Omelia (25-09-2026)
don Michele Cerutti


Bravo Pietro, da dieci in pagella. Eppure, un attimo dopo, Gesù impone loro il silenzio e comincia a parlare di sofferenza, di rifiuto, di croce e di risurrezione. Perché lo fa? Perché Pietro ha detto la parola giusta, ma con la mentalità sbagliata. Pensava a un Messia trionfatore, un supereroe che risolve i problemi senza fatica. Gesù, invece, ci dice che l'amore vero passa attraverso il dono di sé, passa anche attraverso la fatica della croce.
Chiediamo oggi la grazia di saper rispondere a Gesù non con le parole imparate a memoria, ma con la nostra vita. Che Lui non sia solo un nome nel libretto delle preghiere, ma il Signore concreto che guida le nostre giornate, i nostri affetti e le nostre scelte, capaci di seguirlo anche quando la via si fa stretta e richiede il coraggio del sacrificio.