Omelia (20-09-2026)
Omelie.org (bambini)


Carissimi bambini,
Nel Vangelo di oggi Gesù ci racconta una parabola con la quale vuol farci capire la bontà del Padre che è nei cieli. Per farlo usa la storia di una vigna unica al mondo che apparteneva ad un Signore molto generoso. Un padrone che trattava molto bene tutti quelli che lavoravano per lui e che produceva il vino più buono di tutta la Galilea. È la storia della vigna di Cana!
A quel tempo in Galilea c'erano molte vigne, ma nessuno riusciva ad eguagliare la bontà del vino della vigna di Cana. Quale sarà il suo segreto? si domandavano tutti gli altri. Un giorno per rubare questo segreto, che rendeva il vino più buono del solito, il padrone di una vigna affianco, la vigna di Amazin, decise di inviare due dei suoi operai in incognito per rapire poi il segreto della vigna. Fu così che decide si inviare due fratelli: Dan e Natan. Il buon mattino presto Dan e Natan si presentarono dal padrone della vigna di Cana e furono addirittura assunti per primi. Iniziarono a lavorare per un denaro al giorno. Nella vigna succedevano cose strane. Infatti non solo c'era chi aveva iniziato a lavorare la mattina presto, ma durante tutte le ore del giorno aumentava il numero di coloro che venivano a lavorare nella vigna. E si era in tantissimi e tutti cantavano ed erano molto felici. Chiunque arrivasse, a qualsiasi ora, sembrava felice di essere arrivato a lavorare e si metteva a cantare con gli altri. Non pareva proprio di stare a lavorare. Dan E Natan non erano abituati a questo modo di stare con gli altri. Nella loro vigna il lavoro era molto meno allegro e molto pesante.
Alla fine della giornata avvenne la cosa più incredibile. Il padrone con la sua delicatezza si avvicinò a ciascuno degli operai e pagò tutti allo stesso modo. Dan e Natan, che avevano lavorato tutto il giorno, ricevettero un denaro ciascuno. Ma anche Beniamino e Manasse, che avevano lavorato poco ricevettero lo stesso un denaro. Lì per lì Dan e Natan protestarono: non sembrava loro giusto questo modo di trattare le persone. Però il loro pensiero cambiò quando seppero che anche quelli che avevano lavorato poco potevano sfamare i loro figli che erano rimasti senza mangiare per giorni, o che quelli che avevano lavorato un po' di più avevano aiutato il padrone a fare un vino migliore.
Insomma alla fine tutti gli operai sembravano contenti. Che cosa strana. E il vino era buonissimo!
Tornati a casa riferirono tutto al loro Signore, il Signore della vigna di Amazin. Il loro padrone non sembrava credere a questo racconto. Mentre dicevano che tutti erano stati trattati con dolcezza, il padrone di Amazin, storceva gli occhi e stava quasi per sentirsi male. Quando poi seppe che gli operai lavoravano cantando ed erano molto allegri, non riusciva a credere ai suoi orecchi. Lui doveva essere sempre attento per evitare che i suoi operai facessero bene il lavoro. E quando finalmente sentì che il vino che usciva da Cana era il migliore che si poteva assaggiare, quasi rimase svenuto sulla sedia.
Ma la cosa che più lo fece impazzire fu quello che avvenne il giorno dopo.
Fra i suoi operai due mancavano all'appello. Dan e Natan infatti avevano deciso di tornare nella vigna di Cana e il giorno dopo erano di nuovo lì fin dal mattino perché dicevano: non abbiamo mai visto un luogo così bello dove si sta così bene insieme!
Cari bambini ecco il segreto della storia: Dio vuole che tutti possano stare vicino a Lui. Vivere nella sua vigna, che è la Chiesa, è la cosa più bella che si possa fare. Non vivere nella sua vigna è molto meno bello. Dio non guarda al profitto, ma ci ama e vuole che stiamo insieme e insieme con Lui. Sa che questo è il segreto che rende tutto più bello e qualsiasi cosa si fa, come nel caso del vino della vigna di Cana, diventa la cosa più buona possibile!
Quando siamo riuniti la domenica possiamo capire come sia bello stare insieme con Gesù. Ognuno ha un suo compito: chi canta, chi suona, chi distribuisce i libretti, chi organizza l'offertorio, chi legge, chi semplicemente fa parte della assemblea e prega con gli altri. tutti viviamo la stessa gioia di essere intorno alla Eucarestia. Tutti, sia quelli che vengono da tanto tempo in Chiesa, sia quelli che vengono da meno tempo. Tutti hanno qui il loro posto e possono cantare le lodi di Dio!
Ricordo una signora anziana, Silvana, che per lunghi anni non era potuta venire in Chiesa perché il marito era malato. Finalmente riuscì a tornare in Chiesa e fu accolta molto bene dai sacerdoti e dagli amici catechisti, anche se non mancava qualcuno che storceva il naso dicendo che non era venuta per molto tempo. Eppure lei era felicissima. Qui ho trovato la mia famiglia, diceva spesso, e mi sento veramente a casa. Per tanto tempo sono stata lontana, ma ora sono felice!
È morta questa estate, è morta contenta di aver ritrovato la sua comunità e aver anche lei trovato posto nella vigna del Signore, alla quale tutti siamo invitati!
Dove c'è Gesù, c'è tanta gioia e Dio aspetta tutti, nessuno escluso. Come il padrone della parabola dovremo imparare a guardare chi ancora non lo conosce e invitarlo. E la nostra felicità e la nostra gioia non diminuirà, ma aumenterà!
Commento a cura di Dario Gervasi