| Omelia (21-09-2026) |
| Missionari della Via |
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«Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi"». Sembra un incontro fortuito ma di certo non lo è! Quel momento in cui lo sguardo di Gesù si posa su Matteo è il momento pensato e voluto da Dio sin dall'eternità! Non è un passaggio o uno sguardo qualunque. La scelta di Matteo è dall'eternità e lo sguardo di Gesù ha la luce di una chiamata. È lo stesso per tutti noi. Su ciascuno c'è una chiamata scritta nei cieli da sempre, scritta nel cuore di Dio. Dio ci ha scelti sin dall'eternità e la sua chiamata giunge su una via concreta e in un momento preciso della nostra storia. La scelta e la chiamata sono gratuite; da noi dipende, in piena libertà, la risposta. Quella di Matteo è stata immediata: «Egli si alzò e lo seguì». E noi? Potrebbe accaderci, come scrive sant'Agostino, di non riconoscere il Signore che passa, ma questo accade solo se si è distratti e si vive in maniera superficiale. Possiamo anche far finta di niente, non chiedere nulla al Signore, quale sia il suo progetto d'amore su di noi, perché abbiamo già i nostri progetti, perché pensiamo che Dio sia d'ostacolo alla nostra realizzazione. Possiamo anche essere di quelli che rimandano con tutte le scuse possibili e immaginabili per poi chiedersi a sessant'anni cosa il Signore vuole. Beh, guardiamo Matteo, guardiamo tutti i santi che hanno compreso la grandezza della chiamata di Dio. Il desiderio di Dio è proprio questo: che rispondiamo con generosità e prontezza alla sua chiamata. E non solo alla sua chiamata ad una particolare vocazione (vita matrimoniale, sacerdozio o vita consacrata) ma a tutte le chiamate che ogni giorno il Signore ci fa: amare, perdonare chi ci ha fatto del male, essere meno egoisti e più attenti alle persone sole, donare qualcosa di ciò che possediamo. Insomma, ogni giorno c'è del bene da compiere e se non iniziamo con questo come potremmo dire sì alla chiamata di Dio che ci chiama a seguirlo più da vicino? Possa Egli davvero illuminare gli occhi della nostra mente per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi (cf Ef 1,18). «C'è qualcosa di molto bello dentro di te. (...) Voi dovete coltivare la luce che avete nel cuore, c'è qualcosa di molto bello che tutti voi avete dentro. (...) Le persone sono bellissime, tutte le persone hanno una bellezza dentro straordinaria, tutte le persone sono meravigliose, tutte le persone portano in sé qualcosa di unico, di irripetibile, bisogna servire quella unicità. Bisogna aiutare le persone a entrare nella vita. Ci sono cose che ti fanno vivere e cose che ti fanno morire. Perché ami le cose che ti fanno morire? perché coltivi le cose, i pensieri, che ti distruggono?» (don Fabio Rosini). |