Omelia (16-09-2026)
Missionari della Via


Il Vangelo di oggi ci mostra una particolare inclinazione dell'uomo: la "dea lamentela". Ad esempio noi siamo capaci di lamentarci del troppo freddo e invochiamo il caldo, quando poi arriva il caldo ci lamentiamo del caldo e invochiamo il freddo. La nostra dinamica di approccio alla vita è che tutto deve cambiare, tutto deve essere diverso, tranne noi! Se solo fossimo più umili e concreti nel chiamare le cose con il proprio nome, comprenderemmo che siamo persone continuamente chiamate a conversione. Invece no, la colpa a volte è di Dio che non ascolta le nostre giuste richieste, ed è sempre degli altri, c'è sempre qualcuno che deve cambiare, che è peggio di me, che non capisce, che non sa, che non può. Spesso non siamo mai soddisfatti, sempre cupi, rabbiosi, passiamo la vita a lamentarci di ciò che non funziona... negli altri! Basterebbe un po' di onestà per chiamare le cose con il loro nome e iniziare a voler cambiare noi. Gesù ci paragona a dei bambini che si lamentano spesso: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!». Queste parole di Gesù sottolineano la nostra resistenza ad accogliere la Parola del Signore; sì, spesso siamo bravi a sottrarci alla volontà di Dio. Magari sappiamo riconoscere il buono, il nuovo ma non abbiamo nessuna voglia di accoglierlo perché ci disturba delle nostre abitudini spesso disordinate! Viviamo come in mezzo a un guado: divisi tra Dio e il mondo. Chiediamo la grazia di ascoltare, accogliere e praticare la Parola che ci fa crescere fino alla piena maturità di Cristo!

«Che cosa possiamo fare per essere grati? Una delle cose che possiamo fare è ricordare. Man mano che passano gli anni ci rendiamo più conto di tutte le persone che ci hanno aiutato nella vita. Prima di tutto i nostri genitori, gli amici, i sacerdoti, i professori e un lungo eccetera. Inoltre, ci è di aiuto comportarci con Dio nella stessa maniera. Fare memoria, ricordare tutte le cose buone che riceviamo da Lui. C'è un punto di Forgia che riassume molto bene questo atteggiamento: "Che debito hai, con tuo Padre-Dio! - Ti ha dato l'essere, l'intelligenza, la volontà...; ti ha dato la grazia: lo Spirito Santo; Gesù, nell'Ostia; la filiazione divina; la santissima Vergine, Madre di Dio e Madre nostra; ti ha dato la possibilità di partecipare alla santa Messa e ti concede il perdono dei tuoi peccati, il suo perdono, tante volte!; ti ha dato doni incalcolabili, alcuni straordinari...- Dimmi, figliolo: come hai corrisposto?, come corrispondi?"» (s. Josemaria Escrivà).