Omelia (08-09-2026)
don Lucio D'Abbraccio
Maria, l'aurora della speranza

La liturgia di oggi ci fa' chiedere a Dio un dono molto bello: che la festa della nascita della Vergine Maria faccia crescere in noi la pace. E forse possiamo domandarci: che cosa c'entra la nascita di Maria con la nostra pace?
C'entra, perché la nascita di Maria ci ricorda che Dio non dimentica le sue promesse. Quando Maria viene al mondo, qualcosa di nuovo sta già cominciando. È come l'aurora: il sole ancora non si vede, ma la luce all'orizzonte ci dice che la notte sta per finire. Maria è questa aurora. La sua nascita annuncia che si avvicina Gesù, il Salvatore.
Ma questa aurora non appare all'improvviso. La nascita di Maria si inserisce nel grande cammino della salvezza, che Dio ha preparato con pazienza lungo i secoli per la venuta di suo Figlio. Il Vangelo secondo Matteo ce lo mostra attraverso la genealogia di Gesù.
A prima vista, quella genealogia può sembrarci soltanto un lungo elenco di nomi. Eppure, dietro ogni nome c'è una vita: famiglie, speranze, errori, peccati, cadute e ripartenze; uomini giusti e uomini fragili. Dio non abbandona questa storia. Anche attraverso la fragilità umana, generazione dopo generazione, porta avanti il suo progetto di salvezza fino a Gesù.
Questo ci dice qualcosa di importante anche per noi: Dio sa scrivere diritto anche sulle righe storte delle nostre vicende.
Quante volte vorremmo capire tutto e subito! Perché è accaduta quella cosa? Perché una preghiera sembra non essere stata ascoltata? Perché una persona ci ha deluso? Perché un progetto in cui credevamo non è andato come speravamo?
La nostra vita assomiglia qualche volta a un ricamo guardato dal rovescio. Vediamo nodi, fili che si incrociano, colori apparentemente senza ordine. Se però giriamo il ricamo, scopriamo una figura bellissima. Noi spesso vediamo soltanto il rovescio; Dio vede il disegno intero.
Anche Giuseppe, nel Vangelo, si trova davanti a qualcosa che non riesce a comprendere. Matteo racconta: «Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo».
Giuseppe è turbato. Eppure il Vangelo dice che era «uomo giusto». Qui vediamo la sua grandezza: davanti a ciò che non comprende, non reagisce con rabbia, non umilia Maria, non la espone al giudizio della gente. Pensò di «ripudiarla in segreto».
Quanto è attuale questo comportamento! A volte basta una parola ascoltata male, un messaggio senza risposta, una frase che ci ferisce, e subito giudichiamo. Magari raccontiamo tutto agli altri, aggiungiamo supposizioni e arriviamo a conclusioni senza conoscere veramente ciò che è accaduto.
Giuseppe ci insegna un'altra strada: prima di giudicare, fermati. Prima di condannare, ascolta. Prima di parlare degli altri, lascia spazio alla verità e a Dio.
Ed è proprio mentre Giuseppe riflette che Dio gli viene incontro. L'angelo del Signore gli appare in sogno e gli dice: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa».
«Non temere». Quante volte abbiamo bisogno di sentire queste parole! Quando il futuro è incerto, quando non sappiamo come andranno le cose, quando la vita prende una strada diversa da quella che avevamo immaginato: non temere.
Dio non spiega a Giuseppe ogni cosa. Gli chiede di fidarsi e gli rivela ciò che conta davvero: «Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
E poi viene annunciato un nome meraviglioso: «a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Questa è la buona notizia che oggi possiamo portare a casa: Dio è con noi. È con noi nella gioia e nella preoccupazione. È con noi quando tutto sembra chiaro e quando facciamo fatica a capire. È con noi quando scorgiamo la figura del ricamo e quando ne vediamo soltanto i nodi.
Oggi festeggiamo la nascita di Maria. Una bambina viene al mondo e ancora nessuno può immaginare quanto sarà importante la sua vita. Ma Dio lo sa. Nel silenzio sta già preparando la salvezza.
Chiediamo allora a Maria bambina di insegnarci a fidarci di Dio. Quando i fili della nostra vita ci sembrano confusi, ci aiuti a credere che nelle mani del Signore tutto può ritrovare un senso. Quando abbiamo paura, ci ricordi le parole dell'angelo: «Non temere». E quando perdiamo la pace, ci conduca sempre a Gesù, l'Emmanuele, il Dio che non ci lascia soli, ma cammina con noi. Amen!