| Omelia (02-10-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Gli angeli vanno riconosciuti, imitati e pregati Oggi la Parola di Dio e la testimonianza dei santi ci invitano ad alzare lo sguardo verso una realtà invisibile ma straordinariamente vicina: la presenza degli angeli nella nostra vita. Spesso, nel trambusto delle nostre giornate, travolti dalle scadenze, dalle preoccupazioni e dalle fatiche, rischiamo di sentirci soli. Ci sembra di dover combattere le nostre battaglie quotidiane contando solo sulle nostre forze. Ma il Vangelo e la tradizione della Chiesa ci ricordano una verità consolante: Dio non ci lascia mai soli. Fin dal primo istante della nostra esistenza, Egli ha posto accanto a ciascuno di noi un compagno di viaggio, un custode, un amico fedele. I santi, che hanno vissuto con i piedi piantati per terra ma con il cuore sempre rivolto al Cielo, ci parlano degli angeli non come di figure astratte o poetiche, ma come di presenze vive e operanti. San Giovanni Vianney diceva che il nostro angelo custode è l'amico più sincero che abbiamo, un amico che non ci abbandona mai, nemmeno quando noi ci dimentichiamo di lui o quando prendiamo strade sbagliate. L'angelo non giudica, non si stanca: custodisce. È il custode dei nostri passi, ma soprattutto è il custode della nostra speranza. L'omelia di oggi vuole essere un invito semplice, diviso in tre piccoli passi per la nostra settimana: • Riconoscere la presenza. Proviamo a riscoprire la dimensione del silenzio. Nella fretta, fermiamoci un istante e ricordiamoci che c'è una presenza spirituale che cammina con noi, che gioisce delle nostre gioie e soffre con noi nei momenti di prova. • Invocare l'aiuto. San Giovanni Bosco diceva ai suoi ragazzi: "Quando siete in difficoltà, quando arriva una tentazione o lo scoraggiamento, invocate il vostro angelo". Non abbiate paura di chiedere il suo intervento. Egli non aspetta altro che ascoltare la nostra voce per portare le nostre intenzioni davanti al trono di Dio. • Imitare la loro missione. Diventare noi stessi, nel nostro piccolo, "angeli" per gli altri. Proteggere chi è fragile, ascoltare chi è solo, portare una parola di pace dove c'è divisione. Custodire il fratello, come l'angelo custodisce noi. Chiediamo oggi la grazia di camminare con questa fiducia rinnovata. La nostra vita terrena è un viaggio verso la Casa del Padre, e non siamo lasciati a noi stessi. Abbiamo guide sicure. |