Omelia (10-10-2026)
Missionari della Via


Di solito i beati sono quelli che sono acclamati o stanno vicino a coloro che sono acclamati. Lo vediamo nei rapporti sociali, ecclesiali e lo sappiamo bene con la devozione dei santi. Tante donne e uomini del popolo soprattutto al sud Italia quando vedono passare i santi nelle processioni acclamano con formule di beatitudine. Ed eleviamo tante altre beatitudini quando pensiamo che sia "fortunata" la vita di qualcuno. Operiamo paragoni secondo i nostri criteri di beatitudine, perché tutti cerchiamo la felicità. Molte persone consumano le loro giornate immaginando che la gioia abiti nelle case degli altri, supponendo che la felicità scorra nelle vite altrui, che vi sia quella bellezza che non riescono a scorgere nella propria vita. Alcuni per far ciò arrivano ad invidiare, si fermano a contemplare, quasi con desiderio, chi sembra stare bene. E così, mentre guardano altrove, smarriscono la possibilità di riconoscere il bene che già abita la loro storia. Perciò Gesù ci porta al cuore, oltre le osservazioni della donna della folla, ci porta al cuore della vera beatitudine: beati coloro che vivono la parola di Dio. Anche Maria è beata non perché ha partorito Gesù, ma molto di più perché ha vissuto la Parola di Dio. L'invito di Gesù è proprio a vivere la Parola che può sanare il nostro sguardo, farci cogliere ciò che è veramente buono, cioè è veramente felice e rende felici.