Omelia (03-10-2026)
don Michele Cerutti
Perfetta Letizia

Questa pagina evangelica ha trovato una delle sue incarnazioni più belle e radicali nella vita di San Francesco d'Assisi. Nei Fioretti (capitolo VIII) si racconta un celebre dialogo tra Francesco e frate Leone sul tema della "perfetta letizia", che sembra proprio il commento vivo al Vangelo di oggi.
Mentre camminavano da Perugia a Santa Maria degli Angeli in un inverno rigidissimo, tormentati dal freddo, Francesco spiegò a Leone che la gioia non sta nei grandi successi spirituali o pastorali. Disse a Leone:
«Se il frate minore desse la vista ai ciechi, sanasse gli storpi, scacciasse i demoni, rendesse l'udito ai sordi... scrivi che in questo non è perfetta letizia». (Parole che richiamano esattamente i settantadue discepoli del Vangelo!).
E continuò dicendo che persino se i frati convertissero tutti gli infedeli, non sarebbe quella la perfetta letizia.
Allora frate Leone, stupito, chiese: «Padre, ti prego per l'amor di Dio che tu mi dica dove sia la perfetta letizia».
Francesco rispose che se, arrivati alla meta, bagnati di pioggia, infreddoliti e affamati, il portinaio del convento non li avesse riconosciuti, scacciandoli in malo modo, insultandoli e lasciandoli fuori al freddo... se in quel momento loro avessero sopportato quell'ingiustizia con pazienza, con pace e con amore, pensando alle sofferenze di Cristo: «Scrivi, frate Leone, che qui è perfetta letizia».
Il legame con il Vangelo e la vita dei piccoli.
Perché San Francesco dice questo? Perché quando tutto ci va male, quando crollano i nostri successi, quando non abbiamo nulla da esibire, se il nostro cuore resta in pace, significa che la nostra gioia non dipendeva dal mondo, ma dal fatto che il nostro nome è scritto nei cieli. Significa che ci basta l'amore di Dio.
Nella seconda parte del Vangelo, Gesù esulta nello Spirito e loda il Padre perché queste verità sono state nascoste ai sapienti e ai dotti e rivelate ai piccoli. Chi sono i piccoli? Sono coloro che, come Francesco, non hanno pretese, non cercano il successo per nutrire il proprio ego, ma sanno accogliere la vita come un dono. I piccoli sanno che la salvezza è pura grazia.
Chiediamo oggi al Signore la grazia di essere piccoli. Chiediamo di non legare la nostra felicità ai successi del momento, alla considerazione degli altri o all'efficacia delle nostre opere. Impariamo da Gesù e da San Francesco a gioire per l'unica cosa che conta davvero e che nessuno potrà mai portarci via: l'essere custoditi nel cuore di Dio per l'eternità.