Omelia (30-09-2026)
Missionari della Via


Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi contengono un forte messaggio per tanti giovani che avvertono nel cuore la chiamata di Dio, ma che in un modo o in un altro sono ostacolati dalle comodità, dal passato e dai parenti. Gesù ci insegna che nulla va anteposto all'amore e alla missione che Dio ci ha affidato: Lui è l'unico che non va deluso! Un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada» ed Egli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A questa prima persona che vuole essere discepolo, Gesù chiede di spogliarsi di tutto: non avere dove posare il capo, cioè non deve cercare una falsa sicurezza. Quest'uomo stava cercando in Gesù una "tana", cioè una rassicurazione, e purtroppo la religione può diventare un modo per scappare dalle responsabilità della vita.

A un altro Gesù disse: «Seguimi», ma costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gesù gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio» A questa seconda persona chiamata, Gesù chiede di lasciare che i morti seppelliscano i loro morti. Si tratta di un detto popolare che significa: lascia le cose del passato. Non perdere tempo con ciò che è stato e che magari ti ha ferito. In Cristo si può vivere una vita nuova: non è mai troppo tardi per ricominciare. Il passato a volte ci condiziona nelle nostre scelte ma di certo non ci determina, come a dire orami siamo segnati!

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia»; ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio» A questa terza persona chiamata ad essere discepolo, Gesù chiede di ridefinire i legami familiari. In un'altra occasione aveva detto: «Chi ama suo padre e sua madre più di me, non può essere mio discepolo» (Lc 14,26; Mt 10,37). Ovviamente Gesù non invita a infrangere il comandamento di onorare il padre e la madre, ma vuole mettere in guardia dal vivere la vita in ostaggio delle aspettative degli altri, fossero anche le aspettative dei propri genitori. I genitori vanno aiutati a comprendere ma al momento giusto bisogna anche saper tagliare il cordone ombelicale. «Chi si mette alla sequela di Gesù Cristo deve staccarsi dai genitori» diceva s. Giovanni Bosco. Dunque: Stabiliamo delle gradazioni e diamo a ciascuno ciò che gli è dovuto, non poniamo le cose superiori sotto le inferiori» (cfr s. Agostino).