| Omelia (04-10-2026) |
| Omelie.org (bambini) |
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Il Vangelo di oggi è un brano che quando ascolto, mi agita, mi rende inquieta. Anche voi vi siete sentiti un po' così ad ascoltarlo? In realtà Gesù racconta la storia dei vignaioli perfidi non ai suoi amici ma ai sacerdoti e agli anziani del popolo: cioè a quelle persone che credevano di essere quelli più bravi di tutti, che credevano di poter comandare, decidere e stabilire chi doveva stare bene e chi male nella società. E noi invece, che siamo qui oggi a Messa, siamo persone normali... Giusto? Allora questo Vangelo oggi non è per noi. Eppure la Parola di Dio ogni giorno, come anche il Pane Eucaristico, sono per TUTTI. Gesù è stato molto chiaro: "Prendete e mangiatene tutti" ha detto. E noi a Messa "mangiamo" la sua Parola, cioè la leggiamo, la ascoltiamo, cerchiamo di farla entrare dentro di noi, la mastichiamo quando proviamo a capirla meglio e poi la gustiamo per farla diventare parte di noi. Perciò oggi Gesù parla anche con noi. E ci racconta questa parabola per aiutarci a capire che cos'è il regno di Dio e come possiamo non solo starci dentro anche noi ma portare frutti cioè portare la felicità anche ad altri. Riprendiamo allora il racconto. Anzi, ve ne racconto un altro simile che può aiutarci a capire. Un giorno mia nipote è venuta a casa mia e, dovendo passarci tutto il pomeriggio, ha cercato in casa qualcosa con cui giocare. Ha trovato le Barbie delle sue cugine, la casa, l'auto, il camper, i vestiti e gli accessori e persino la bambola di Ken. Così ha deciso che avrebbe trasformato la camera in una città a misura di Barbie. È partita ovviamente dalla casa che ha sistemato con cura, aggiungendo vari oggettini: la pianta all'ingresso, spazzola e dentifricio in bagno, coperta sul letto, vestiti nell'armadio. Poi ha sistemato l'auto vicino alla casa e poi si è dedicata a costruire la casa dell'amica di Barbie, la casa di Ken; visto che aveva a disposizione moltissime scarpe, ha inventato il negozio di scarpe per Barbie, quello delle borse e dei vestiti. In una scatola a parte, ha scoperto di avere anche moltissime coperte fatte a uncinetto dalla mia nonna, e ha deciso di creare anche il negozio delle coperte. Poi con uno straccio azzurro ha inventato il lago e così le Barbie potevano andare al lago in gita, usando l'auto e poi, in costume fare il bagno. Devo dire che mia nipote è stata davvero ingegnosa e creativa. Era felicissima: ha dovuto lavorare parecchio ma alla fine era soddisfatta di quello che aveva costruito! Proprio quando stava guardando il risultato del suo lavoro, sono arrivate due sue cuginette - le padrone delle Barbie e di tutto il materiale per intenderci - che le hanno fatto i complimenti per la città di Barbie così costruita e hanno pensato bene di mettersi anche loro a giocare! Bello no? Eppure non è andata così liscia la storia quel pomeriggio... Mia nipote inizialmente cercava di rimettere a posto le cose che loro toccavano, poi riprendeva le Barbie dalle loro mani e le rimetteva dove piaceva a lei; il suo sguardo diventava sempre più crucciato, poi è diventato agguerrito fino a quando è scoppiata, gridando: Insomma questa è la mia città delle Barbie, non la vostra! L'ho fatta io, ci ho lavorato per ore. Adesso ci gioco solo io! Che ne dite? La stessa cosa è successa a Riccardo e Cristian che con mattoncini Lego e pennarelli hanno costruito una mega pista per le macchinine in sala settimana scorsa. Due ore di duro lavoro di ingegneristica, usando tutto ciò che trovavano in casa per creare salite, discese, parcheggi, ponti; hanno persino disegnato e colorato i cartelli stradali per rendere tutto più vero. Alla fine il salotto era, a tutti gli effetti, la più bella pista di macchinine che avessi mai visto! C'erano curve come nel GP di Montecarlo e un rettilineo pazzesco dietro il divano dove far andare le macchine velocissime! Sul più bello, sono arrivati il papà e lo zio e hanno pensato bene di mettersi a giocare anche loro. A qualcuno di voi potrebbe sembrare bellissimo ma Riccardo e Cristian non l'hanno proprio vissuta così bene: quei due uomini, solo muovendosi, facevano cadere i cartelli, spostavano le case, schiacciavano le gallerie costruite con le bottigliette vuote di plastica! Certo si stavano divertendo un mondo il papà e lo zio ma i due fratellini non ci stavano proprio! Fuori di qui, hanno gridato ad un certo punto! Questa è la nostra pista e ci giochiamo solo noi! Ora... riflettiamo un momento... queste due storie non assomigliano un pochino a quelle della parabola di Gesù? Quei vignaioli che avevano fatto tutto il lavoro per far produrre frutti alla vigna... e che poi si vedono arrivare altri che vogliono i frutti del loro lavoro. Noi abbiamo lavorato qui, ora noi qui ci teniamo i frutti. Che ne pensate? Forse hanno ragione... come mia nipote o Riccardo e Cristian... O forse no? Il regno di Dio, ci dice Gesù, è per tutti. Dio vuole che tutti i suoi figli siano felici. Sembra davvero un pensiero molto bello e molto buono, non siete d'accordo? Tutti felici, tutti possono gustare i frutti dell'amore di Dio. La gioia di sentirsi amati da Dio e perciò chiamati a vivere nella stessa casa, dandosi da fare ognuno come può, è un dono per tutti. Solo così il regno di Dio può esistere: se tutti trovano il loro posto, il loro modo di rendersi utili al Padre, il senso del loro esistere! Perciò anche gli ultimi arrivati, quelli che sembra non abbiano fatto gran ché per meritarsi di essere lì, quelli che gioiscono senza aver fatto grandi sforzi... Ma vi confido due cose: la prima è che ho costruito piste per le macchinine, ho messo in piedi negozi per le Barbie, fatto costruzioni Lego molto impegnative... nel costruire, inventare, creare, c'è una fatica ma anche una soddisfazione e una gioia incredibili! Più del gioco che ne segue! Secondo segreto che vi svelo: non c'è niente di più bello che vedere qualcuno felice anche grazie a te e al tuo impegno! Perciò oggi, l'inquietudine del brano di Vangelo può davvero diventare un impegno: aiutiamo Gesù nella costruzione del Suo Regno: Lui ne è il Capo indiscusso! Nessuno di noi sarà mai bravo come Lui ad amare eppure Lui ha bisogno di noi affinché tutti possano essere felici! Diamogli una mano, anche due, anche tutta la creatività e il tempo che abbiamo! A noi non mancherà nulla e il Regno di Dio porterà i suoi frutti! Commento di Mara Colombo |