| Omelia (08-10-2026) |
| Missionari della Via |
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Commento su Luca 11,5-13 Questo brano evangelico è la risposta di Gesù alla richiesta dei discepoli: insegnaci a pregare. Dopo aver insegnato la preghiera del Padre Nostro, Gesù insegna come pregare. Dice che la preghiera è la richiesta a un amico! Questa è la risposta di Gesù alla tentazione di pensare che a Lui non importi niente delle nostre preoccupazioni. Dio è un amico premuroso, che sa dare il vero bene. Come possiamo pensare che sia meno buono di noi? La preghiera è cercare anche di notte la casa di un amico, fiduciosi del fatto che ci aprirà. Chi ama persiste nel chiedere, sapendo che quell'amico non solo ti può aiutare, ma soprattutto ti vuole bene. Perciò chi ama non si stanca mai, perché sa di chiedere a un amico. Questo vuol dire che sei sicuro che ti darà il tuo vero bene, anche quello che tu non conosci. Spesso chiediamo al Signore che ci dia quello che per noi è buono, Lui sorprende sempre donandoci anche quello che noi non sapevamo essere bene. Preghiera di un soldato russo Ascolta, Dio! Nella mia vita non ho mai parlato con te: fin da piccolo mi hanno detto che tu non esisti e io, stupido, ci ho creduto. Non ho mai contemplato le tue opere. Ma questa notte, dal cratere di una granata, ho guardato il cielo stellato sopra di me. Affascinato dal loro scintillare, a un tratto ho capito l'inganno. Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io parlerò e tu mi capirai. In mezzo a questo spaventoso inferno mi è apparsa la luce e io ho scorto te! Sono felice solo perché ti ho conosciuto. A mezzanotte dobbiamo attaccare, ma non ho paura perché tu mi guardi. È il segnale! Me ne devo andare. Può darsi che questa notte venga a bussare da te. Anche se finora non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare? Ora la morte non mi fa più paura. di Aleksandr Zacepa, morto durante la II guerra mondiale |