Omelia (08-10-2026)
don Michele Cerutti
La forza della preghiera

Ieri ci siamo soffermati sulla preghiera del Rosario e della forza che questa ha.
Oggi possiamo meditare in continuità con questo discorso analizzando i tre verbi che possiamo considerare quando preghiamo: chiedere, bussare e cercare.
Sono i verbi che Gesù utilizza e che sono di una profondità perché definiscono bene cosa significa pregare.
Chiedere significa consapevolizzarci sulla nostra povertà e sul riconoscersi che non bastiamo a noi stessi.
Cercare il desiderio profondo del cammino una ricerca attiva della volontà di Dio.
Bussare richiede il coraggio del contatto, della vicinanza, di fronte a una porta che a volte avvertiamo come sbarrata.
Allora non stanchiamoci di chiedere, cercare e bussare.
Dio sa benissimo ciò di cui abbiamo bisogno. Lo dice bene la parabola stessa.
Quello che a noi è richiesto è aprirci al dono che ci vuole concedere. La preghiera ci sintonizza e rende armonico il rapporto con Lui.
Ci è richiesto l'allenamento solo nella costanza e anche nell'insistenza comprendiamo la forza e la potenza di rivolgerci a Dio.
Ci viene in aiuto San Pio da Pietrelcina:
«Pregate, pregate, pregate. La preghiera è la migliore arma che abbiamo; è una chiave che apre il cuore di Dio».