| Omelia (19-09-2026) |
| Missionari della Via |
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In questa parabola, che è un po' la regina delle parabole (perché se non comprendiamo questa non comprenderemo le altre), tra le tante cose stupisce l'abbondanza di seme gettato dal seminatore. Il seme è abbondante perché abbondante è la parola di Dio, che deve essere seminata nei cuori di ogni persona, attenti e meno attenti, superficiali e non, liberi e meno liberi. Ci sono ascoltatori superficiali che sentono la parola ma non le fanno spazio nel loro cuore, e così essa è subito portata via. Ci sono poi quelli che accolgono la Parola, inizialmente si entusiasmano ma non hanno vita interiore, qualcosa germoglia ma poi subito si secca e muore. Altri ascoltatori accolgono la Parola, cercano di custodirla, ma il loro cuore è posseduto da idoli dominanti: il denaro, il successo e il potere. Così alla fine la Parola soffoca per mancanza di spazio. E poi, meno male, ci sono quelli che accolgono la Parola, la meditano, la pregano e la praticano. nella propria vita. Questa parabola ci interpella profondamente: noi non siamo solo un tipo di terreno ma un po' tutti i tipi di terreno e anche noi corriamo il rischio di non prendere sul serio la Parola che parla al nostro cuore. Chi non conosce la Parola non conosce Cristo e, aggiungiamo, chi conosce e non pratica la Parola presume di conoscere Cristo ma in verità, nel giorno del giudizio, corre il rischio di sentirsi dire dal Signore: «non vi conosco». Riscopriamo allora la Parola di Dio, Parola che ci converte, che ci dà vita, che ci dà occhi nel riconoscere la grazia e la forza operante nei sacramenti. È la Parola, lettera d'amore che Dio ci ha consegnato, che ci convince in quanto all'essere amati. Senza la Parola siamo semplicemente uomini e donne che vagano senza sapere dove stiamo andando e per che cosa siamo venuti al mondo. «Cosa sarebbe Maria senza l'ascolto della Parola? È proprio a causa del suo ascolto che il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Che cosa ne sarebbe di Giuseppe senza l'ascolto della Parola? Avrebbe abbandonato Maria a una semplice fuga per salvarle la vita, ma non avrebbe reso possibile la storia della salvezza così come noi la conosciamo. Insomma, potrei citare tutti i personaggi del Vangelo, e tutti i santi della storia mostrando come è proprio il seme della Parola che ha portato frutto dentro di loro. E allora torniamo alla Parola di Dio sapendo che dobbiamo proteggere essa dalla superficialità della strada, dai facili entusiasmi, e dalle mille preoccupazioni che la soffocano per permetterle invece di portare frutto cento volte tanto» (don Luigi Epicoco). |