o il vangelo. Umanamente capisco che il vangelo è più bello e costruttivo, ma anche il mondo ha il suo fascino. Signore vieni a salvarci e aiutaci a fare le scelte giuste. Come dice il nostro vescovo, donaci di puntare alla santità, che è la cosa più bella che possiamo riuscire a fare.
Buona domenica.