Omelia (27-09-2026)
Omelie.org (bambini)


Cari bambini e bambine, ragazze e ragazzi, ben trovati tutti.
Sono finite le vacanze: abbiamo ricominciato la scuola, lo sport e tutte le altre attività.
Sicuramente, insieme alla gioia per aver incontrato di nuovo i nostri compagni ed amici, abbiamo anche cominciato a lamentarci di tutto che non ci sta bene: i compiti per casa, stare in squadra con un ragazzino antipatico, la sveglia presto al mattino. Ah, come siamo bravi a lamentarci! Se qualcuno ci desse un euro ogni volta che critichiamo qualcosa che non va, saremmo tutti ricchissimi!
Addirittura, a volte ci lamentiamo più noi che frequentiamo la Chiesa e andiamo a messa tutte le domeniche, che chi non va in chiesa neanche a Natale. Questo perché pretendiamo di meritarci ciò che vogliamo solo perché pensiamo di essere migliori degli altri.
Ma è la capacità di ascoltare Dio nel quotidiano che ci dice quanto in realtà siamo in comunione con Lui.
Per capirci meglio, entriamo nel cuore delle Letture.
Il profeta Ezechiele ci fa notare la nostra superbia perché pensiamo di poter insegnare a Dio il Suo "lavoro". Ma non capiamo che si tratta del contrario: per Lui è davvero buono, non chi si limita a fare tutte le faccende che fanno di lui un cristiano "modello"; Dio è felice quando riconosciamo che Lui agisce sempre per amore e, quindi, seguiamo la Sua Parola perché in Essa troviamo la vita.
La Seconda Lettura mette il nostro orgoglio davanti all'esempio di Gesù che nella sua vita terrena ha vissuto invece in tutta umiltà: l'Apostolo dice: "Pur essendo Dio, non tenne conto della sua dignità [...] prese la condizione di servo [...] ubbidendo fino alla morte [...] di croce". Ora, se Cristo, il Figlio di Dio, Dio Lui stesso, si è donato fino alla morte, tanto è il Suo Amore per noi, noi come possiamo non essere commossi da questo Amore immenso, tanto da voler noi stessi donare la nostra vita?
Ecco dove sta la giustizia di Dio: nel donare se stessi solo per amore. Siamo chiamati ad amare, perché siamo già amati.
Il Vangelo ci toglie ogni dubbio.
Gesù sta parlando ai capi del popolo e ai sacerdoti, esperti della Legge. Erano loro a dettare il codice del buon costume degli ebrei, ma erano chiusi all'insegnamento di Gesù. Allora egli racconta loro questa storia per mostrare i diversi atteggiamenti dei due figli: l'apparenza e il servizio. Il figlio apparentemente più bravo è quello che accetta di lavorare. Ma poi si rimangia la parola! L'altro è un maleducato perché si permette di rispondere con un "no" secco.
Mi piace immaginare così i due fratelli:
• Il secondo, quello che mente, si allontana sogghignando e pensando di essere il figlio preferito perché ha fornito la risposta corretta;
• Il primo, quello che si pente, tornando alle sue occupazioni potrebbe aver pensato: "Ma cosa sto facendo? Papà ha sempre lavorato duramente per noi, ci ha insegnato il suo mestiere e ha sempre provveduto a me e mio fratello dandoci anche più del necessario. Ci vuole così tanto bene! No, non voglio sprecare tutto il suo amore. Anzi: glielo voglio restituire! Andrò ad aiutarlo, perché per me è troppo importante".
Ecco, molto spesso ci comportiamo come il secondo figlio: ci preoccupiamo delle apparenze, di avere il nostro ruolo di rilievo, ma poi, nel nostro cuore, non sappiamo accogliere tutto l'Amore di Dio. E se non lo accogliamo, non possiamo restituirlo. Il primo fratello, invece, rappresenta quelle persone che, lontane dall'esperienza di vita della Chiesa, non appena incontrano la Misericordia di Dio, non la lasciano più, ma la donano al prossimo tramite la forma di servizio nella quale più si riconoscono.
Tutti noi possiamo fare questa straordinaria esperienza: nel momento in cui abbassiamo le nostre difese e rinunciamo alla presunzione di avere sempre ragione, Dio ci stupisce, ci commuove e, a quel punto, non possiamo non amare - concretamente - chi ci sta accanto.
È questo il mio augurio per quest'anno: che riusciamo a fare questo salto, dai nostri piani al Suo Amore, imparando a donare noi stessi, come ha fatto Cristo.
Commento a cura di Cristina Pettinari